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Mikrogeophagus altispinosus

 

Mikrogeophagus altispinosus
(Haseman, 1911)

 

Mikrogeophagus altispinosus - Photo by: Andrea Perotti



Piccolo Ciclide di origine amazzonica, robusto e facile da riprodurre. Può essere inserito anche in vasche di comunità, ma attenzione alla fase riproduttiva, in cui mostra una crescente terriorialità verso chiunque si avvicini al luogo di deposizione prima ed alla prole successivamente. Fantastiche le cure parentali riservate ai piccoli da parte dei genitori, ma per apprezzarle appieno occorre tenere questi ciclidi in una vasca monospecifica ad essi totalmente dedicata.
Livello di difficoltà ridotto, specie consigliabile anche a neofiti dell'acquario.

 

Fotogallery Mikrogeophagus altispinosus



Nome scientifico:

Mikrogeophagus altispinosus (sin. Microgeophagus altispinosus)


Note al nome scientifico:

la storia tassonomica del Genere Mikrogeophagus è una delle più contorte in assoluto ed ancora adesso permane incertezza sulla corretta identificazione del Genere. Senza entrare troppo nel dettaglio vi invito, se interessati, a consultare le note inserite nella scheda dedicata al Mikrogeophagus ramirezi, basta cliccare sul nome per accedere all'articolo.


Nomi comuni:

Ram boliviano
Bolivian ram
Ruby Clown Cichlid


Famiglia:

Cichlidae


Luogo d’origine:

America meridionale (Amazzonia meridionale, rinvenibile nel Rio Mamoré, in Bolivia, e nel Rio Guaporé che rappresenta il confine naturale tra Bolivia e Brasile).


Morfologia:

corpo stretto (soprattutto in prossimità del peduncolo caudale) ed alto se osservato frontalmente, ampio ed ovale se osservato lateralmente. Le pinne sono tutte ben sviluppate, in particolare dorsale ed anale, e mostrano una colorazione di fondo tenue tendente in genere ad un giallo/arancio appena percepibile. I primi raggi della dorsale però sono neri, mentre i raggi più esterni della caudale sono intensamente colorati di arancio/rosso. In fase riproduttiva inoltre risultano intensamente colorate di arancio/rosso anche le pinne ventrali, quella anale e la parte superiore dei raggi della pinna dorsale. La livrea di fondo del corpo è chiara e piuttosto variabile, si va dal bianco perla con riflessi azzurri/violacei al marroncino tendente all'arancio nella zona del petto e degli opercoli branchiali, ed è attraversata da minuscole puntinature molto scure, tendenti al nero. Su ogni lato, poco sotto l’attaccatura della pinna dorsale, è presente un vistoso ocello scuro, ovale, di colore variabile dal blu al nero, seguito in genere da una seconda macchia di pari tonalità, ma più piccola e dalla forma più irregolare. L’occhio è grande, piuttosto sporgente, ed è attraversato da una banda nera verticale che si estende dalla fronte fino alla gola. Bocca carnosa, lievemente rivolta verso il basso.

 

 

Mikrogeophagus altispinosus - Photo by: Andrea Perotti

 

Dimorfismo sessuale:

maschi più snelli e leggermente più lunghi. Nei maschi adulti i raggi esterni della pinna caudale risultano allungati, anche sensibilmente, mentre la dorsale presenta gli ultimi raggi più protesi all'indietro, con l'effetto visivo di una pinna che sembra avere un'attaccatura più lunga, estesa fin sopra al peduncolo caudale.


Dimensioni:

max 8,5 cm per i maschi, max 7 cm per le femmine.


Ciclo vitale:

da 3 a quasi 5 anni.


Dimensioni acquario di mantenimento:

premettendo che questo Ciclide può vivere benissimo anche in singolo esemplare, e che l'altezza della vasca ospitante non ha particolare importanza in quanto M. altispinosus conduce vita strettamente legata ai livelli di nuoto inferiori ed al controllo del fondale, potremo opsitarne un esemplare in un acquario lungo almeno 50 cm, una coppia in un acquario lungo almeno 70 cm, due coppie in un acquario lungo almeno 100 cm.


Valori consigliati per l’acquario di mantenimento:

- PH: 6,0 / 7,4
- GH: 5 / 14 °dGH
- Temperatura: 22 / 27 °C



Allestimento acquario di mantenimento:

ama acquari riccamente piantumati, con nascondigli e radici, tuttavia è bene lasciare lo spazio centro-anteriore libero a disposizione per il nuoto e per eventuali deposizioni. Il fondale nella zona centro anteriore dev’essere morbido, a granulometria non tagliente, e non troppo grossolano, va benissmo la sabbia. L’acqua non deve essere troppo mossa, tuttavia è indispensabile adottare un ottimo filtraggio e garantire una buona concentrazione di Ossigeno.


Alimentazione:

specie onnivora. In acquario accetta senza problemi tutti i più comuni alimenti per pesci ornamentali anche se inizialmente può non mostrare interesse per il secco. Offrite dieta ricca e completa, comprendente sia vegetali che alimenti proteici (liofilizzato, surgelato, vivo). Amano anche filtrare attraverso le branchie i sedimenti presenti sul fondale trattenendo le eventuali particelle di residui alimentari e di microfauna presenti ("Mikrogeophagus" significa infatti "piccolo mangiatore di terra"). I cibi devono comunque affondare, difficilmente infatti questi pesci si alimentano in superficie.


Livello di nuoto:

centro/inferiore.


Comportamento:

in età giovanile ama vivere in piccoli gruppetti a sessi misti, in prossimità della maturità sessuale inizia invece a non tollerare più di buon grado la presenza di altri conspecifici di pari sesso e tendono nel gruppo a formarsi coppie (solitamente piuttosto stabili nel tempo) le quali successivamente andranno progressivamente a staccarsi dal resto del gruppo iniziando a condurre vita a sè. In acquario l’ideale è iniziare con un gruppetto di 7 / 8 giovani esemplari mirando alla formazione di una o due coppie, e rimuovendo poi gli esemplari di troppo.


Biocenosi:

specie generalmente pacifica e tollerante nei confronti degli altri coinquilini. Diviene però piuttosto nervosa in prossimità della riproduzione se ci sono altre specie in acquario, ed aggressiva quando è a difesa di uova ed avannotti. Per goderseli appieno ed osservarne riproduzione e cure parentali andrebbero pertanto tenuti in vasca dedicata monospecifica.




La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

ridotta.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

viene raggiunta quando il pesce è a circa l’80% della sua taglia massima.


Formazione della coppia:

le coppie si formano spontaneamente all’interno di piccole comunità e risultano poi piuttosto stabili, durando solitamente per più riproduzioni. All'interno della vita di coppia comunque c'è interazione solo durante le fasi di accoppiamento, deposizione e difesa di uova ed avannotti, in fase non riproduttiva invece ogni esemplare tende a starsene per le sue.


Alimentazione della coppia:

abbondare con alimenti vivi risulta stimolarne la riproduzione.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:


- PH: 5.5 / 6.5
- GH: 3 / 8 °dGH
- Temp.: 26 / 29 °C
- Dimensione minima acquario: 40 litri netti


Allestimento acquario riproduttivo:

come acquario di mantenimento. Importante disporre nella zona libera da piante qualche ciotolo liscio. Inserite anche piante a foglia larga (ad esempio Echinodorus Ozelot ed Echinodorus bleheri). Assai gradita una moderata presenza di torba nel filtro che renda l'acqua leggermente ambrata.


Deposizione e Fecondazione:

la deposizione avviene il più delle volte su ciotoli lisci, altre volte su foglie ampie e disposte orizzontalmente o su legni. La femmina rilascia le uova in una fase di nuoto rallentato e radente alla superficie prescelta, in più passaggi. Le uova sono appiccicose e restano così attaccate al supporto di deposizione, subito dopo ogni deposizione tocca al maschio passare radente sulle uova provvedendo alla loro fecondazione. Il numero di uova deposte può variare da meno di 100 fino a quasi 200 unità, a seconda dell’età della madre e dall’alimentazione seguita nelle settimane precedenti. Nei giorni successivi entrambi i genitori vegliano le uova, in particolare la madre si preoccupa della loro ventilazione, mentre il maschio sta di sentinella provvedendo con decisione a scacciare eventuali predatori. Nel frattempo il maschio scava anche nelle vicinanze alcune piccole buche che seriviranno successivamente allo spostamento dei piccoli. Se non sono presenti supporti di deposizione ritenuti idonei la coppia potrebbe deporre direttamente in un avvallamento del substrato creato appositamente.


Schiusa delle uova e primi giorni di vita degli avannotti:

il tempo necessario alla schiusa delle uove dipende dalla temperatura, in genere si realizza in due, max tre giorni. Appena nate le larve presentano un voluminoso sacco vitellino e risultano quindi piuttosto statiche. I genitori provvedono a questo punto a spostarle in una delle buche preventivamente scavate a poca distanza dal maschio nel fondale sabbioso. Li le larve restano sotto stretta sorveglianza di entrambi i riproduttori fino al completamento del riassorbimento del sacco vitellino, che in genere richiede dai 3 ai 5 giorni. Se necessario le larve possono comunque venir spostate ulteriormente da parte dei genitori, in altre buche scavate nelle vicinanze. Completato il riassorbimento del sacco vitellino i piccoli devono iniziare a nutrirsi, per cui fa la sua comparsa la fase di nuoto libero, anche se per ancora qualche giorno resta forte la sorveglianza da parte dei genitori, i quali tenderanno a non permetter loro di allontanrsi dalla buca, andando prontamente a riprendere con la bocca i più temerari per poi risputarli nel gruppo assieme algi altri. Con l'acquisizione del nuoto libero occorre da parte nostra iniziare a somministrare alimenti specifici, altrimenti nei primi giorni il tasso di mortalità sarebbe elevatissimo. La microfauna naturalmente presente in vasca si rivelerà insufficiente per tutti, occorre quindi fornire piccoli alimenti vivi, ad esempio "micro worms", infusori ed anche con moderazione tuorlo d’uovo sodo finemente polverizzato. Aspettate almeno due / tre ulteriori giorni prima di passare ai naupli di Artemia salina. Dalla terza settimana di nuoto libero si può iniziare ad integrare anche con secco specifico per Ciclidi finemente sbriciolato.
Dopo circa tre / quattro settimana di vita l’intraprendenza dei piccoli avannotti diverrà via via sempre più ingestibile per i riproduttori, i quali ad un certo punto, non riuscendo più a tenerli raccolti in prossimità della buca, li lasceranno andare disinteressandosene. Giunti a questa fase consiglio di separare i piccoli dai riproduttori, vi sarà così più agevole nutrirli e gestirli al meglio.

Vasca da riproduzione e vasca d’accresimento devono sempre venir gestite correttamente, con molta attenzione nell’evitare accumuli di cibo non consumato e di altri elementi inquinanti. Cambi parziali quotidiani del 10% / 15% e leggere regolari sifonate del fondo sono un ottimo sistema per evitare spiacevoli sorprese.





Ultimo aggiornamento (Giovedì 29 Marzo 2012 21:47)

 

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