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Carnegiella strigata

 

Carnegiella strigata

(Günther, 1864)

 

Carnegiella strigata

 

Particolare e bellissimo pesce di superficie amazzonico. E’ piuttosto delicato ed esigente. Può facilmente contrarre Ichthyophtirius multifiliis (malattia dei puntini bianchi).
Difficoltà d’allevamento: elevata.

 

Fotogallery Carnegiella strigata

Nome scientifico:

Carnegiella strigata


Nomi comuni:

Carnegiella striata
Pesce accetta
Pesce ascia


Famiglia:

Gasteropelecidae


Luogo d’origine:

America Meridionale (Amazzonia: rinvenibile soprattutto in Perù, nella zona di Iquitos e in Colombia nel fiume Caqueta, ma presente anche in acque di Brasile, Guyana e Suriname)


Morfologia:

corpo molto compresso lateralmente, il profilo dorsale dritto si contrappone a quello ventrale sensibilmente convesso. Il capo è piccolo e la bocca rivolta verso l’alto. Pinne trasparenti, con dorsale piccola e decisamente arretrata, anale e caudale ben sviluppate, pettorali alte d’attaccatura e molto sviluppate in lunghezza. Dorso color argento, fianchi e ventre color bianco perlaceo, ma percorsi da bande oblique nere. La linea laterale è evidenziata da due righe parallele, quella superiore bianca e quella inferiore nera, con quella nera che prosegue fino alla punta del muso.


Dimorfismo sessuale:

non visibile ad occhio nudo. Solo in prossimità della riproduzione è possibile distinguere la femmina grazie al ventre gonfio che lascia intravedere le uova in trasparenza.


Dimensioni:

fino a 6 cm.


Ciclo vitale:

Dai 4 ai 5 anni.


Dimensioni Acquario:

per questa specie non ha molta importanza l’altezza dell’acquario, ma solo la superficie a disposizione. Con una superficie di 80 x 35 (cm) possiamo ad esempio allevare un gruppetto di 5 / 6 esemplari. In caso di vasca con un’altezza utile di 40 cm si tratterebbe quindi in tal caso di un acquario da circa 110 litri, ma in caso di altezza pari a soli 20 cm si tratterebbe di un acquario di nemmeno 60 litri. Ecco perché in questo caso non ha senso parlare di litri a disposizione.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 5 / 7,5
- GH: 3 / 20 °dGH
- Temperatura: 24 / 28 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

ama acque ben movimentate (soprattutto in superficie) e ricche di Ossigeno, piante galleggianti sono assai gradite a patto di lasciare comunque una buona parte di specchio d’acqua libero. Ininfluente il layout della parte inferiore. E’ un pesce in grado di compiere balzi fuori dall’acqua di notevole lunghezza (grazie all’azione dei poderosi muscoli che azionano le pinne pettorale è quasi in grado di volare) e per questa ragione è importante che l’acquario sia ben chiuso.


Alimentazione:

in natura segue dieta carnivora (insetti e piccoli crostacei), in acquario accetta senza problemi anche i classici mangimi in scaglie e i liofilizzati. La componente vivo/surgelato deve però restare fortemente presente all’interno della sua dieta altrimenti sarà quasi impossibile ottenere esemplari sani, longevi e predisposti alla riproduzione (sono particolarmente ghiotti di zanzare e delle loro larve, nonché di salsa di gamberetti). Offrite quindi dieta varia e completa.
La particolare forma della sua bocca non gli consente di nutrirsi sul fondale, se quindi avanza del cibo depositatosi sul substrato e non avete altri pesci in grado di nutrirsene vi conviene rimuovere gli avanzi (ad esempio per mezzo di un sifone), in quanto non venendo consumati finirebbero per inquinare l’acqua.


Livello di nuoto:

Centro superiore.


Comportamento:

socievole ed assolutamente pacifico. Al contrario di altri pesci accetta Carnegiella strigata ama nuotare, si muove in continuazione e difficilmente lo vedrete stazionare a pelo d’acqua. E’ un pesce di branco che diviene rapidamente stressato e debole se tenuto da solo, è bene quindi inserirlo in piccolo gruppetto di almeno 5 / 6 esemplari.


Biocenosi:

assolutamente innocuo e pacifico verso qualsiasi altra specie. Adatto quindi all’acquario di comunità.



La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

elevata.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

non si hanno dati certi in merito.


Formazione della coppia:

non si ha formazione di coppie stabili, le riproduzioni avvengono senza una regola fissa, in momenti di aggregazione del branco. Le coppie restano quindi tali solo per il tempo necessario all’accoppiamento ed alla fecondazione delle uova.


Alimentazione della coppia:

aumentare le somministrazioni in frequenza ed in componente di vivo/surgelato contribuisce sicuramente ad invogliare la coppia alla riproduzione.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

- PH: 4,5 / 6,2
- GH: 1 / 5 °dGH
- Temp.: 24 / 28 °C
- Superficie minima: 50 x 30 (cm)


Allestimento acquario riproduttivo:

l’acqua della vasca da riproduzione deve essere decisamente acida e tenera. La superficie poco mossa e per almeno il 50% coperta da piante galleggianti. Il filtraggio dovrà essere tenuto al minimo, o assente del tutto, importante sarà quindi cambiare una piccola quantità d’acqua molto frequentemente per evitare accumuli di sostanze inquinanti, il 5% al giorno o il 10% ogni due giorni è un’ottima soluzione. Se decidete di lasciare attiva una leggera filtrazione artificiale ricordatevi di posizionare delle protezioni sulle bocchette d’aspirazione del filtro (ad esempio con tulle o macramè) così da evitare che parte delle uova ne venga aspirato. L’arredamento dei livelli inferiori e del fondale è ininfluente, potete anche lasciare il vetro inferiore sgombro, sarete così più agevolati nelle operazioni di sifonatura.


Deposizione e Fecondazione:

la femmina depone le uova appiccicandole agli apparati radicali delle piantine galleggianti, subito dopo la deposizione il maschio provvede a fecondarle. Non essendo in realtà le uova molto appiccicose, non tutte resteranno ancorate alle piantine, le altre finiranno per depositarsi sul fondo. I genitori vanno subito rimossi altrimenti non esiteranno a nutrirsi delle uova.


Schiusa e Primi Giorni:

la schiusa avviene in circa 30 / 36 ore. I piccoli appena nati mostrano un sacco vitellino già quasi completamente riassorbito, necessitano quindi di essere alimentati già dal 3° giorno successivo alla schiusa.


Avannotti:

Nelle prime due settimane i piccoli accettano solo ed esclusivamente cibo vivo di ridottissime dimensioni, sarà quindi difficile alimentarli. Ben accetti risultano in questa fase Infusori e Copepodi di dimensioni adeguate (Cyclops sp.). Dalla terza settimana si può passare ai naupli di Artemia salina appena schiusi nonché a mangimi specifici per avannotti.

 


 

Si ringrazia Davide Robustelli di Acquarishop per la collaborazione in occasione di alcune foto realizzate presso la sede della sua attività.


Ultimo aggiornamento (Mercoledì 03 Febbraio 2010 15:34)

 

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