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Intervista a Enrico Fortuna del gruppo ITAU

 

Intervista a : Enrico Fortuna , co-fondatore del gruppo ITAU

 

Enrico Fortuna (di spalle) durante un workshop al PetsFestival 2016 di Piacenza - Foto per gentile concessione: ITAU staff

 

 

Se recentemente avete avuto occasione di visitare una fiera internazionale di acquariofilia, o più in generale del settore "pet", li avrete molto probabilmente notati, sto parlando di un affiatato ed iperattivo gruppetto di eterni ragazzi, intenti ad allestire acquari direttamente sotto agli occhi dei visitatori, abbellendo gli stand dei più importanti brand del settore, ed attirando a sè l'attenzione di appassionati ed addetti al lavori... Sono i ragazzi dell'ITAU, l' ITALIAN AQUASCAPERS UNION.
Cerchiamo di saperne di più, avvalendoci della cordiale disponibilità di uno dei fondatori di ITAU, l'aquascaper Enrico Fortuna.


Fotogallery Intervista a Enrico Fortuna del gruppo ITAU

 


1. Ciao Enrico, prima di tutto mi piacerebbe che facessi una tua breve presentazione personale come acquariofilo, e che poi ci spiegassi con parole tue cosa significa essere un aquascaper.


Ciao Andrea, grazie per l'opportunità che stai offrendo al gruppo ITAU...

Acquariofilo da tanti anni, appassionato all'aquascaping da circa 10 anni, folgorato come molti dalle creazioni del maestro Amano. Nel 2005 avevo a casa un grande acquario di barriera (90x90x60), non ho resistito e mi sono adoperato, alla ricerca di quante più informazioni disponibili su un verosimile allestimento stile "nature aquarium" o aquascaping , che dir si voglia.

Da li in poi non mi sono mai fermato, provando e riprovando, studiando e cercando di capire i meccanismi che stanno alla base della coltivazione delle piante acquatiche, della chimica e della biologia dell'acqua, nonchè allo studio dell'estetica in acquario . La passione è tanta e mi porta ad incontrare quel meraviglioso gruppo di appassionati, che mi accompagna fino adesso a fiere ed eventi.

Essere un aquascaper non è facile da definire in poche parole, ma posso provarci.
Credo si tratti di una sensazione, di un piacere legato alla natura, alle forme che la natura ci sottopone ogni giorno. Non significa solo allestire un acquario, significa creare una piccola porzione di un'opera più grande, immensa, quale la natura che ci circonda. Significa studio, tanto, relativo alla biologia, alla chimica dell'acqua ed all'estetica; dietro un aquascape si nascondono pilastri di conoscenza e pratica , non è solo la foto finale il fineultimo, ma l'evolversi nel tempo tra sbagli e soddisfazioni, che portano l'aquascaper a continuare a creare. è una fame di creazione.

Ecco, se posso spiegarlo con poche parole cosa significa fare aquascaping, dico "soddisfare la fame di creare".


2. Cos'è in pratica "ITAU", da chi è nata l'idea, e quali i principali obiettivi che ad oggi vi siete prefissati?


ITAU è un gruppo di appassionati, amici prima di ogni cosa, che con il tempo si evolverà in una associazione effettiva.
L'idea è nata da esigenze forti di libertà e crescita, di potersi confrontare in maniera costruttiva, senza vincoli, senza capi.
ITAU ci balenava da tempo nella testa, in particolare nella testa mia, di Fabio
(Fabio Lorusso), di Giuseppe (Giuseppe Nisi), di Andrea (Andrea Ongaro) e di GIacomo (Giacomo Guarraci).

L'obiettivo è far innamorare quante più persone possibili a questa forma d'arte, di crescere, di coinvolgere aziende del settore, di affermarsi a livello mondiale.
Di fatto ad ora sono davvero poche le realtà in Italia (a differenza degli altri paesi europei, per citare i più vicini) ad avere gruppi volti all'aquascaping, anzi forse non ce ne sono proprio.

 

3. Il tipo di acquariofilia che proponete riscuote grande interesse negli appassionati, soprattutto grazie alla bellezza dei paesaggi sommersi che le vostre sapienti mani riescono a creare, e le aziende del settore sicuramente questo lo hanno notato. L'aquascaping può essere una chiave di svolta per il nostro settore, aiutandolo a superare l'attuale periodo di crisi e, perchè no, creando anche nuovi posti di lavoro?


Andrea, che dirti, lo speriamo, rispetto a prima sono cambiate e stanno cambiando, molte cose nel mercato acquariofilo e tra le aziende del settore, diciamo che si stanno accorgendo che grazie al nostro lavoro ed alla nostra professionalità riescono ad ottenere maggiore visibilità.
Di certo vi è una bella differenza per un'azienda tra mostrare un sacco di terra per acquario, rispetto al mostrare cosa si può ottenere utilizzando  quella stessa terra. il salto di qualità è nettamente maggiore ed è in grado di attirare il cliente molto più efficacemente.

 

4. L'aquascaping è ad appannàggio dell'acquariofilo esperto, oppure è praticabile anche da un neofita? Nei vostri workshop live si parla solo di estetica oppure vengono fornite anche tutte le indicazioni basilari relative alla gestione nel tempo dell'acquario?


Credo che con le dovute informazioni e conoscenze l'aquascaping sia appannàggio di tutti. Poi come per qualunque hobby, vi è la necessità di documentarsi e fare pratica prima di arrivare ad ottenere buoni risultati, ma tutti possono farlo; poi essendo molto legato a forme espressive, qualcuno dimostrerà di avere maggiore estro rispetto ad un altro.

Durante i workshop cerchiamo di spiegare tutto, dall'allestimento alla chimica e biologia dell'acquario, a come posizionare determinati arredi alle regole principali di allestimento, insomma si cerca sempre di toccare il maggior numero di argomenti possibili.

 

Enrico Fortuna intento a selezionare dei legni per un allestimento durante il PetsFestival 2016 di Piacenza - Foto per gentile concessione: ITAU staff

 

 

5. Alcuni criticano questo tipo di acquariofilia, in quanto a parer loro pone eccessivamente al centro dell'attenzione il layout, dando meno importanza alle esigenze dei pesci presenti in vasca. Cosa puoi dirci al riguardo di tale "accusa" che spesso mi capita di veder muovere nei confronti degli aquascapers, sia nei forum tematici che sui social?


Verosimilmente le condizioni chimiche e biologiche di un aquascape sono pressochè ottimali, sia come concentrazione di componenti azotati, sia come livello di Ossigeno disciolto. Ovvio che determinate specie di pesci che vivono a condizioni di ph eccessivamente acidi o alcalini, mal si adattano a questo genere di acquario. Ma ripeto, chi pratica l'aquascaping in maniera diciamo "professionale" ha ottime capacità di saper gestire determinate condizioni ottimali per la maggior parte dei pesci d'acquario, inoltre la regola di inserire pesci piccoli ed in branco monospecifici aiuta di molto la specie a vivere in condizioni ottimali.
Il layout e le piante hanno un ruolo primario comunque, i pesci diciamo che contribuiscono a rendere il tutto più armonico.
Personalmente non mi distacco mai da specie di branco quali caracidi o ciprinidi.

 


6. Altra critica frequentemente sollevata nei confronti dell'aquascaping, è quella relativa all'eccessivo impegno, anche economico, richiesto per la gestione nel tempo di acquari con layout così particolarmente strutturati, spesso richiedenti anche una gestione molto spinta, e che a volte pare difficile poter far durare a lungo, soprattutto agli occhi di chi non è pratico di aquascaping. Per i più scettici questo tipo di approccio farebbe eccessivamente lievitare i costi e le difficoltà dell'acquariofilia, rendendolo un hobby per pochi.
Cosa puoi dirci al riguardo di tali tematiche? C'è un fondo di verità oppure si tratta di timori totalmente immotivati? Si può fare aquascaping in modo sostenibile e per tutte le tasche?


Questa purtroppo è una realtà. I costi sono abbastanza elevati, in particolar modo se si è alle prime armi, in questo periodo però ci stiamo battendo per far si di utilizzare materiali naturali, risparmiando su arredi costosi come rocce e pietre.
I costi maggiori sono derivati comunque dalle attrezzature, vasche in extrachiaro, illuminazione, linee di fertilizzanti, ecc...

Però ti chiedo, vi chiedo: perchè gli appassionati di acquari di barriera si fanno meno problemi nello spendere cifre astronomiche? Credo che in Italia siamo ancora troppo legati al bipolarismo, "acquario dolce" vs "acquario salato", se fai acquario marino sei ricco, esperto e disposto a spendere, se fai dolce sei alle prime armi, vuoi semplicemente un acquario e vuoi spendere poco... questo è ciò che pensa tanta gente, pertanto è impensabile per molti investire in un acquario di acqua dolce diciamo più "spinto", non avrebbe senso, tanto vale a quel punto spendere quei soldi per un acquario di barriera, ma vi assicuro che le due cose sono esattamente l'opposto.


7. Per gli allestimenti che realizzate per gli stand nelle fiere, come vengono impostati i layout? Trattandosi spesso di acquari destinati a durare solo qualche giorno, realizzate il tutto all'ultimo momento impiegando piante epifite e/o in forma emersa, oppure realizzate e sviluppate i layout con largo anticipo in altra sede, provvedendo poi al trasferimento in fiera a lavoro ultimato? Le aziende vi danno "carta bianca" oppure può capitare che ad esempio un layout debba mettere particolarmente in risalto un dato arredo o un accessorio, e che quindi vi sia una forte influenza da parte del cliente nella pianificazione dell'allestimento?


Solitamente progettiamo tutto prima, dalla scelta delle misure della vasca, agli arredi, alle piante. Si fa una bozza di come dovrà essere il layout finale e poi si esegue il tutto in live. In alcuni casi le vasche vengono preparate prima, e successivamente trasportate in fiera, ma in quei casi il fine poi è diverso. Il più delle volte abbiamo carta bianca, in circostanze diverse sono le aziende stesse a fornirci la tipologia di acquario, o la clientela a cui si rivolge.

 

Enrico Fortuna durante un allestimento assieme a Giuseppe Nisi e Fabio Lorusso, PetsFestival 2016 di Piacenza - Foto per gentile concessione: Stefano Bonzagni

 

 

8. Durante la preparazione degli stand nelle fiere vi sarà capitato sicuramente di lavorare spalla spalla con mostri sacri dell'aquascaping internazionale, cito ad esempio Filipe Oliveira ed Oliver Knott, presenze quasi imprescindibili in determinati contesti. Quanto si può imparare da personaggi di tal calibro, che hanno scritto pagine memorabili della storia dell'aquascaping? C'è sempre piena condivisione verso i meno esperti da parte di questi veri e propri maestri?


Sicuramente la loro professionalità è tangibile, aldilà della loro bravura nell'allestimento, hanno la grande capacità di essere professionali, cosa non scontata, apprezzabile nella pulizia dello stand, nel rispondere alle domande dei presenti, nello spiegare in maniera chiara determinati concetti, ecc... Si può imparare davvero molto, e si percepisce che sono spinti anche loro dalla tua stessa passione.

 

Enrico Fortuna con Oliver Knott - PetsFestival 2016 di Piacenza - Foto per gentile concessione: ITAU staff

 

 

9. Negli ultimi anni un po' tutte le aziende del settore stanno inserendo prodotti per l'aquascaping nei propri listini, e questo sicuramente è un bene in quanto contribuisce sensibilmente ad abbassare i costi. Vi capita di venir coinvolti direttamente dai produttori per lo sviluppo e/o il miglioramento di tali prodotti?


Sì, può capitare, e quando capita è una soddisfazione enorme, significa che quello che stiamo facendo lo stiamo facendo bene.


10. Fiere e workshop a parte, il mondo dell'aquascaping è anche fortemente legato a doppia mandata ai contest internazionali, come ad esempio IAPLC ed AGA, per citarne giusto i due più famosi e seguiti. In queste rassegne, dominate a lungo dai concorrenti asiatici, si è registrato negli ultimi anni un'impennata di risultati da parte degli aquascapers di alcune nazioni non asiatiche, ad esempio Francia e Brasile, una crescita di livello in questi casi frutto di un lungo lavoro di equipe, con la creazione di associazioni e veri e propri gruppi di lavoro, finalizzati a migliorare il livello generale dei lavori di anno in anno presentati ed a far esplodere le qualità dei propri migliori talenti, vere e proprie scuole di aquascaping.
ITAU è nato anche, o soprattutto, per tale medesimo fine?


Hai centrato il segno Andrea, la Francia ad ora è l'esempio più lampante di come il fare gruppo possa aiutare a crescere ed ottenere ottimi risultati.
In più occasioni ci è capitato di confrontarci con i francesi del FACT
(French Aquarium Creation Team), i quali ci hanno spiegato come funziona la loro associazione, da lì abbiamo deciso di creare un gruppo di lavoro, formato ad ora da una decina di partecipanti, sono sempre del gruppo ITAU, anche se ancora non effettivi membri. Lavorando insieme, si mostra e si dimostra il proprio talento, ci si scambia opinioni, consigli ... si cerca insomma di crescere il più possibile.

DI PADRE IN FIGLIO - 151° world ranking 2016 e 30° european ranking 2016 - Allestimento di Enrico Fortuna per il progetto THE ORANGE SCAPERS per EQUO - Foto per gentile concessione: ITAU staff

 

Enrico Fortuna con il gruppo di lavoro e progettazione di ITAU - PetsFestival 2016 - Foto per gentile concessione: ITAU staff

 

 

11. Prima di concludere vorrei che tu ci svelassi qualche progetto futuro cui lo staff di ITAU sta lavorando, se possibile ovviamente; per il 2017 ad esempio cosa avete in serbo?


Stiamo cercando fortemente, con tutto il gruppo, di creare dei bellissimi scorci per i contest in programma nel 2017, nonchè per manifestazioni e workshop del settore ... ma di più non possiamo svelare.



Bene Enrico, l'intervista è terminata.
Ti ringrazio per la tua disponibilità, anche a nome dell'intero staff di AquaExperience.it.


Grazie Andrea per il tempo che ci hai dedicato e grazie a tutti coloro che ci seguono o vorrano far parte di ITAU. A presto.

 

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Per maggiori informazioni, e per tenervi aggiornati sulle attività svolte da ITAU, visitate il loro sito ufficiale:  www.itau-italy.com

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 30 Novembre 2016 20:36)

 

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