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Boraras micros

 

Boraras micros
(Kottelat & Vidthayanon, 1993)

 

Boraras micros - Photo by Andrea Perotti

 


Piccolissimo ciprinide originario della Tailandia, supera a malapena il cm di lunghezza e va tenuto in branchi numerosi, preferibilmente in acquari ricchi di piante acquatiche e punti di riparo, con acqua non eccessivamente mossa, e con almeno quattro / cinque mesi di maturazione alle spalle, in quanto si tratta di una specie che mal tollera l'instabilità dei valori chimici dell'acqua e la presenza di sostanze inquinanti. Onnivoro con forte preferenza per le fonti proteiche (in natura è in pratica un micro predatore), è preferibile inserire nella dieta offerta anche minuscole prede vive. Difficoltà d'allevamento: media.

Fotogallery Boraras micros

 

 

Nome scientifico:

Boraras micros


Sinonimi:

nessuno segnalato


Nomi comuni:

nessuno segnalato


Famiglia:

Cyprinidae


Sottofamiglia:

Rasborinae


Luogo d’origine:

Asia (nel bacino del Mekong ed aree limitrofe nel nord-est della Tailandia, risulta inoltre segnalata la sua presenza anche nel territorio della confinante Repubblica Popolare Democratica del Laos)


Morfologia:

il corpo, snello e minuto, presenta solo accennata una colorazione di base grigio chiara semi trasparente che lascia intravedere in controluce gli organi interni, livrea anonima dunque ma impreziosita dalla presenza sui fianchi di tre macchiette circolari molto scure, praticamente nere, la prima delle quali (spesso la più grande delle tre) è posizionata a metà altezza, pochi millimetri prima dell'inizio dell'attaccatura della pinna dorsale, la seconda è posizionata in corrispondenza del centro dell'attaccatura della pinna anale, la terza è posizionata al centro dell'attaccatura della caudale.
La zona perimetrale della prima e della terza macchietta, e la parte superiore dell'iride, possono presentare in individui adulti e correttamente alimentati, una iridescenza giallo/arancio, maggiormente visibile al crepuscolo.
Ad eccezione della parte centro/basale del primo raggio di dorsale ed anale, che possono presentare in esemplari sessualmente attivi pigmentazione intervallata arancio/nera, tutte le pinne risultano decolorate e presso che trasparenti. Dorsale ed anali hanno attaccatura molto ridotta, la caudale è breve ma decisamente bipolata.
Sotto illuminazioni particolari questo pesce può apparire di colore leggermente rosa/arancio (accade sotto i tubi neon rosati creati per la stimolazione della fotosintesi) o giallino/marrone chiaro (accade sotto luci calde, con temperature di colore inferiori ai 3000 k, o in acqua leggermente ambrata per la presenza di torba, tannini o altri acidi umici), ma si tratta di un effetto ottico dovuto alla trasparenza del suo corpo.

 

Boraras micros sotto luce rosata - Photo by Andrea Perotti

 

La sua vera livrea di fondo è quella osservabile sotto luci fredde, ed è appunto quasi completamente priva di colorazione. Bocca minuta, disposta frontalmente ma lievemente rivolta verso l'alto.


Dimorfismo sessuale:

in adulti sessualmente attivi si riconoscono le femmine per via della maggiore voluminosità del ventre, per il resto non vi sono altri dimorfismi visibili ad occhio nudo.


Dimensioni:

lunghezza massima 13 mm (1.3 cm)


Ciclo vitale:

non ho trovato informazioni certe in merito alla loro aspettativa di vita, la quale sia chiaro può sensibilmente variare in ragione della temperatura dell'acqua in cui vengono tenute. L'unica cosa che posso affermare è che ne acquistai un gruppetto tempo addietro, esemplari che al momento dell'acquisto misuravano circa 10 / 13 mm, quindi già in forma adulta, e a distanza di quasi tre anni sono ancora vive e vegete nel mio acquario, ove le tengo ad una temperatura che oscilla nell'arco dell'anno tra 21/22 °C in inverno e 28/29 °C in estate, quindi direi che almeno 3 anni di aspettativa di vita ci sta tutta!


Dimensioni acquario:

in un acquario monospecifico di una quarantina di litri netti, sviluppato più in lunghezza che in altezza, se ne può ospitare un piccolo gruppo di 10/12 esemplari (non di meno!), abbinandovi al massimo una specie bentonica (di fondo) di ridotte dimensioni, ad esempio Otocinclus sp., Gastromyzon punctulatus o Corydoras pygmaeus. In caso di vero e proprio acquario di comunità multi specie il volume messo a disposizione deve necessariamente aumentare...


Valori consigliati per l’acquario:

- PH: 6.0 / 7.0
- GH: 3 / 10 °dGH
- Temperatura: 21 / 28 °C


Allestimento acquario:

l'ideale per farle stare bene è offir loro un allestimento con massiccia presenza di piante, soprattutto piante a stelo e/o galleggianti, così che abbiano sempre a disposizione punti di riparo, ma al tempo stesso consiglio di lasciare libera da piante ed arredi alti la zona anteriore dell'acquario, offrendo così loro anche uno spazio aperto a disposizione per il nuoto e per i giochi di corteggiamento.
Acqua non eccessivamente mossa. E' poi importante la disposizione del layout, in quanto tra i maschi adulti tende a comparire una certa territorialità intraspecifica in presenza di femmine, per cui è consigliabile creare divisioni territoriali mediante arredi e/o appunto la disposizione delle piante. L'acquario dev'essere anche ben maturo prima di potervi inserire questi pesci, in quanto mal tollerano la presenza di agenti inquinanti e l'instabilità delle condizioni chimiche dell'acqua, meglio quindi optare per vasche che abbiano almeno quattro / cinque mesi di funzionamento alle spalle, evitando di inserirli in vasche avviate da un mese o poco più, come invece purtroppo spesso vedo accadere.
In natura le Boraras micros vivono in acque chiare, spesso a ridotto fondale e con un'alternanza di zone ricche di vegetazione acquatica/palustre e zone che invece ne sono completamente prive, in cui quindi si sta sotto il sole diretto, per tal motivo questa specie viene erroneamente considerata adatta a vivere anche in allestimenti tipo "iwagumi", ovvero con sole piante basse tappezzanti, senza luoghi di riparo, e quindi perennemente sotto la luce diretta, spesso una luce fortissima, come richiesto da quel tipo di layout .... beh io posso dirvi francamente che ho tenuto le Boraras micros sia in un allestimento di quel tipo, sia in plantacquari più classici con piante alte fino alla superficie e zone di riparo, e questi pescetti stavano decisamente meglio in quest'ultimo tipo di allestimento, la differenza in termini di livrea, salute e comportamento, è evidentissima ed innegabile.
Nell'allestimento tipo iwagumi in cui inizialmente le avevo inserite ho perso una mezza dozzina di esemplari in sei mesi, mentre nei plantacquari con zone di riparo e gestione meno spinta non è avvenuto alcun decesso in oltre due anni. Quindi ripeto, offrite sempre loro almeno qualche zona di riparo, ove possano trovare un minimo di tregua dalla luce diretta nel momento che ne sentano l'esigenza. Inoltre per esperienza personale, si tratta anche di pesci piuttosto sensibili agli sbalzi di valori ed ai fertilizzanti, specialmente se somministrati in modo pesante come ad esempio abituale per chi segue la filosofia di gestione "Extimative index", insomma non è, al contrario di quanto letto altrove, una specie adatta ad acquari iper illuminati e dalla gestione molto spinta, in cui si fertilizza massicciamente, si somministra CO2 a go-go e in cui magari si effettuano poi cambi parziali oceanici per tentare di tenere equilibrato il tutto, sottoponendo così i pesci anche ad un forte stress per sbalzi osmotici, eventualità quest'ultima molto temuta da questa specie, che in risposta può iniziare un processo purtroppo inarrestabile di perdita delle scaglie, con lenta penosa agonia e successivo decesso.


Ricordatevelo ... prima viene il benessere degli animali ... e dopo .... molto dopo .... l'estetica del layout.

 

Alimentazione:

specie onnivora, in natura è tuttavia prevalentemente un predatore che si nutre di microfauna, zooplancton, micro vermetti e minuscoli insetti che incautamente si poggiano sull'acqua, dunque nella dieta offerta in acquario la componente proteica dovrà necessariamente essere la predominante. Accetta praticamente tutti i classici cibi per pesci d'acquario, pur che abbiano una dimensione adatta alla sua piccolissima bocca. Il secco, sia in fiocchi sbriciolati sia in forma micro granulare, è sempre ben accetto, ma ovviamente se vogliamo offrir loro una dieta varia e completa non ci si potrà limitare solo a quello, occorre integrare con il vivo, o per lo meno surgelato e/o liofilizzato.
Per i miei esemplari somministro di base due differenti secchi in fiocchi di alta qualità, che integro inserendo a rotazione somministrazioni di Artemia liofilizzata, tubifex (surgelati e vivi), dafnie esiccate, larve di zanzara (surgelate e vive) e spirulina (in fiocchi polverizzati).


Livello di nuoto:

tutti i livelli con preferenza per quello centrale


Comportamento:

pesce gregario da tenere in gruppi numerosi per mitigarne la marcata timidezza. Assolutamente pacifico ed innocuo verso le altre specie. Molto vivace in acquario monospecifico ben allestito, ben più timido e quindi meno visibile se abbinato male, ad esempio con pesci iperattivi e/o che ne contendano il medesimo livello di nuoto (vedere anche 'Biocenosi').


Biocenosi:

assolutamente innocuo e pacifico verso qualsiasi altra specie, risulta quindi adatto all’acquario di comunità. Viste le sue ridotte dimensioni evitate però l’abbinamento a pesci troppo grandi e/o voraci, che potrebbero vederlo come una preda. Essendo inoltre un pesce piuttosto timido è preferibile non abbinarlo ad altre specie da branco che tendano a condividerne il livello centrale di nuoto, soprattutto se di indole iperattiva. Quindi diciamo che l'acquario comunitario è una possibilità, ma non la scelta migliore, la quale resta indubbiamente l'acquario monospecifico.

 


La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

difficoltà media; in acquari fittamente piantumati può avvenire spontaneamente senza particolari accorgimenti da parte nostra, tuttavia gli adulti tendono a nutrirsi sia delle uova sia delle successive larve, ragion per cui se non si separano le uova appena deposte dai riproduttori difficilmente si salverà qualcosa...


Modalità riproduttiva:

specie ovipara


Maturità sessuale:

non ho dati certi in merito all'età in cui viene raggiunta, si tratta di un tempo variabile in funzione soprattutto della temperatura, la quale influisce notevolmente sul metabolismo e quindi sul tasso di crescita dell'animale.


Formazione della coppia:

non si formano coppie per come noi le intendiamo, le riproduzioni avvengono in natura come in cattività senza una regola fissa, in momenti di aggregazione del branco, le femmine rilasciano le uova dove capita, spesso in zone aperte, ed i maschi provvedono successivamente a fecondarle.


Alimentazione consigliata in ottica riproduttiva:

sicuramente includendo nella dieta piccole prede vive (ad esempio dafnie, micro worms e larve di zanzara) si va a stimolare l'istinto riproduttivo di questi pesci.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo e suo allestimento:

non ho dati certi in merito, so solo che la deposizione avviene più facilmente quando ci si trova nella parte alta del range consigliato per la temperatura, quindi diciamo tra 26 e 28 °C, e con acqua tenera, quindi valori ridotti di durezza (GH < 4 °dGH pare sia il top in tal senso).
In rete si trovano alcuni articoli scritti da persone che le hanno riprodotte con successo nei loro acquari, da quelle testimonianze potrete sicuramente trarre utili informazioni.
Io ad oggi non le ho ancora riprodotte, semplicemente perchè non ho interesse a farlo, ma non ho nemmeno osservato fin ora riproduzioni spontanee nell'acquario in cui le ospito.

 

 

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