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My hidden place - By Pasquale Buonpane

 

FOCUS - MY HIDDEN PLACE

 

Layout and photo by Pasquale Buonpane

 

"My hidden place" è il capolavoro presentato da Pasquale Buonpane all'AGA Contest 2014, importante rassegna internazionale di Aquascaping, da molti considerata una sorta di campionato mondiale, in cui l'allestimento in questione si è aggiudicato il secondo posto nella categoria "Aquatic Garden > 320 Lt.", raccogliendo grandi elogi, ma anche qualche ficcante critica.
Solo chi è "del mestiere" può comprendere, o almeno intuire, la grande difficoltà realizzativa e gestionale che un allestimento del genere comporta, mentre chi non ha dimestichezza con questa tipologia di layout potrebbe commettere l'errore di considerarlo un allestimento facile ed emulabile anche da acquariofili poco più che neofiti.
Ne abbiamo parlato direttamente con Pasquale, che nel corso di questo approfondimento ci aiuterà a comprendere meglio le difficoltà insite in un allestimento come My hidden place, dalla pianificazione del layout fino alla gestione nel tempo. Buona lettura!

Fotogallery My hidden place - By Pasquale Buonpane

 


1. Ciao Pasquale. Partiamo dall'inizio: l'idea.
Cosa hai cercato di rappresentare con "My hidden place"? Un luogo o piuttosto la sensazione legata ad un luogo? Luogo reale, parte del tuo vissuto, o luogo immaginario?

Ciao Andrea. L'idea è nata per caso osservando una bellissima composizione Penjing:  questa forma d'arte, conosciuta anche come bonsai cinese, consiste nella riproduzione di veri e propri paesaggi assemblando rocce, piante e spesso anche elementi estranei alla pianta come tempietti, ponti, piccole statue, cosa che raramente accade con il classico bonsai giapponese dove l'attenzione dell'artista si concentra solo su un albero o al massimo un gruppo di alberi. Nel vedere quella composizione mi sono subito chiesto se sarei stato in grado di riprodurre qualcosa di simile in un acquario, era chiaro che non sarebbe stata una cosa semplice ma ho deciso di mettermi alla prova ed accettare la sfida.


2. Hai dedicato del tempo alla pianificazione "su carta" del layout, oppure questa fase è avvenuta direttamente in vasca, con quindi già i materiali d'arredo a tua disposizione?

Non realizzo mai progetti su carta degli acquari che mi appresto a realizzare: in genere parto da un'idea di base, un canovaccio che poi cerco di sviluppare in maniera piuttosto libera dando sfogo alla mia inventiva. Accade spesso che il risultato finale sia molto diverso dall'idea che avevo in mente all'inizio. In questo caso invece l'idea era piuttosto precisa: quello che mi interessava era riprodurre un gruppo di alberi abbarbicati alle rocce che cercavano ognuno di guadagnarsi il proprio spazio e la propria porzione di luce senza sovrapporsi e formando un insieme armonico, cosa che del resto accade anche in natura.


3. Hai provato più disposizioni oppure hai fatto centro al primo colpo? Quanto tempo hai impiegato per completare la disposizione dell'hardscape? Questa fase la vivi "intimamente", cercando di portare avanti la tua idea senza influenze esterne, oppure sei solito confrontarti con amici e "colleghi", tastare le loro sensazioni, ed eventualmente permettere che almeno in minima parte i pareri altrui possano incidere sull'evoluzione del progetto?

L'hardscape roccioso è venuto fuori in maniera piuttosto spontanea nel giro di due-tre settimane. Credo che il risultato fosse abbastanza valido, sicuramente il più curato nei dettagli tra gli hardscape che ho realizzato fino ad ora. Grossomodo riproduceva due isolotti collegati da una striscia di terra e credo che avrebbe funzionato benissimo anche senza l'aggiunta degli alberi. Terminato l'hardscape è iniziata la parte più difficile e laboriosa del progetto: gli alberi, che sono stati realizzati utilizzando dei rettangoli di rete in acciaio sui quali legavo il muschio con filo di nylon e che venivano poi fissati con del filo metallico plastificato a piccoli rami secchi di faggio. Questa fase si è svolta a vasca piena perchè era impensabile riuscire a realizzare tutti gli alberi in un giorno solo: ognuno di essi doveva avere caratteristiche ben precise in base alla posizione che avrebbe occupato e per questo sono stati realizzati e posizionati uno alla volta. Innanzi tutto i rami di faggio dovevano essere lunghi abbastanza per poter essere conficcati nel substrato per buona parte della loro lunghezza in modo da garantire una posizione stabile al futuro albero, lunghezza che poteva essere calcolata solo di volta in volta inserendo il ramo in vasca nella posizione che avrebbe occupato. I singoli palchi di muschio dovevano poi essere fissati lungo il ramo in una posizione ben precisa: bisognava evitare che si sovrapponessero sia rispetto all'occhio dell'osservatore (altrimenti non sarebbero stati tutti visibili frontalmente), sia rispetto alla luce (per evitare che si facessero ombra a vicenda). Bisognava inoltre calcolare la giusta distanza tra i vari cespugli per fare in modo che quando lo spessore del muschio sarebbe cresciuto non si fondessero e vi fosse ancora spazio a sufficienza per poter lavorare agevolmente con le forbici durante le potature. Ho cominciato inserendo gli alberi più alti sullo sfondo ed ho poi aggiunto gli altri uno alla volta, nascondendo gli angoli meno attraenti dell'hardscape e facendo in modo che le parti più interessanti rimanessero visibili. Posizionato l'albero mi allontanavo dalla vasca per verificarne l'effetto ed eventualmente apportare piccole modifiche: il filo metallico utilizzato per fissare i palchi ai rami mi consentivano di variare l'inclinazione degli stessi rispetto all'asse del ramo. Credo di aver impiegato almeno due settimane solo per realizzare e posizionare gli alberelli. In genere non chiedo mai pareri durante la lavorazione, realizzare un acquario è qualcosa di personale e credo che ogni aquascaper debba ascoltare soprattutto il proprio istinto nella fase "creativa". A lavoro ultimato però mi capita di mostrare la foto finale ai colleghi che stimo di più in Italia e all'estero per saggiare le loro impressioni.


4. Che tipo di pietre e di legni hai utilizzato? Come li hai "preparati" per l'impiego in acquario? Mi riferisco in quest'ultima domanda in particolare ai legni.

Sia le rocce che i legni sono stati raccolti in natura ed entrambi i materiali non sono stati trattati in alcun modo. Il legno di faggio se ben secco si presta bene all'uso in acquario e può durare anche diversi anni. Bisogna avere solo l'accortezza di tenerli a bagno in acqua per qualche giorno prima di utilizzarli per fare in modo che affondino.


5. I materiali che hai avuto a disposizione hanno influenzato le tue scelte, portandoti a un compromesso, oppure sei riuscito perfettamente con essi ad assecondare fin nei minimi dettagli l'idea originaria che portavi in testa? 

Uno dei vantaggi che derivano dall'utilizzo di legni o rocce raccolti in natura consiste nella possibilità di scelta praticamente infinita: si riesce sempre a trovare quel che occorre per un determinato tipo di allestimento, cosa che nei negozi non è possibile o lo è molto raramente.


6. Il fondo di un allestimento come My hidden place, in cui sono presenti quasi esclusivamente briofite, o comunque piante utilizzate prevalentemente come epifite, ricopre ugualmente un ruolo importante? Di che fondo si tratta e come è strutturato?

In allestimenti di questo tipo le caratteristiche chimiche del fondo hanno certamente un'importanza secondaria così come la sua maggiore o minore fertilità visto che i muschi e le epifite assorbono i nutrienti direttamente dalla colonna d'acqua. In questo caso per creare i dislivelli e la base di appoggio delle rocce ho utilizzato l'akadama, un materiale che uso spesso perchè leggero e poroso, consente una buona circolazione dell'acqua nel substrato evitando la formazione di zone anossiche, caratteristica importante quando si lavora con pendenze e spessori del substrato notevoli. L'akadama è anche un ottimo supporto per l'insediamento delle colonie batteriche. In primo piano ho invece utilizzato della sabbia di quarzo color ambra con funzioni puramente estetiche.


7. Che muschio hai utilizzato per simulare le fronde degli alberi? Lo hai fatto sviluppare direttamente sui legni già nella loro collocazione definitiva, oppure hai preparato dei cuscinetti in un'altra vasca, andando poi a fissarli sui legni soltanto una volta ottenuti i volumi prossimi a quelli necessari alla foto ufficiale per il contest?

Per realizzare gli alberi ho utilizzato della Vesicularia montagnei (Christmas moss).Come dicevo gli alberi sono stati assemblati e posizionati direttamente nella loro posizione definitiva, la forma dei cuscinetti è poi stata ottenuta successivamente con potature mirate e piuttosto frequenti man mano che il muschio cresceva.

 

Layout and photo by Pasquale Buonpane

Layout and photo by Pasquale Buonpane

 


8. Come si gestisce la fertilizzazione in colonna in una vasca prevalentemente, ma non esclusivamente, muschiosa? E' stato necessario erogare anche CO2?

I muschi sono quasi sempre piante estremamente adattabili in grado di dare buoni risultati anche in vasche poco spinte, se però si vogliono ottenere colori brillanti ed una crescita rigogliosa e rapida, ritengo che l'erogazione di CO2 ed una fertilizzazione liquida completa e bilanciata siano indispensabili. In questa vasca ne hanno tratto vantaggio anche le poche piante non epifite presenti (Eleocharis, Utricularia, Hemianthus...) che sono cresciute bene nonostante il fondo non fosse fertilizzato.


9. La scheda tecnica di questo allestimento riporta "Lighting: 4x36w (6.500 °K)". Di che luci si tratta? Che fotoperiodo hai adottato?

Si tratta di comuni neon T8 a luce bianca della serie Philips TLD e come per tutte le mie vasche ho impostato un fotoperiodo di 10 ore al giorno.


10. Che valori chimico-fisici hai cercato di mantenere? Che temperatura? Come hai gestito nel tempo i cambi parziali periodici?

Utilizzando da sempre esclusivamente acqua di rubinetto decantata con valori pressochè costanti sono ormai anni che non effettuo più nessun tipo di test. Misuro solo il valore del pH quando inizio l'erogazione o sostituisco una bombola di CO2 per fare in modo che dal 7,8 dell'acqua di rubinetto arrivi a valori prossimi alla neutralità. I cambi vengono effettuati settimanalmente e generalmente cambio ogni volta circa il 30-40 % del volume dell'acquario. Nelle mie vasche mantengo sempre una temperatura sui 24-26°C. Temperature non troppo elevate allungano la vita media dei pesci ed aumentano la solubilità dei gas (ossigeno e CO2) nell’acqua; quando non alleviamo specie particolarmente termofile è meglio non esagerare con la temperatura.


11. Quanto è importante la movimentazione dell'acqua, quindi la filtrazione, in un acquario così allestito? Immagino abbia una forte incidenza anche sul mantenimento dei cuscinetti di muschio, all'interno dei quali occorre prevenire la formazione di sedimenti ... giusto? 

Sono convinto che, indipendentemente dal tipo di allestimento, un buon movimento dell’acqua sia la chiave per ottenere un acquario che funzioni bene sia sul piano chimico/fisico che biologico. L’acqua all’interno di un acquario è il mezzo di trasporto del calore, dell’ossigeno, della CO2, degli elementi nutritivi indispensabili per le piante e per le colonie batteriche che in un acquario maturo colonizzano ogni superficie. E’ quindi importantissimo che l’acqua possa muoversi creando una sorta di ricambio continuo in ogni punto dell’acquario. Non è un caso che nelle mie vasche oltre al filtro sia presente sempre una piccola pompa di movimento aggiuntiva che come giustamente dicevi riduce anche la formazione eccessiva di sedimenti che sollevati dal flusso d’acqua finiscono per essere poi in gran parte aspirati dal filtro.


12. Quando hai inserito gli animali? In che successione?

Completato l’allestimento ho inserito subito un buon numero di gamberetti alghivori visto che la vasca girava già da due-tre settimane; più tardi ho aggiunto dei piccoli Ancistrus perché tenessero a bada le diatomee, alghe patinose che compaiono quasi sempre nelle vasche giovani per poi regredire spontaneamente. Circa un mese più tardi ho inserito i "neon" che compaiono nella foto finale.


13. Quanto tempo ha impiegato il layout a completare il passaggio dall'avvio vasca alla foto ufficiale per il contest?

Ho finito di inserire le piante ed acceso le luci verso la fine di febbraio, quando la vasca era già in funzione da almeno due settimane. La foto finale è stata scattata il 29 di maggio quindi il risultato finale è stato ottenuto a circa tre mesi di distanza dalla piantumazione.

 

il percorso evolutivo di "My hidden place" riassunto in 5 foto...

 

Layout and photo by Pasquale Buonpane

Layout and photo by Pasquale Buonpane

Layout and photo by Pasquale Buonpane

Layout and photo by Pasquale Buonpane

Final shot - Layout and photo by Pasquale Buonpane

 


14. My hidden place esiste ancora, oppure è stato smantellato poco dopo quella foto per far posto ad un nuovo progetto? Immagino che difficoltà comporti e che impegno richieda il mantenimento nel tempo di un layout del genere...

La vasca è attualmente ancora in funzione ma nonostante le continue potature ad un certo punto, diversi mesi dopo la foto finale, i cespugli di muschio cominciarono comunque a staccarsi dai supporti in rete. Per mantenere gli alberelli avrei dovuto estrarli ad uno ad uno dalla vasca, rinnovare tutte le legature del muschio e rimetterli poi nella posizione originaria. Tutto ciò avrebbe richiesto settimane di lavoro ammettendo di riuscire a replicare la stessa posizione ed inclinazione di ogni singolo albero, così decisi di eliminare gli alberelli ed inserii in vasca altre piante più facili da gestire. A breve la vasca verrà smantellata per far spazio ad un nuovo allestimento.


15. Ed ora prima di salutarci voglio togliermi una curiosità personale. Leggendo i commenti espressi da alcuni membri delle giuria dell'AGA Contest in merito a questo allestimento, non ho potuto evitare di cogliere la netta contrapposizione tra quanto scritto da L. Galarraga ("Aquascaping is art, I have no doubt about this, but when I see a picture like this, that makes me feel PEACE, I receive a real proof about it! Congratulations for your sensitivity!") e quanto invece scritto da K. Wong ("Good effort, maybe more tree layering at the back side will give tank more of a 3D effect and definitely more depth.").
Vorrei sapere innanzi tutto cosa hai provato nel leggere gli elogi espressi nei tuoi confronti dal primo, e poi cosa invece hai pensato leggendo il commento di Wong, che in pratica ha definito My hidden place "carente di tridimensionalità e migliorabile". Ricordo (ai lettori) che la vasca utilizzata misura di base 140x52 cm, e personalmente credo non si potesse fare di meglio in termini di tridimensionalità in un acquario del genere, sviluppato prevalentemente in lunghezza, ma il mio parere conta poco.

Mah, riguardo al primo commento posso dirti che ho rapporti con Luca Galarraga da molti anni e posso definirlo un amico. Non ha mai nascosto la sua ammirazione per i miei acquari allo stesso modo in cui io non ho mai nascosto la mia ammirazione per i suoi. Ho apprezzato molto il suo commento perché è sempre stata una persona obiettiva e di conseguenza sapevo che quel commento era sincero e rispecchiava esattamente il suo pensiero. Sono d’accordo anche con il commento di K. Wong, alla fine non esistono vasche perfette e tutto è migliorabile. Effettivamente nella foto finale la composizione risulta un po’ appiattita, forse con delle luci diverse, magari retroilluminando lo sfondo il risultato sarebbe stato migliore.

 

 

Bene Pasquale, siamo giunti al termine di questo approfondimento. Ti ringrazio per la disponibilità, e ancora complimenti per questa tua stupenda creazione.
Alla prossima!

 


Andrea Perotti

 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 27 Novembre 2015 00:14)

 

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