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Tateurndina ocellicauda

 

Tateurndina ocellicauda
(Nichols, 1955)

Coppia di Tateurndina ocellicauda - Foto per gentile concessione: Paplu

 

 

Bellissimo e particolare pesciolino originario dell'isola di Nuova Guinea. Vivace e dalla livrea davvero spettacolare. Tra i maschi sessualmente maturi sussiste un certa territorialità legata al controllo dei punti scelti per la deposizione. La sua tecnica riproduttiva è molto interessante da osservare. Livello di difficoltà medio, per i principianti è meglio evitare gli esemplari di cattura in quanto risultano piuttosto esigenti in termini di alimentazione.

 

Fotogallery Tateurndina ocellicauda

Nome scientifico:

Tateurndina ocellicauda


Nomi comuni:

in Italia nessuno, nel circuito commerciale internazionale ha invece vari nomi comuni...

Peacock Gudgeon
Peacock-eye Gudgeon
Peacock Goby
Rainbow Gudgeon
Eye-spot Sleeper


Famiglia:

Eleotridae


Luogo d’origine:

Asia ed Oceania [reperibile nell'isola di Nuova Guinea, la seconda isola al mondo per estensione, la cui parte occidentale (Nuova Guinea Occidentale) appartiene all'Asia in quanto amministrata dall'Indonesia, mentre la parte orientale (stato indipendente di Papua Nuova Guinea) risulta appartente all'Oceania].


Morfologia:

corpo snello e allungato, compresso lateralmente in corrispondenza del peduncolo caudale. La testa presenta dimensioni e forme differenti tra femmina e maschio, più allungata e piccola nelle femmine, più grande, gibbosa a livello della fronte e con mandibola più pronunciata nei maschi. Gli occhi sono leggermente sporgenti e presentano tonalità grigio/azzurra sul contorno dell'iride. La livrea di fondo corporea è azzurro/grigia, con presenza talvolta di riflessi rosati e con bellissime iridescenze blu elettrico, la tonalità tende al giallino nella zona ventrale (soprattutto nelle femmine) ed al grigio/verde nella zona anteriore del dorso. Lateralmente tutto il corpo, dagli opercoli branchiali al peduncolo caudale, presenta screziature intermittenti e diposte in verticale, di color rosso/arancio, la cui tonalità si fa più intensa durante le fasi riproduttive. In corrispondenza del termine del peduncolo caudale è presente una caratteristica macchia nera a forma di ocello, da cui il nome dato alla specie. Le pinne sono tutte ben sviluppate, con colorazione turchese e punteggiature rosso/arancio, e presentano sulla parte finale dei raggi una intensa colorazione gialla, con estremità nere nella anale. La pinna caudale ha forma tondeggiante, quella anale ha un'attaccatura molto estesa, quanto la metà della lunghezza dell'intero aninale, le dorsali sono due, la prima con attaccatura breve e la seconda con attaccatura molto estesa risultando in pratica speculare rispetto a quella anale.


Dimorfismo sessuale:

in esemplari allo stadio giovanile è quasi impossibile distinguere i sessi, nella forma adulta invece il dimorfismo sessuale diviene lampante ed inequivocabile, i maschi infatti hanno la testa di dimensione maggiore con una evidente gibbosità a livello della fronte, ed inoltre risultano leggermente più lunghi.

 

 

 

Maschio di Tateurndina ocellicauda - Foto per gentile concessione: Katjusa Karlovini

Femmina di Tateurndina ocellicauda - Foto per gentile concessione: Katjusa Karlovini

 

Dimensioni:

i maschi possono raggiungere i 6,5 cm, le femmine difficilmente superano i 5 cm.


Ciclo vitale:

da 3 a 5 anni.


Dimensioni acquario di mantenimento:

40 litri netti possono bastare per una coppia, ma è meglio allevarli in piccoli gruppetti di 5 / 6 esemplari in acquari di almeno 80 litri netti, con preferenza per vasche sviluppate in lunghezza (no acquari cubici!).


Valori consigliati per l’acquario di mantenimento:

- PH: 6,0 / 7,5
- GH: 2 / 8 °dGH
- Temperatura: 22 / 27 °C


Allestimento acquario di mantenimento:

è preferibile utilizzare un acquario sviluppato in lunghezza. Il fondo dev'essere scuro, con granulometria fine e non tagliente, e devono essere presenti alcuni nascondigli, risultato ottenibile ad esempio accatastando delle pietre in modo da creare alcune nicchie che i pesci utilizzeranno come luogo di deposizione. Dovete creare almeno una cavità rocciosa per ciasun maschio presente. La luce intensa e diretta non è molto gradita da questo pesce, è buona norma quindi piantumare molto l'acquario ed inserire anche delle piante galleggianti, in tal modo non mancheranno zone d'ombra. Disponete però le piante lungo il vetro posteriore e quelli laterali, in modo da lasciare sgombera la zona centro-anteriore. Tateurndina ocellicauda non ama acqua troppo mosse e può mostrare notevole sensibilità alla presenza di elementi inquinanti, effettuate quindi regolari cambi parziali e frequenti sifonature onde evitare pericolosi accumuli di sostanze azotate sul fondale.


Alimentazione:

in natura è praticamente un piccolo predatore carnivoro, si nutre di insetti e loro uova, di minuscoli crostacei acquatici, e di piccoli vermetti che caccia e scova sul fondale. In acquario può risultare difficile abituare esemplari wild (di cattura) a secco, congelato e liofilizzato. Esemplari d'allevamento sono invece più facili da alimentare .... surgelato e liofilizzato vengono in genere accettati di buon grado, in alcuni casi anche il secco (se di qualità e ad alto contenuto proteico), anche se ovviamente la preferenza andrà sempre al vivo.


Livello di nuoto:

tutti i livelli con preferenza per quello inferiore.


Comportamento:

vivace e abbastanza pacifico, tra i maschi è però presente una certa territorialità legata al controllo delle tane da utilizzare per la riproduzione. I maschi possono risultare piuttosto stressanti con le femmine a livello di corteggiamento, a volte anche un po' violenti .... questi comportamenti possono tuttavia facilmente venir mitigati mettendo a disposizione un numero sufficiente di tane, molte piante e mantenendo numericamente le femmine in maggioranza rispetto ai maschi.


Biocenosi:

pacifico verso le altre specie, può però mostrare una forte territorialità quando in difesa della zona di deposizione e delle uova. Essendo per natura un predatore carnivoro può arrecare danni alle antenne ed ai corpi molli dei gasteropodi (ad esempio Pomacea bridgesii) e predare avannotti e larve di altre specie (pesci e crostacei).


La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

di livello medio.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

viene raggiunta a circa 7 / 8 mesi d'età.


Formazione della coppia:

non si formano vere coppie. Quando un maschio individua un posto idoneo alla deposizione (una tana che solitamente può essere una nicchia rocciosa o un piccolo vasetto tipo anfora) inizia a corteggiare diverse femmine finchè, con le buone o con le cattive, non riesce a convincerne una a portarsi nella tana ed a deporvi le uova. Una volta avvenuta la deposizione il maschio feconda le uova e scaccia via la femmina. Da quel momento in poi sarà il maschio a prendersi cura delle uova e in pratica tra i due riproduttori non avverrà più alcuna interazione.


Alimentazione della coppia:

un'alimentazione prettamente a base di cibo vivo aumenta notevolmente l'istinto riproduttivo in questa specie.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo e suo allestimento:

- PH: 5,0 / 6,0
- GH: 0 / 3 °dGH
- Temperatura: 26 / 28 °C

Una vaschetta da 30 / 40 litri è sufficiente, potete inserirvi una coppia o un trio (1 maschio e due femmine). Scegliete il maschio più vivace e più intensamente colorato del gruppo e la femmina che presenti il ventro più gonfio (carico di uova). Create delle tane con composizioni di rocce ed inserite molte piante, soprattutto muschi che forniranno molta microfauna spontanea, importantissima per la sopravvivenza degli avannotti nei primissimi giorni di vita. Movimento dell'acqua quasi nullo, protezioni a maglia fitta sulla bocchetta d'aspirazione dell'eventuale filtro, luce molto tenue, fondo scuro. Evitate l'accumulo di sostanze inquinanti.


Deposizione e schiusa:

vedere "Formazione della coppia". Le uova (circa 30 / 40 unità), trasparenti e sorprendentemente voluminose, vengono appiccicate dalla femmina alla volta della cavità scelta dal maschio. Il maschio se ne prende cura provvedendo a ventilarle e a scacciare eventuali intrusi e curiosi, madre compresa. Senza l'opera di ventilazione da parte del padre la uova verrebbero rapidamente aggredite da proliferazioni fungine. In merito al tempo necessario per la schiusa non vi sono dati certi, nelle poche riproduzioni documentate si parla di un lasso di tempo compreso tra 1 e 6 giorni, la temperatura sicuramente incide parecchio su tale dato, inoltre il fatto che spesso ci si possa accorgere dell'avvenuta riproduzione solo dopo il totale riassorbimento del sacco vitellino, e la comparsa del nuoto libero degli avannotti, non aiuta a cogliere l'esatto momento della schiusa.


Primi giorni di vita degli avannotti:

appena nate le piccole larve restano appiccicate alla volta mediante il voluminoso sacco vitellino, la cui estinzione avviene nel giro di 5 / 6 giorni. Anche durante questa fase continua in genere (sicuramente in caso di esemplari wild, più difficilmente in caso di esemplari d'allevamento) l'opera di protezione da parte del padre ... una volta sopraggiunta la fase di nuoto libero tuttavia il maschio interrompe qualsaisi cura parentale e non esita a nutrirsi dei propri stessi figli, è quindi meglio rimuoverlo prima di giungere al nuoto libero degli avannotti.
I piccoli vanno alimentati solo dopo la comparsa del nuoto libero, si possono somministrare infusori, ma comunque sarà fondamentale la presenza di microfauna spontanea nella vaschetta riproduttiva. Solo dopo un paio di settimane la dimensione della loro bocca gli consentirà di accettare anche l'Artemia salina. Il tasso di crescita è molto lento. La colorazione tipica degli adulti non farà la sua comparsa fino al raggiungimento della sesta/ottava settimana di vita, prima di allora gli avannotti risultano decolorati e trasparenti.


Ultimo aggiornamento (Domenica 01 Gennaio 2012 18:28)

 

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