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Echinodorus Ozelot

 

Echinodorus 'Ozelot'

Echinodorus Ozelot - Foto di: Andrea Perotti

 



Pianta palustre a rosetta, molto diffusa in ambito acquariofilo e facile da coltivare. Si tratta di un "cultivar" ottenuto mediante ibridazione, non risulta pertanto presente in natura. Disponibile sul mercato in varie colorazioni di fogliame, è sicuramente una pianta adatta al principiante.

Fotogallery Echinodorus Ozelot




Nome ufficiale: Echinodorus 'Ozelot'

nota: si tratta di una pianta creata dall'uomo, non presente in natura, in questo caso è quindi meglio parlare di "nome ufficiale" o "nome appropriato" piuttosto che di "nome scientifico".
Questa pianta è un "cultivar", ottenuto mediante ibridazione tra due specie differenti, tra l'altro entrambe a loro volta cultivar. Echinodorus 'Ozelot' è stata creata negli anni '90, nelle serre tedesche dell'Azienda "Hans Barth Dessau", molto nota nell'ambiente, mediante ibridazione tra Echinodorus schlueteri 'Leopard' ed Echinodorus 'Barthii', nello specifico la seconda è quella che ha fornito il polline, la prima quella impollinata, possiamo quindi definire E. 'Ozelot' anche come Echinodorus schlueteri 'Leopard' x Echinodorus 'Barthii'. Le due progenitrici, come ho già detto, sono a loro volta dei cultivar, Echinodorus schlueteri 'Leopard' è una variante di Echinodorus schlueteri, Rataj (1981), ottenuta mediante selezione fenotipica, mentre Echinodorus 'Barthii' è un ibrido ottenuto incrociando Echinodorus uruguayensis e, probabilmente, Echinodorus osiris.


Nomi comuni:

Ozelot
Ozelot Sword


Famiglia:

Alismataceae


Origine:

si tratta di un "cultivar", non presente in natura.


Morfologia:

pianta a rosetta, può vivere sia sommersa sia semiemersa sia completamente emersa (a patto di avere in quest'ultimo caso un fondo sempre molto umido ed un'elevata umidità ambientale). La morfologia fogliare cambia ovviamente a seconda dei casi, noi ci occuperemo della forma sommersa.
In acquario, superata la fase di muta iniziale, produce foglie peduncolate con lamina da ovata ad ellittica, con margine ondulato, e con nervatura particolare che io definirei "quinquenervia", ovvero composta da 5 nervature principali che dipartono dal peduncolo e, percorrendo l'intera foglia quasi parallelamente, vanno poi a convergere al termine della stessa, tra queste 5 nervature sono comunque presenti delle reticolazioni, ben visibili soprattutto nelle foglie più anziane.
Lo colorazione della lamina fogliare è particolarmente accattivante, e varia a seconda della variante (o selezione) cromatica proposta, difatti E. 'Ozelot' è presente sul mercato in diversi colori, le più comuni e diffuse sono la 'Ozelot Green', la 'Ozelot Red' e la 'Ozelot Red Flame'. La E. 'Ozelot Red' è in pratica quella "originaria" creata negli anni '90 dal botanico Hans Barth, e presenta una colorazione di fondo variabile dal verde scuro al marrone ramato, e maculazione di colore variabile dal verde oliva al rosso scuro, E. "Ozelot Red Flame" presenta una colorazione di fondo più intensa, variabile dal "vinaccia" al rosso mattone, e con maculazione verde minuta, più simile ad una reticolazione che ad una maculazione, a volte quasi del tutto assente, infine E. 'Ozelot Green' (la più diffusa) presenta invece una colorazione di fondo verde brillante, con maculazione variabile dal verde scuro al marrone scuro.
Tonalità, consistenza, forma e dimensioni del fogliame possono comunque variare, anche sensibilmente, a seconda delle condizioni di coltivazione. Restano comunque piuttosto grandi, con lunghezze che possono raggiungere e superare i 15 cm (peduncolo escluso), e con maculazione che in genere resta ben visibile anche in condizioni di luce scarsa. Una singola rosetta può arrivare ad un diametro di oltre 25 cm e ad un'altezza di circa 35 cm.
In acquari aperti si può riuscire ad osservarne l'infiorescenza, composta da piccoli e graziosi fiori bianchi ermafroditi, a tre petali, portati in superficie da un peduncolo dedicato (scapo fiorifero), lungo il quale solitamente si formano piccole piantine avventizie, che possono venir recise e messe a dimora nel fondale dell'acquario, a patto che presentino già almeno un accenno di apparato radicale.

 

 

Echinodorus Ozelot - Foto di: Andrea Perotti

 

La Crescita:

tasso di crescita medio.


Valori Acquario:

PH: 5,5 / 8,0
GH: 5 / 15 °dGH
Temperatura: 18 / 31 °C
Luce: da media a forte


Allestimento Acquario e fertilizzazione:

in genere E. 'Ozelot' attecchisce abbastanza bene anche su fondi pressochè inerti, tuttavia trattandosi di una specie che si nutre prevalentemente dal fondo, e in grado di sviluppare un ragguardevole apparato radicale, consiglio fortemente di metterle a disposizione un fondo attivo, poroso e di adeguato spessore, la risposta della pianta sarà di tutt'altro livello. La nutrizione per via fogliare ha comunque sempre la sua importanza, consiglio quindi di mettere la pianta in piena luce, di fornire una fertilizzazione completa e di installare un impianto di erogazione di CO2, difatti con concentrazioni di CO2 superiori a 15 / 20 ppm il tasso di crescita aumenta progressivamente e la qualità del fogliame pure.
Molti asseriscono che E. 'Ozelot' non abbia pressochè alcuna esigenza, che la si possa coltivare in qualsiasi condizioni di luce, di valori chimici dell'acqua, su fondi totalmente inerti, e che non necessiti di fertilizzazione e di CO2 ...... non intendo dargli totalmente torto ... ma dico solo che si tratterà più che altro di una "tormentata e stentata sopravvivenza" più che di una vera vita .... provate invece a supportarla nel modo adeguato, sarete impressionati dalla differenza in termini di risposta, tasso di crescita e qualità del fogliame ... scommetto che poi non tornerete più indietro...


Posizione In Acquario:

centrale.

 

Echinodorus Ozelot - Foto di: Andrea Perotti

 

Modalità di Riproduzione:

può riprodursi mediante fioritura e susseguente fruttificazione, oppure moltiplicarsi mediante produzione di piante avventizie sugli scapi fioriferi ... ma sono entrambi eventi non sempre facili da ottenere. Le Aziende di settore, per ovviare a questa difficoltà, la riproducono solitamente mediante tecniche di coltura meristematica.
In acquari ben illuminati, con fondo attivo di ottima qualità, con regolare fertilizzazione e con buona concentrazione di CO2, riesce a propagarsi anche lateralmente, mediante produzione di piante avventizie dal rizoma .... si tratta sempre comunque di una propagazione piuttosto lenta, e che difficilmemte avverrà nei primi mesi successivi all'inserimento in vasca.


Inserimento in Acquario:

in negozio questa pianta viene presentata nel "classico" vasetto idroponico, con fogliame di morfologia anfibia e con l'apparato radicale avvolto in lana di roccia (grodan) imbevuta di fertilizzanti per coltura idroponica.
Prima dell'inserimento in acquario provvedete quindi alla eliminazione del vasetto e del grodan, consiglio inoltre di spuntare leggermente le radici più lunghe. Inserite la rosetta (o "le" rosette, se ne sono presenti più d'una nel vasetto ... prestateci attenzione) in profondità, un pochino più del dovuto, e poi rialzatela leggermente fino ad intravedere il colletto; in tal modo avrete la certezze che le radici siano rivolte verso il basso. Maneggiate la pianta con cura, usando preferibilemente pinzette e forbici specifiche.
Ricordatevi infine che da una singola piccola rosetta di E. 'Ozelot' potrà svilupparsi una pianta adulta con larghezza di circa 25 / 30 cm, ed un'altezza che può anche raggiungere i 30 / 35 cm (...anche se a me oltre i 20 cm non è mai andata...), quindi pensate bene a dove posizionarla, anche perchè un domani, quando sarà pienamente sviluppata, potrebbe risultare molto difficoltoso spostarla...

 

 

 

 

Ringraziamenti: un sincero e doveroso ringraziamento va a Massimo Iannella, fondatore del sito RareAquaticPlants, per le utili delucidazioni fornitemi in merito all'argomento "cultivar" ed in particolare sul corretto metodo di denominazione degli ibridi, senza tali informazioni questo articolo probabilmente non avrebbe visto la luce. In caso di dubbi sulla nomenclatura botanica delle piante acquatiche e palustri consiglio la lettura di questo suo interessante articolo.

Ultimo aggiornamento (Domenica 18 Marzo 2012 01:07)

 

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