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Potamopyrgus antipodarum

 

Potamopyrgus antipodarum
(Gray, 1843)

 

Potamopyrgus antipodarum - Photo by: Andrea Perotti

 

Piccolo gasteropode acquatico originario della Nuova Zelanda, nel continente oceanico, ma ormai ampiamente diffuso in Europa, Asia e America Settentrionale. E' una delle specie acquatiche più prolifiche ed invasive al mondo, temuta e combattuta da amministrazioni ed organismi di sorveglianza territoriali. In acquario questa chiocciola si mostra robusta ed efficace nella lotta alle alghe diatomee, è facilissimo ottenerne la riproduzione anche inserendone un solo esemplare, ma nel lungo termine potrebbe appunto rivelarsi troppo invasiva creando problemi di vario genere. L'acquario tropicale non è adatto a questa specie, meglio optare per allestimenti a clima temperato o d'acqua fredda. NON rilasciate mai assolutamente questo animale in natura, e ricercatelo per il vostro acquario solo se veri amanti del genere e nella piena consapevolezza dei rischi che comporta (leggete tutto l'articolo e capirete...!).

 

Fotogallery Potamopyrgus antipodarum

 

 

Nome scientifico:

Potamopyrgus antipodarum


Sinonimi:

- Potamopyrgus jenkinsi (Smith, 1889) [1][2][6]
- Hydrobia jenkinsi (Smith, 1889) [1][2][6]


Sottospecie (o meglio sarebbe in questo caso chiamarla "forma", non essendo ufficialmente riconosciuta come sottospecie):

Potamopyrgus antipodarum 'Carinata' (JT Marshall, 1889) [3]

Questa forma, a parità di condizioni di habitat e di alimentazione, presenta una conchiglia lievemente più corta, di un paio di mm, ma di pari larghezza massima, e quindi dall'aspetto meno allungato e più tozzo.


Nomi comuni:

New Zealand mud snail [1][2][3][5][7]


Famiglia:

Hydrobiidae


Origine e distribuzione:

la specie è originaria della Nuova Zelanda, stato insulare dell'Oceania, e delle varie piccole isole adiacenti [1][2][3][4][5][6][7]. La notevole resistenza di questo gasteropode, che può superare indenne l'attraversamento dell'apparato digerente/intestinale di uccelli e pesci predatori [1][2][3], e che può sopravvivere emerso anche per svariate settimane se a contatto di supporti umidi [1][2][3][6], ne ha successivamente permesso una notevole diffusione sia naturale, sia provocata da attività umane (trasporti marittimi, pesca, etc...), dapprima nella vicina Australia e nelle isole polinesiane, successivamente in Europa, Medio Oriente, Asia orientale e America del Nord.
Oltre all'intera Oceania la specie risulta attualmente rinvenibile in USA (Alaska e territorio non incorporato dell'isola di Guam comprese) [1][2][3][5][7], Canada [1][2][3], Porto Rico [1], Isole Vergini [1], zone costiere d'estuario del Mar Nero e del Mar Baltico [2][3], Austria [2], Belgio [2], Danimarca [2], Estonia [2], Finlandia [2], Francia [2][3], Germania [2][3], Grecia [2][3], Italia [2][3][4], Lettonia [2], Lituania [2], Olanda [2], Inghilterra [2][3][6], Irlanda del Nord [2], Norvegia [2], Polonia [2][3], Repubblica Ceca [2][3], Romania [2], Russia [2][3], Scozia [2], Slovacchia [2][3], Slovenia [2], Spagna [2][3], Svezia [2], Svizzera [2], Turchia [2][3], Ucraina [2], Iraq [2], Libano [2] e Giappone [2], in habitat d'estuario, laghi, bacini artificiali, canali d'irrigazione, acque surgive, piccoli ruscelli e fiumi a lento/medio/rapido scorrimento [1][2][4][6][7], fino a 50 / 60 metri di profondità, seppur prevalentemente a profondità inferiori a 10 metri [1][7].


Morfologia:

Potamopyrgus antipodarum è un piccolo mollusco dotato di una branchia [3], e che presenta conchiglia destrosa [1][2][3][7], di forma allungata e conica, più o meno appuntita all'apice, con 4 / 8 spire separate da profondi solchi [1][2][3][6][7], con apertura lievemente ovale e provvista di sottile opercolo [1][2][3][7]. Cuspide a volte corroso e/o tronco. Solo in alcune popolazioni (probabilmente perchè più esposte a rischio di predazione da parte di alcuni pesci presenti nei medesimi biotopi ed assenti in altri) l'evoluzione ha provvisto la superficie della chiocciola di piccole spine, disposte in modo lineare rispetto lo svolgimento delle spire, quasi una sorta di carenatura, finalizzate a dissuadere gli eventuali potenziali predatori [1][3][4][7].
La superficie della conchiglia è opaca e piutosto liscia [6], con colorazioni che variano dal grigio al marrone medio-chiaro [1][3] al giallastro [4][6], fino quasi al bianco in rari casi [6], e presenza di chiazze di tonalità differente soprattutto negli esemplari giovanili. Dopo la morte dell'animale i gusci, restati vuoti, tendono progressivamente a scurirsi assumendo in genere nel lungo termine una colorazione uniforme marrone scura, questo va precisato in quanto molti articoli reperibili in rete o su libri mostrano conchiglie vuote, la cui colorazione può risultare ingannevole [6].

Corpo molle di colore variabile a seconda delle zone di prelievo, ma in genere grigio chiaro, con presenza di puntinature bianche, giallognole e marroncine. Muso piccolo e allungato, dotato di efficace radula e di due fini tentacoli cefalici posti ai lati. Alla base dei tentacoli cefalici si trovano gli occhi, piccoli e scuri, i quali però sono poco evoluti e permettono all'animale di percepire solo la luce [7]. Piede mobile chiaro, non molto ampio.

 

Potamopyrgus antipodarum - Photo by: Andrea Perotti

Potamopyrgus antipodarum - Photo by: Andrea Perotti

 

Dimorfismo sessuale:

non visibile ad occhio nudo [7].


Dimensioni massime:

la lunghezza massima può variare da 4 a 12 mm, a seconda delle caratteristiche degli habitat occupati [1][2][3][7]. Gli esemplari più grandi (11/12 mm) si trovano solo nei biotopi originari neo zelandesi, mentre altrove difficilmente si trovano esemplari di lunghezza superiore a 7 mm [1][2][3][7].


Ciclo vitale:

in allestimenti d'acqua fredda o a clima temperato vivono circa 1 anno o poco più [2][3][7], raramente arrivano a sfiorare i 2 anni [6], a temperature costantemente superiori (acquario tropicale o sub-tropicale) difficilmente riescono a vivere più di 7 mesi [6].


Dimensioni minime acquario di mantenimento:

non ha molto senso in questo caso parlare in termini di litraggio, quel che veramente conta è la disponibilità di nutrienti (principalmente diatomee e detriti di origine vegetale). Un acquario di soli 20 litri, con condizioni idonee, può infatti essere perfettamente in grado di soddisfare le esigenze di una nutrita comunità di P. antipodarum, così come all'opposto una vasca da 200 litri, tenuta maniacalmente pulita e priva di aghe, potrebbe rivelarsi insufficiente anche ad un singolo esemplare. Tenete comunque conto che stiamo parlando di un gasteropode incredibilmente prolifico, uno dei più invasivi al mondo, che in condizioni idonee risulterebbe in breve tempo infestante in acquario al punto di creare seri problemi di equilibrio all'intero ecosistema, quindi in tutta sincerità eviterei di favorirlo troppo dal punto di vista nutrizionale, un eccesso di disponibilità alimentari indurrebbe un'aumento nella frequenza delle riproduzioni e, al tempo stesso, un minor tasso di mortalità tra i nuovi nati. Cercate quindi il giusto punto di compromesso, così che la densità demografica della vostra piccola comunità tenda a stabilizzarsi nel tempo su numeri accettabili.


Valori consigliati per l'acquario di mantenimento [1][2][3][6][7]:

PH : 6,3 / 9,0
GH : 5 / 30 °dGH
Temp.: 1 / 34 °C (ma sotto i 15 °C il tasso di mortalità dei piccoli è molto elevato [6])

Nota 1: il range indicato per la temperatura è da intendersi come range di oscillazione annuale, la temperatura dell'acqua deve quindi poter oscillare liberamente seguendo il succedersi delle stagioni. Se dovete inserire questi animali in una vasca a temperatura pressochè costante per l'intero anno allora evitate il classico acquario tropicale, e state su temperature comprese tra 15 e 21 °C che rappresentano un buon compromesso.

Nota 2: tollera (anzi "predilige") acque fortemente inquinate a livello organico [1][2][3], con fondi melmosi ricchi di sostanza organica in decomposizione [1].

Nota 3: questa specie ha notevoli doti eurialine, ma non bisogna esagerare con gli sbalzi di salinità troppo repentini [1][3][5][6][7]. Le popolazioni d'acqua salmastra possono vivere tranquillamente fino a salinità di 15 g/kg, tuttavia dai 5 g/kg a salire la capacità riproduttiva cala progressivamente fino ad annullarsi una volta superata la concentrazione appunto di 15 g/kg [1][2][3]. Salinità superiori, fino a 30 / 35 g/kg, vengono tollerate solo per brevi periodi [1][2][3][7].

Nota 4: dai miei rilievi nel fiume italiano Ticino, nel punto di ritrovamento, ho riscontrato i seguenti valori (periodo estivo - giornata caldissima - orario pomeridiano): pH 7,4, KH tra zero ed 1 °dKH, GH 4 °dGH, NO2 zero, NO3 5 ppm, PO4 0,5 ppm, Fe zero, NH3 zero, Temp. 21 / 22 °C. Gli esemplari (acqua quasi stagnante con profondità di circa 1 mt) erano tutti nascosti sotto la sabbia di fondo.


Allestimento acquario di mantenimento:

ama allestimenti straricchi di flora acquatica e con acqua poco mossa, seppur in natura colonizzi anche fiumi a medio-rapido scorrimento [1][7]. Predilige fondali morbidi e melmosi, in cui poter scavare in cerca di nutrienti di notte ed in cui potersi nascondere di giorno [1], un mix limo-sabbia sarebbe l'ideale [1], comunque in natura viene trovata anche su massi, ciotoli, fondi ghiaiosi e legni morti, seppur in assenza di fondo melmoso si registri una densità demografica decisamente inferiore [6][7].
Non credo riesca ad evadere da acquari aperti, io li ho tenuti solo in vasche chiuse, comunque se dovesse capitare di trovarne un esemplare fuori dalla vasca, apparentemente morto, rimettetelo in acquario e molto probabilmente si riprenderà in breve tempo, questi gasteropodi possono resistere più di 24 ore in emersione completamente a secco, più di un mese se adesi ad un supporto umido [1][2][3][6].


Alimentazione:

questi animali sono alghivori, detrivori e saprofagi, e si nutrono soprattutto di notte [1][7]. La preferenza va a detriti d'origine vegetale e animale, alghe (soprattutto diatomee), sedimenti di varia natura e batteri [1][2][7]. Le piante vengono "attaccate" solo se già in fase di decomposizione [1].


Livello di "Nuoto":

fondo, arredi, piante, vetri.


Comportamento:

gli esemplari adulti sono più attivi di notte, andando in giro in ogni dove in cerca di cibo, preferendo di giorno stazionare tra gli interstizi delle pietre o sepolti nel fondale, questo perchè di giorno il rischio di cadere vittima di predatori è maggiore. Gli esemplari giovanili, soprattutto in condizioni di densità demografica elevata, si mostrano più intrapendenti anche in condizioni di piena luce, in quanto spinti dalla fame. La conchiglia è piuttosto pesante in relazione alla dimensione del piede mobile, ciò si traduce in una certa lentezza a livello di motricità, soprattutto al momento di doversi arrampicare su oggetti a sviluppo verticale.


Biocenosi:

invertebrato assolutamente pacifico, adatto quindi all'acquario di comunità. Evitare l’abbinamento a Ciclidi di taglia medio/grande (tra cui anche Pterophyllum scalare!) e a pesci notoriamente ghiotti di lumache come ad esempio Badis badis, i pesci palla del Genere Tetraodon, i Cobitidi dei Generi Botia e Chromobotia ed i crostacei di medie/grandi dimensioni, oltre ovviamente a lumache predatrici, come ad esempio Anentome helena. Stando su allestimenti d'acqua fredda, più consoni, ed ospitanti specie che già conoscono P. antipodarum in quanto abituati a condividerne i medesimi biotopi, non ho predatori in particolare da segnalare; questo gasteropode in genere non viene assimilato dai pesci, il cui apparato gastrointestinale non è in grado di scomporlo, inoltre il suo corpo molle anche nell'eventualità venga consumato apporta ben pochi nutrienti, ... per questi motivi viene pressochè ignorato da tutti i suoi potenziali predatori, cosa che invece non avverrebbe da parte di pesci e crostacei tipici degli acquari tropicali, in quanto appunto non lo conoscono e non hanno mai avuto in precedenza modo di provare a nutrirsene.


Ecologia:

- La specie supporta un certo numero di parassiti, soprattutto trematodi, veicolandoli in fasi intermedie del loro sviluppo, ma ciò riguarda quasi esclusivamente le popolazione presenti nel suo areale di distribuzione originario, mentre nelle popolazioni presenti in Europa, Asia e America Settentrionale, composte da sole femmine, il problema è pressochè inesistente [1].

- P. antipodarum è in grado di ricevere "stimoli chimici" [1], può ad esempio avvertire la presenza di pesci predatori in avvicinamento, come se ne percepisse l'odore [1][3], dote questa che gli permette di "correre" a nascondersi sotto lo strato di fango o tra le pietre con qualche preziosissimo secondo di anticipo riuscendo così spesso ad evitare la predazione [1][3].

- P. antipodarum è forse il gasteropode acquatico più invasivo al mondo, o per lo meno il più temuto. Se inserito in un nuovo ambiente, in cui vi siano condizioni a lui favorevoli, si moltiplicherà con incredibile rapidità, in modo esponenziale ed inarrestabile, entrando subito in forte competizione con le altre specie detrivore ed alghivore presenti, fino pressochè ad azzerarne le disponibilità alimentari [1][2]. Nel medio-lungo termine i risultati saranno disastrosi, con la scomparsa di specie invertebrate indigene, la scomparsa o la migrazione di specie vertebrate superiori che se ne nutrivano [2], un calo di presenza di insetti acquatici [5] e conseguentemente anche dei pesci insettivori [5], e quindi in generale uno stravolgimento globale dell'ecosistema colonizzato, con una sensibile diminuzione della sua biodiversità [1][2]. Occorre quindi prestare molta attenzione a NON diffondere questa specie in natura, ricordandovi che Potamopyrgus antipodarum sopravvive anche al passaggio negli scarichi fognari ed a prolungata essiccazione [1][2][6].
Per farvi meglio comprendere l'entità del problema sappiate che, da attente analisi nei vari biotopi colonizzati da questa specie, si sono registrate le seguenti densità demografiche massime: Australia 50000 esemplari al m2 [2], America Settentrionale tra 200000 ed 800000 esemplari al m2 [2], in alcuni siti in Francia questa specie rappresenta ormai l'80% della biomassa invertebrata rivenibile, in alcuni siti della Polonia l'83%, in alcuni laghi dell'America Settentrionale addirittura il 97% [2]. Nel lago di Zurigo, in Svizzera, in soli 7 anni dal ritrovamento del primo esemplare la specie ha colonizzato tutto il fondale, arrivando ad una densità demografica media sottocosta di 800000 esemplari al m2 e punte massime di oltre 2 milioni di esemplari al m2 [3].

E' stato stimato che, in condizioni ideali, partendo da una sola femmina di P. antipodarum si può arrivare ad avere 52000 esemplari nel giro di due anni, 12 milioni entro il terzo anno, 2 miliardi e 700 milioni entro la fine del quarto anno.... [5].

Con simili premesse capite da soli quando possa risultare devastante l'effetto provocato nel giro di pochi anni dall'inserimento di questo gasteropode in qualsiasi ecosistema acquatico a lui favorevole.... con l'innesco di una serie di reazioni a catena che porteranno ad un sensibile aumento di concentrazione di Ammonio (NH4), alla comparsa di Ammoniaca (NH3), a forti sbalzi di disponibilità di fonti di Carbonio ed Azoto, a precipitazione di bicarbonato di Calcio, a sbalzi di concentrazione di CO2 ed a sensibile instabilità di pH [2]. Condizioni tollerate da P. antipodarum, ma letali per quasi tutti gli altri animali presenti.

Nei biotopi originari neozelandesi il problema non sussiste in quanto questi gasteropodi veicolano svariati parassiti della Classe Trematoda tipici solo di quelle acque, alcuni dei quali provocano una parziale inibizione delle capacità riproduttive di questo gasteropode, per questo motivo la natura ha dotato P. antipodarum di una capacità riproduttiva tanto elevata, in quanto deve bilanciarsi con l'effetto contrario dato dai parassiti presenti. Tali parassiti sono però assenti nelle altre aree geografiche del pianeta colonizzate successivamente dall'animale, da cui il problema della sua esplosiva crescita demografica [3].


La riproduzione


Difficoltà d'ottenimento della riproduzione:

minima. E' una specie molto molto prolifica. Più che preoccuparvi di come fare a riprodurla dovrete pensare nel tempo a come fare a limitarne l'aumento demografico.


Modalità riproduttiva:

P. antipodarum è una specie ovovivipara a sessi distinti [1][2][3][6][7], le cui femmine sono però anche in grado di autoriprodursi clonalmente per partenogenesi telitoca (in tal caso nascono solo femmine cloni della progenitrice) [1][3][6][7]. Negli habitat originari neo zelandesi le popolazioni di P. antipodarum sono promiscue, con presenza di femmine diploidi, femmine triploidi, e una piccola percentuale (meno del 5%) di esemplari maschi sesualmente attivi [1][2][3][7]. Nelle popolazioni presenti in tutte le altre aree geografiche del pianeta, successivamente colonizzate da questo gasteropode, la presenza di maschi è invece nulla e vi sono quindi solo femmine clonali [1][2][3][7], il patrimonio genetico è più scarno, e conseguentemente le dimensioni massime (quindi anche il numero di spire della conchiglia) e l'aspettativa di vita risultano inferiori.


Maturità sessuale:

viene raggiunta tra 3 e 9 mesi d'età, a seconda della temperatura [2][7], comunque al raggiungimento di circa 3 - 3,5 mm di lunghezza per gli esemplari delle popolazioni di Europa e America del Nord [2][6].


Formazione della coppia:

le coppie si formano spontaneamente all'interno della comunità, ma l'interazione tra i riproduttori dura solo il tempo del rapporto sessuale.


Allestimento acquario riproduttivo:

predisporre delle protezioni sulle bocchette d’aspirazione dell’eventuale filtro (ad esempio mediante tessuto a maglia molto fitta, come calza in nylon, spugna, rete da guadino, etc...), onde evitare che gli esemplari appena nati e di minuscole dimensioni ne vengano risucchiati. Per l'allestimento ed i valori consigliati valgono le stesse indicazioni già fornite in merito all'acquario di mantenimento.


Accoppiamento, rilascio dei piccoli e loro esigenze primarie:

durante l'accoppiamento il maschio si posiziona sulla parte superiore del guscio della femmina, e le aperture delle due chiocciole vengono tenute a contatto [7]. La durata della copulazione è tipicamente compresa tra 20 minuti e 1,5 ore [7]. Una femmina sessualmente matura produce mediamente circa 230 esemplari all'anno [1][2][5], con un trend di 10/120 unità per ogni singola riproduzione [2]. La riproduzione avviene pressochè tutto l'anno in natura [2], da 3 a 4 volte l'anno per ogni femmina matura [7], ma in primavera/estate (quindi con l'innalzamento delle temperature) se ne ha il picco massimo in termini di percentuale di sopravvivenza dei piccoli [1][2]. Non ci sono dati certi in merito alla durata della gestazione, è questo un dato estremamente dipendente dalla temperatura, bastano 5 °C in più o in meno per farlo dimezzare o raddoppiare. Non vengono deposte uova, in quanto l'assorbimento dell'uovo e l'eventuale fase larvale avvengono nella sacca ovarica all'interno della madre, all'espulsione quindi i piccoli sono già completamente formati e capaci di muoversi e nutrirsi in piena autonomia [2][7]. Le esigenze alimentari e di habitat dei piccoli sono da subito le medesime degli esemplari adulti.

 

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Riferimenti:



Rif. [1]: http://nas.er.usgs.gov/queries/factsheet.aspx?SpeciesID=1008


Rif. [2]: http://www.issg.org/database/species/ecology.asp?si=449


Rif. [3]: http://en.wikipedia.org/wiki/New_Zealand_mud_snail


Rif. [4]: http://www.lavalledelmetauro.org/standard.php?lingua=it&id_sezione=8&id_sottosezione=31&id_sottosottosezione=10&record=2175



Rif. [5]: http://wdfw.wa.gov/ais/potamopyrgus_antipodarum/



Rif. [6]: http://nl.wikipedia.org/wiki/Potamopyrgus_antipodarum


Rif. [7]: http://animaldiversity.ummz.umich.edu/site/accounts/information/Potamopyrgus_antipodarum.html

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Ultimo aggiornamento (Sabato 23 Giugno 2012 16:29)

 

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