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Badis badis

 

Badis badis

(Hamilton, 1822)

 

Badis badis

 

Bellissimo e “camaleontico” pesce asiatico, molto robusto, apprezzato soprattutto per la sua abitudine (spesso sopravalutata) di nutrirsi delle piccole lumachine che frequentemente infestano i nostri acquari. Predilige alimenti vivi, e spesso non si riesce in alcun modo ad abituarlo agli alimenti commerciali "non vivi". Difficoltà d'allevamento: media.

 

 

Fotogallery Badis badis

Nome scientifico:

Badis badis


Nomi comuni:

Pesce camaleonte.


Famiglia:

Badidae


Luogo d’origine:

Asia meridionale (India, Bangladesh, Nepal, Bhutan, Pakistan).


Morfologia:

corpo slanciato leggermente compresso sui fianchi, pinne ben sviluppate ed in genere di colorazione in linea con quella corporea, ma più sbiadite. Bocca piccola in proporzione al resto del corpo. Livrea assai variabile, sia a seconda dell’umore, sia in relazione delle zone di provenienza, si può andare dal verde oliva al verde/marrone al giallo/verde al blu/nero. Negli esemplari giovani sono presenti dalle 6 alle 10 bande scure che attraversano verticalmente i fianchi, le quali in genere sbiadiscono via via sempre più una volta superati gli 8 / 10 mesi d’età, la visibilità di tali bande verticali è sempre comunque legata agli stati d'animo del pesce.


Dimorfismo sessuale:

femmine meno colorate, leggermente più minute, con ventre tondeggiante. I maschi presentano invece un ventre “scavato”, ovvero incurvato verso l’interno.

Dimensioni:

In natura possono raggiungere (anche se raramente) gli 8 cm.
In acquario generalmente non superano i 6 cm.


Ciclo vitale:

non si hanno dati certi in merito.


Dimensioni Acquario:

Non meno di 40 litri netti per una coppia. 70 / 80 litri per due coppie.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 6,5 / 7.8
- GH: 5 / 18 °dGH
- Temperatura: 23 / 27 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

in natura vive prevalentemente in acque stagnanti, motivo per il quale non ama che in acquario vi sia una eccessiva movimentazione dell’acqua. Questo pesce è molto timido e, per sentirsi a proprio agio, necessita di molti nascondigli. Abbondate quindi con vegetazione, pietre e legni, in modo da ricreare vari punti utilizzabili come tana/nascondiglio. Non ama l’illuminazione eccessiva, per questo motivo è ancor più consigliato abbondare con la vegetazione in modo da creare varie zone d’ombra (molto indicato l’impiego di piante galleggianti).


Alimentazione:

Carnivoro in natura. In acquario diviene onnivoro, anche se spesso a fatica. Se si ambienta bene può arrivare ad accettare molti comuni alimenti per pesci d’acquario, tuttavia resta ben radicata in lui la necessità di una dieta a prevalenza carnivora basata su alimenti vivi. Cercate quindi di offrirgli una dieta varia, ma con una sensibile presenza di vivo/surgelato. Vi ripagherà in salute, vivacità e brillantezza di colori.

Da segnalare purtroppo una non trascurabile percentuale di casi in cui non si è riusciti ad abituarli al mangime "non vivo", in tali casi può divenire difficoltoso gestire pesci del genere, soprattutto per neofiti che non avevano preso in considerazione tale possibilità e quindi non sufficientemente preparati. Spesso da tale situazione non si riesce ad uscire e in alcuni casi questi bellissimi pesciolini trovano la morte per inedia (denutrizione).


Livello di nuoto:

in genere i maschi prediligono il livello inferiore, le femmine invece nuotano in tutti i livelli.


Comportamento:

Pacifici ma territoriali. Se inseriti in gruppo i maschi mostrano tra di loro una certa aggressività intraspecifica, motivo per cui è meglio inserire un solo maschio con una o due femmine, a meno di non disporre di un acquario di notevole capienza.


Biocenosi:

pesce pacifico e tendenzialmente timido, motivo per il quale è preferibile in acquari comunitari evitare di abbinarli a specie dal comportamento troppo vivace e/o aggressivo. Si sconsiglia anche l’abbinamento a Ciclidi nani, in quanto possono generarsi forti contrasti territoriali nei periodi riproduttivi. E’ un discreto mangiatore di piccoli gasteropodi (ad es. Melanoides sp.), tenetene quindi conto se volete evitare di assistere a predazioni nella vostra vasca. E’ anche uno spietato sterminatore di uova e di avannotti altrui, è quindi fortemente sconsigliato inserirlo in vasche ove si stia tentando la riproduzione di qualsiasi altra specie.

Siccome il Badis badis in natura è un pesce prettamente carnivoro è da evitare l'abbinamento con Caridine e Neocaridine di ridotte dimensioni, per ovvii motivi.

Nota: sono stati segnalati svariati casi di incompatibilità tra Badis badis e pesci aventi pinne lunghe e vistose, ad esempio Pterophyllum scalare e maschi di Poecilia reticulata, con frequenti attacchi da parte dei Badis proprio in direzione dei vistosi prolungamenti delle suddette pinne dei compagni di vasca, tuttavia si ritiene che suddetti comportamenti siano stati indotti da condizioni d’allevamento non idonee, ed in vasche troppo densamente popolate.



La Riproduzione



Difficoltà:

piuttosto facile da ottenere, ma occorre un acquario dedicato.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

Non si hanno dati certi in merito.


Formazione della coppia:

in natura le coppie si formano spontaneamente all'interno di piccoli gruppi. In cattività si può tentare la riproduzione di questo pesce sia inserendo solo una coppia, sia rispettando appieno le sue abitudini e, quindi, inserendo un piccolo gruppetto di 7 / 8 esemplari in acquario dedicato monospecifico, a patto di avere una vasca abbastanza grande.


Alimentazione della coppia:

i riproduttori, già a partire da alcune settimane prima del trasferimento nell'acquario riproduttivo, vanno alimentati quasi esclusivamente con piccoli alimenti vivi.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

- PH: 6,5 / 7,0
- GH: 5 / 10 °dGH
- Temperatura: 26 / 30 °C
- Capacità minima: 30 litri netti per una coppia.


Allestimento acquario riproduttivo:

l'allestimento deve prevedere un fondo fine preferibilmente scuro, qualche pianta, pochissima illuminazione e almeno un nascondiglio in cui i riproduttori possano stare completamente al buio.


Deposizione e Fecondazione:

i riproduttori vanno lasciati il più possibile tranquilli e quasi completamente senza illuminazione. Se l’abbinamento da i suoi frutti iniziano turbinosi e a volte violenti giochi amorosi, prolungati anche per alcuni giorni, e al termine dei quali la femmina depone circa 80 / 100 uova all’interno del nascondiglio messo a sua disposizione. La deposizione avviene in più riprese, ad ognuna delle quali vengono rilasciate circa 20 / 25 uova. Immediatamente il maschio provvede alla loro fecondazione.


Schiusa e Primi Giorni:

la schiusa avviene dopo circa 48 / 72 ore. In tal lasso di tempo le uova sono facilmente vittime di proliferazioni batteriche o di fungosi, il problema è ovviabile somministrando due / tre gocce al giorno di blu di metilene al 5%.
Appena avvenuta la schiusa, il termine del riassorbimento del sacco vitellino da parte delle piccole larve è assai rapido, esaurendosi in genere in qualche ora.


Avannotti:

E’ importante quindi iniziare subito una somministrazione abbondante di piccoli alimenti vivi, di dimensioni adatte alle minutissime bocche degli avannotti. Inizialmente è consigliabile somministrare Rotiferi ed Infusori in quanto i naupli di Artemia salina risultano troppo voluminosi. Superata la prima settimana si può in genere già passare ai naupli di Artemia.
Nella fase di schiusa e accrescimento non è in genere indispensabile rimuovere i riproduttori, anzi è consigliabile lasciarli convivere con i piccoli in quanto sono attenti genitori ed è bello osservare le loro cure parentali. In particolare il maschio sorveglierà per lungo tempo la tana, preoccupandosi di difendere il territorio da estranei e al tempo stesso di tenere raccolti i piccoli. Vi è tuttavia il rischio che alcuni piccoli vengano da essi predati, ragion per cui molti allevatori ed appassionati preferiscono invece rimuovere i riproduttori immediatamente dopo la deposizione.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 14 Luglio 2010 00:01)

 

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