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Lymnaea auricularia

 

Lymnaea auricularia
(Linnaeus, 1758)


Lymnaea auricularia - Photo by: Perotti Andrea

Lymnaea auricularia - Photo by: Perotti Andrea

 

Piccolo gasteropode ampiamente diffuso in tutta Europa e in alcune zone dell'Asia. E' molto prolifico e necessita di allestimenti con acqua stagnante o poco mossa, ricca presenza di piante acquatiche e costante presenza di alghe. Ospite ideale per allestimenti d'acqua fredda o a clima temperato, inadatto invece all'acquario tropicale a causa della temperatura eccessiva che ne riduce notevolmente il ciclo vitale. Specie consigliata anche a neofiti dell'acquario.

 

 

Fotogallery Lymnaea auricularia

 

Nome scientifico:

Lymnaea auricularia


Sinonimi:

- Radix auricularia (Linnaeus, 1758) [1][5][6]
- Helix auricularia (Linnaeus, 1758) [1][6]
- Limnaea auricularia [1][6]
- Lymnaea trencalaeonis (Gassies, 1856) [2]


Sottospecie (in questo caso non ufficiali, quindi meglio chiamarle semplicemente "forme" [2]):

- L. auricularia 'Tumida' (Held, 1836) [2]
- L. auricularia 'Subampla' (Ehrmann, 1933) [2]


Nomi comuni:

- Big ear pond snail [5]
- Big ear Radix [6]
- Ear pond snail [6]
- European ear snail


Famiglia:

Lymnaeidae


Sottofamiglia:

Lymnaeinae [1]


Origine e distribuzione:

originaria dell'Europa e dell'Asia [1], attualmente è rinvenibile in Croazia [1][2][6], Rep. Ceca [1][2][6], Germania [1][2][6], Irlanda [1][6], Inghilterra [1][6], Olanda [1][6], Polonia [1][6], Slovacchia [1][6], Rep. Moldova [2], Bielorussia [2], Svezia [2], Spagna [2], Italia [2][3], Ucraina [2], Russia [2], Francia [2], India [2], Oman [1][2], Afghanistan [2], in laghi, stagni, canali d'irrigazione e fiumi a lento scorrimento, ad altitudini fino a 1900 m slm [5], preferendo zone ricche di flora acquatica [3].
Introdotta dall'uomo in America Settentrionale, negli USA, ove sta avendo ampia diffusione in particolare in Massachusetts, New Jersey, New York, Nevada, Pennsylvania, Vermont [6].


Morfologia:

conchiglia destrosa [3], sottile, lievemente trasparente [1][4], dall'aspetto ovato molto gonfio [1]. Ci sono 4-5 spire [1][6], con suture profonde, e con l'ultima rappresentante il 90% del suo volume totale [1]. La guglia è breve, conica, molto piccola rispetto all'ultima spirale [1]. L'apertura è molto grande [1][4], a forma di orecchio (da cui i nomi comuni), ed è priva di opercolo [1][4][6].
La colorazione della conchiglia può variare dal giallo al beige al marrone, con presenza di linee e chiazze di tonalità più chiara e/o più scura, spesso in alternanza [1], la superficie ha un aspetto liscio, lucido, quasi brillante [1][6].

La testa è larga, provvista di due tentacoli cefalici corti e piatti [1][3][4][5], molto larghi alla base e quindi dall'aspetto triangolare [1][6]. Alla base dei tentacoli cefalici sono posizionati gli occhi [5][6]. Il corpo è punteggiato da piccole macchie bianche sulla parte posteriore della testa e sui tentacoli, ma non sul piede [1][6]. Il mantello è pigmentato con una linea di macchie scure lungo il suo bordo e macchie irregolari che si mostrano anche attraverso la conchiglia [1][5]. Piede mobile allungato, dalla forma vagamente triangolare [4].

 

Lymnaea auricularia - Photo by: Perotti Andrea

Lymnaea auricularia - Photo by: Perotti Andrea

Lymnaea auricularia - Photo by: Perotti Andrea

Lymnaea auricularia - Photo by: Perotti Andrea

 

 

Dimorfismo sessuale:

inesistente, si tratta di animali ermafroditi, in possesso quindi di entrambi gli organi riproduttivi, ed in grado anche di autofecondarsi seppur con difficoltà essendo i due organi sessuali ben separati.


Dimensioni massime:

può arrivare a 30/35 mm di lunghezza e 25/30 mm di larghezza [1][3][5][6], ma in genere in acquario si assesta a circa 18/20 mm di lunghezza e 14/16 mm di larghezza [1].


Ciclo vitale:

non ci sono dati certi in merito, anche perchè il ciclo di vita è notevolmente influenzato dalla temperatura, il cui range è per questa specie assai ampio. Comunque per esperienza personale .... almeno due anni e mezzo in allestimenti a clima temperato.


Dimensioni minime acquario di mantenimento:

non ha molto senso in questo caso parlare in termini di litraggio, quel che veramente conta è la disponibilità di nutrienti (principalmente alghe e detriti di origine vegetale). Un acquario di soli 20 litri, con condizioni idonee, può infatti essere perfettamente in grado di soddisfare le esigenze di una nutrita comunità di L. auricularia, così come all'opposto una vasca da 200 litri, tenuta maniacalmente pulita e priva di aghe, potrebbe rivelarsi insufficiente anche ad un singolo esemplare.


Valori consigliati per l'acquario di mantenimento:

PH : 6,0 / 9,0
GH : 10 / 25 °dGH
Temp.: 1 / 30 °C

Nota 1: il range indicato per la temperatura è da intendersi come range di oscillazione annuale, la temperatura dell'acqua deve quindi poter oscillare liberamente seguendo il succedersi delle stagioni. Se dovete inserire questi animali in una vasca a temperatura pressochè costante per l'intero anno allora evitate il classico acquario tropicale, e state su temperature attorno ai 19 / 21 °C che rappresentano un buon compromesso.

Nota 2: per brevi esposizioni può vivere anche a temperature prossime ai 40 °C, però superati i 30 °C difficilmente riesce a riprodursi in quanto le uova quasi sempre non arrivano alla schiusa, e sopra i 36 °C la possibilità di schiusa diviene assolutamente nulla [1].

Nota 3: L. auricularia vive in natura anche in corrispondenza delle foci dei fiumi, in zone di mescolanza tra acqua dolce ed acqua marina, può quindi vivere anche in acqua almastra [2][5], si consiglia però di non eccedere con la salinità, evitando di superare i 6 g/kg di concentrazione [5].

Nota 4: può tollerare situazioni di grave inquinamento e di anossia con alte concentrazioni di materia organica, solfuri e batteri [1].


Allestimento acquario di mantenimento:

allestimento con fondo misto sabbia-ghiaietto, ricca presenza di piante acquatiche, discreta costante presenza di alghe. Acqua poco mossa o del tutto stagnante. Personalmente non ho mai assistito ad evasioni, quindi ritengo di poter consigliare anche vasche aperte.


Alimentazione:

si tratta di una specie onnivora a forte prevalenza vegetariana. In natura come in acquario si nutre principalmente di alghe e detriti di origine vegetale [1]. Non rovina le piante sane, anzi contribuisce efficacemente a pulire la pagina superiore delle foglie, garantendone il mantenimento delle piene potenzialità fotosintetiche. Accetta anche cialde per pesci vegetariani, wafer di spirulina, insalata e verdura sbollentata in pezzetti (ad esempio zucchina) [4].


Livello di "Nuoto":

fondo, piante, pietre, arredi e vetri.


Comportamento:

non fa altro che nutrirsi 24 ore al giorno. Si muove piuttosto lentamente [1] e passa la quasi totalità del proprio tempo a ripulire fondo, vetri, arredi e soprattutto piante dalle coperture algali, raschiandole grazie alla piccola ma efficace radula di cui è provvista [4].
Tattandosi di molluschi polmonati [1][5] devono portarsi in superficie per respirare di tanto in tanto [4][5], sono però privi di sifone ma non hanno comunque bisogno di emergere del tutto, in quanto sono in grado di eseguire la respirazione attraverso una banda di muco, stazionando a testa in giù appoggiate alla superficie dell'acqua da sotto, con il piede aderente alla superficie [5].
Queste lumache possono comunque coprire una parte del loro fabbisogno di Ossigeno estrapolandolo dall'acqua attraverso la respirazione dei tessuti [5].


Biocenosi:

invertebrato assolutamente pacifico, adatto quindi all'acquario di comunità. Evitare l’abbinamento a Ciclidi di taglia medio/grande (tra cui anche Pterophyllum scalare!) e a pesci notoriamente ghiotti di lumache come ad esempio Badis badis, i pesci palla del Genere Tetraodon, i Cobitidi dei Generi Botia e Chromobotia ed i crostacei di medie/grandi dimensioni, oltre ovviamente a lumache predatrici, come ad esempio Anentome helena. Stando su allestimenti d'acqua fredda, più consoni alla specie, evitate l'abbinamento con Perca fluviatilis flevescens (Pesce persico europeo), Padogobius bonelli (sin. Padogobius martensii) (Ghiozzo padano),  ed Astacus astacus (Gambero di fiume europeo), suoi principali predatori in natura.




La riproduzione


Difficoltà d'ottenimento della riproduzione:

minima. E' una specie molto prolifica [4].


Modalità riproduttiva:

specie ovipara ermafrodita. Gli organi sessuali, seppur entrambi presenti, sono ben distinti, ciò rende difficoltosa l'autofecondazione [5], motivo per cui la riproduzione di questo gasteropode avviene solitamente mediante rapporto sessuale tra due individui. L'autofecondazione resta comunque una realtà, ma viene ricercata solo in situazioni particolari, ovvero quando un esemplare resta solo o quando il branco è in forte regressione numerica e a rischio estinzione [5] ... quindi ad esempio mettendone un solo esemplare in acquario l'autofecondazione viene notevolmente stimolata e potrebbe realizzarsi.


Maturità sessuale:

il tempo necessario al suo raggiungimento è fortemente legato alla temperatura. Più essa è elevata più rapidamente sopraggiungerà la maturità sessuale in quanto il metabolismo dell'animale ne risulta accelerato. Non mi è quindi possibile dare dati certi in tal senso.


Formazione della coppia:

le coppie si formano spontaneamente all'interno della comunità, ma l'interazione tra i riproduttori dura solo il tempo del rapporto sessuale.


Allestimento acquario riproduttivo:

predisporre delle protezioni sulle bocchette d’aspirazione dell’eventuale filtro (ad esempio mediante tessuto a maglia molto fitta, come calza in nylon, spugna, rete da guadino, etc...), onde evitare che gli esemplari appena nati e di minuscole dimensioni ne vengano risucchiati. Per l'allestimento ed i valori consigliati valgono le stesse indicazioni già fornite in merito all'acquario di mantenimento, evitate però temperature inferiori ai 10 °C, situazione in cui il processo di sviluppo delle uova si rallenterebbe eccessivamente [1].


Accoppiamento e deposizione delle uova:

come già spiegato in precedenza, pur trattandosi di animali ermafroditi la riproduzione di L. auricularia passa quasi sempre attraverso l'interazione tra due esemplari, durante il rapporto sessuale un esemplare utilizza l'organo sessuale maschile, mentre l'altro ne riceve i gameti. Le uova vengono così fecondate all'interno della cavità ovarica del ricevente e, successivamente, deposte tra le piante [5] o, più raramente, su pietre [5].
Una volta deposte le uova appaiono raccolte in ammassi gelatinosi (a volte uno solo, a volte più di uno), contenenti un numero di uova variabili tra 50 e 150 unità [5].


Schiusa e primi giorni:

il tempo necessario per l'ottenimento della schiusa è un fattore notevolmente influenzato dalla temperatura dell'acqua, non sono in grado di dare un'indicazione di massima in merito. Basta una differenza di 5 °C per raddoppiare o dimezzare tale dato.
Lo sviluppo dei piccoli avviene comunque totalmente all'interno dell'uovo, non c'è quindi alcuna forma larvale. Una volta che le uova si schiudono i piccoli possono venir considerati a tutti gli effetti adulti in miniatura, sono già completamente formati e del tutto autonomi nel procacciarsi il cibo. Le esigenze alimentari sono da subito le medesime degli esemplari adulti.


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Nota 5: L. auricularia può veicolare alcuni parassiti in loro stadi intermedi di crescita, tra cui 3 trasmissibli anche all'essere umano, ovvero Orientobilharzia turkestanicum [2], Fasciola gigantica [2] e Clinostomum complanatum [6]. Questa problematica viene spesso trattata con troppa superficialità in ambito acquariofilo, con il risultato di generare un certo allarmismo, a parer mio eccessivo. Le possibilità che questi parassiti possano arrivare fino a noi sono davvero irrisorie, per rischiare di contrarre Fasciola gigantica (nell'uomo provoca diarrea) e Clinostomum complanatum (nell'uomo provoca faringite acuta) dovremmo mangiarci crude le chiocciole presenti in vasca, o mangiarci crudi i pesci (che eventualmente abbiano prima ingoiato tali chiocciole), oppure mangiarci le potature dell'acquario eventualmente veicolanti le uova del parassita ... tutte eventualità piuttosto assurde e improbabili .... una minima componente di rischio può al limite sussistere riguardo Orientobilharzia turkestanicum ,che anche senza ingestione può provocare nell'uomo dermatite cutanea da contatto prolungato, si sono registrati in effetti alcuni casi di dermatite ma si trattava di lavoratori delle risaie che tenevano le mani ammollo in ambienti infestati per molte ore al giorno, tutti i giorni, 12 mesi all'anno .... quindi insomma non mi sembra sia il caso di avere timori finchè si resta in un ambito acquariofilo, e finchè non ci venga in mente di usare i pesci dell'acquario per prepararci un piatto di "sushi" o le potature per farci un'insalatina....


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Riferimenti:



Rif. [1]: http://en.wikipedia.org/wiki/Radix_auricularia



Rif. [2]: http://www.iucnredlist.org/apps/redlist/details/166698



Rif. [3]: http://www.lavalledelmetauro.org/standard.php?lingua=it&id_sezione=8&id_sottosezione=14&id_sottosottosezione=10&record=11246



Rif. [4]: http://aquavision.wifeo.com/limnee-auri.php



Rif. [5]: http://www.molluscs.at/gastropoda/index.html?/gastropoda/freshwater/lymnaea.html



Rif. [6]: http://idtools.org/id/mollusc/factsheet.php?name=Lymnaeidae

Ultimo aggiornamento (Lunedì 18 Giugno 2012 22:10)

 

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