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Copella nattereri

 

Copella nattereri

(Steindachner, 1876)

 

Copella nattereri

 

Bellissimo pesciolino amazzonico. Va allevato in piccoli branchi in acquari ben maturi e non eccessivamente illuminati.
Difficoltà d’allevamento: media.

 

Fotogallery Copella nattereri

Nome scientifico:

Copella nattereri


Note al nome scientifico:

dalla sua scoperta questa specie è stata a lungo classificata come Pyrrhulina nattereri. Successivamente fu riclassificata dall’ittiologo Regan come variante di Copella callolepis. Infine il passaggio all’attuale classificazione.


Nomi comuni:

Copeina maculata
Tetra maculato
Spotted Tetra


Famiglia:

Lebiasinidae


Luogo d’origine:

America meridionale - Amazzonia (Brasile, Venezuela, Guyana, Colombia – Rinvenibile soprattutto nei fiumi Orinoco e Rio Negro, e nel bacino idrografico inferiore del Rio Delle Amazzoni).


Morfologia:

corpo cilindrico decisamente allungato e leggermente compresso sui fianchi. Occhi grandi (in relazione al diametro del capo) e bocca leggermente rivolta verso l’alto.
Corpo di colore grigio chiaro, quasi bianco perlaceo, disseminato di piccole macchie nere circolari, disposte a formare delle file parallele che percorrono tutto il pesce da subito dopo gli opercoli branchiali fino al peduncolo caudale. La testa non ha le macchie nere, ma denota una banda marrone, più o meno visibile, che parte dalla bocca e termina poco dopo aver attraversato l'occhio. La livrea corporea di base può a volte assumere sfumature rossastre più o meno evidenti.

Le pinne sono quasi trasparenti, con solo una lieve colorazione giallo paglia. Fa eccezione però la pinna dorsale i cui primi raggi denotano una colorazione rossastra nella parte basale e intensamente nera nella parte centrale; in tal modo se ben divaricata la dorsale mostra chiaramente una macchia nera circolare ad adornarne la parte anteriore. Anche la pinna caudale può in alcuni individui, ed in determinate situazioni, mostrare una lieve colorazione rossastra alla base. Pinna adiposa assente.


Dimorfismo sessuale:

solo in età adulta è possibile distinguere i sessi, i maschi saranno leggermente più piccoli e più snelli nella zona ventrale.


Dimensioni:

fino a 5 cm le femmine, fino a 4,5 cm i maschi.


Ciclo vitale:

non si hanno dati certi in merito.


Dimensioni Acquario:

in 80 litri netti può essere allevato un gruppetto di 8 / 9 esemplari.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 6,0 / 7,5
- GH: 5 / 20 °dGH
- Temperatura: 22 / 27 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

acquario riccamente piantumato soprattutto con piante a stelo a foglie sottili. Non ama la luce forte e diretta, è quindi molto indicato un leggero filtraggio su torba che conferisca una leggera ambratura all’acqua. Per lo stesso motivo risulta assai gradito l’impiego di piante galleggianti e/o di qualche pianta a foglie larghe che possa permettere all’animale di trovare quiete e ombra. E’ piuttosto sensibile all’instabilità dei parametri chimico fisici dell’acqua, ragion per cui è preferibile inserirlo in acquari ben maturi con una buona stabilità di valori ormai acquisita.


Alimentazione:

è onnivoro e accetta in pratica qualsiasi alimento per pesci (secco, liofilizzato, granuli, vivo, surgelato, etc…), anche quelli a base vegetale. Offrite dieta varia e completa.


Livello di nuoto:

centro superiore.


Comportamento:

pacifico e vivace. E’ un pesce di branco che per star bene necessita di vivere in gruppi numerosi. Teneteli quindi in gruppi di almeno 8 esemplari, non di meno!


Biocenosi:

pesce socievole ed assolutamente pacifico, ideale per acquari di comunità assieme ad altri pesci altrettanto pacifici e socievoli.


La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

media. E’ un pesce ancora poco diffuso in ambito acquariofilo, per questo motivo si conosce poco in merito alla sua riproduzione in cattività.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

non si hanno dati certi in merito.


Formazione della coppia:

non si ha formazione di coppie stabili, le riproduzioni avvengono senza una regola fissa, in momenti di aggregazione del branco.


Alimentazione della coppia:

aumentare le somministrazioni in frequenza ed in componente di vivo/surgelato contribuisce sicuramente ad invogliare la coppia alla riproduzione. Soprattutto puntate sulle larve di zanzara.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

- PH: 5,5 / 6,5
- GH: 0 / 5 °dGH
- Temp.: 22 / 25 °C
- Capacità minima: 20 litri netti


Allestimento acquario riproduttivo:

è sufficiente una piccola vaschetta di 20 litri. Il filtraggio dovrà essere tenuto al minimo, o assente del tutto, importante sarà quindi cambiare una piccola quantità d’acqua molto frequentemente per evitare accumuli di sostanze inquinanti, il 5% al giorno o il 10% ogni due giorni è un’ottima soluzione. Se decidete di lasciare attiva una leggera filtrazione artificiale ricordatevi di posizionare delle protezioni sulle bocchette d’aspirazione del filtro (ad esempio con tulle o macramè) così da evitare che parte delle uova ne venga aspirato.
Nell’acquario riproduttivo è importante inoltre la presenza di qualche pianta a foglia larga di media altezza (ad esempio Echinodorus Ozelot) e di muschi (ad esempio Vesicularia dubyana) che provvederanno a fornire una importante riserva di microfauna per i futuri avannotti.
L’illuminazione non deve essere eccessiva, anzi è preferibile ambrare notevolmente l’acqua filtrando su massicce dosi di torba.
Se vi è possibile introducete una coppia che abbia già denotato l’inizio dei giochi amorosi nella vasca d’allevamento, avrete così più possibilità di successo.
Se entro massimo 3 / 4 giorni non è avvenuta la deposizione e/o notate un’eccessiva aggressività del maschio nei confronti della femmina è inutile insistere, cambiate la coppia o per lo meno la sola femmina.


Deposizione e Fecondazione:

dopo vari inseguimenti e giochi amorosi i due riproduttori rilasciano quasi in contemporanea i propri gameti (uova e spermatozoi) durante una fase di nuoto ravvicinato, in genere radente il fogliame più grande a disposizione. Le uova così fecondate (circa 200 / 300 unità), restano in genere appiccicate alle foglie. Avvenuta la deposizione potrete in alcuni casi notare il maschio schierarsi a difesa delle uova. I riproduttori, se non notate da parte loro comportamenti che costituiscano un pericolo per le uova, possono restare fino al momento della schiusa, poi è comunque meglio rimuoverli.


Schiusa e Primi Giorni:

la schiusa avviene in circa 20/30 ore. Per i primi quattro/cinque giorni successivi alla schiusa i piccoli sopravvivono grazie al proprio sacco vitellino, ed in tale fase non è quindi consigliabile somministrare cibo.


Avannotti:

terminato il riassorbimento le piccole larve sono ormai divenute degli avannotti affamati che occorre iniziare ad alimentare. Per la prima decade somministrate Rotiferi e infusori. Dalla seconda settimana ideali risultano i naupli di Artemia salina appena schiusi e, dalla terza, anche gli appositi mangimi per avannotti in microscaglie. Somministrate il cibo frequentemente in piccole dosi e proseguite la gestione con sifonature e piccoli frequenti cambi parziali in modo da scongiurare l’accumulo in vasca di sostanze inquinanti, letali per i piccoli avannotti.

 


 

Si ringrazia Davide Robustelli di Acquarishop per la collaborazione in occasione di alcune foto realizzate presso la sede della sua attività.


Ultimo aggiornamento (Mercoledì 03 Febbraio 2010 15:30)

 

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