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Rotala macrandra

 

Rotala macrandra
(Koehne 1880)

 

Rotala macrandra - Foto per gentile concessione: Oscar Pereiro

 

 

Una delle più belle ed ambite piante d'acquario. Riuscire a coltivarla portandola al suo massimo splendore non è però impresa facile, si tratta infatti di una pianta molto esigente, spesso inadatta ad acquariofili alle prime esperienze con gli acquari piantumati.

Fotogallery Rotala macrandra



Nome scientifico:

Rotala macrandra


Nomi comuni:

Macrandra
Giant Red Rotala


Famiglia:

Lythraceae


Origine:

Asia (rinvenibile in India)


Morfologia:

pianta palustre con portamento prostrato e colorazione verde in emersione, portamento eretto e colorazione dal marrone rosato al rosso/arancio in sommersione. Foglie opposte, due per verticillo, che in sommersione si presentano con forma ovata, leggermente acuminata, con margine ondulato, nervatura pinnata e prive di picciolo. In sommersione i singoli fusti possono raggiungere 40 / 50 cm di altezza.

Sono presenti in commercio alcune varietà, Rotala macrandra var. 'Mini Type II', Rotala macrandra var. 'narrow Leaf', Rotala macrandra var. 'Green', Rotala macrandra var. 'Green Narrow Leaf', Rotala macrandra var. 'Variegated'; non so quali di queste siano varietà naturali e quali cultivar, personalmente non ho ancora avuto occasione di coltivarle.


La Crescita:

tasso di crescita medio-rapido a seconda delle condizioni di coltivazione offerte.


Valori Acquario:

PH: 5,0 / 7,2
GH: 2 / 10 °dGH
Temperatura: 22 / 29 °C
Luce: da forte a molto forte


Allestimento Acquario:

fondo attivo, forte illuminazione ed erogazione di CO2 sono elementi a parer mio obbligatori per riuscire a portare questa pianta al suo massimo splendore. L'acquario deve quindi predisporre inevitabilmente un minimo di investimento a livello di dotazione e scelta dei materiali. R. macradra non ama acque stagnanti, assicurate quindi una corretta circolazione dell'acqua, ovviamente però non una corrente eccessiva.


Fertilizzazione:

Rotala macrandra è una delle specie più esigenti in assoluto, necessita di una fertilizzazione mirata e completa, micro e macro nutrienti non devono mai mancare e vanno somministrati in modo oculato e bilanciato, altrimenti la pianta andrà subito in crisi. La colorazione in particolare è legata alle concentrazioni di Ferro, NO3 e PO4, ed al rapporto proporzionale tra questi ultimi due. Si tratta infatti di una pianta molto avida di Fosforo, ragion per cui il rapporto NO3 / PO4 non dev'essere eccessivo, i risultati migliori in termini di colorazione li ho ottenuti mantenendo i Nitrati attorno a 10 ppm e i Fosfati attorno a 1,5 / 2 ppm, ...aumentando la concentrazione di NO3 in rapporto ai PO4 la pianta spesso tende a decolorarsi, virando all'arancione prima e ad un marrone chiaro successivamente, calando invece i PO4 fino a 0,5 ppm, o meno, la crescita si arresta quasi del tutto e/o la pianta inizia letteralmente ad accartocciarsi divenendo sempre più brutta. Carenze di Ferro vengono segnalate in genere da comparsa di macchiettatura chiara sul fogliame, occorre comunque tener conto che mantenendosi a livelli di PO4 elevati l'assunzione di Ferro viene parzialmente inibita, questo può farvi capire ancor più le difficoltà che si possono incontrare nella coltivazione di questa specie. Ovviamente è fortemente consigliata l'erogazione di CO2, il tutto abbinato ad una forte illuminazione.


Posizione In Acquario:

è una tipica pianta protagonista. La sua colorazione è tale da distogliere lo sguardo da qualsiasi altro elemento presente in acquario, in ottica aquascaping va quindi necessariamente piazzata in corrispondenza del punto focale del layout, divenendo poi lei stessa il punto focale assoluto. Consiglio quindi di posizionarla nel livello centro-posteriore dell'allestimento, in piccoli mazzetti da tenere regolarmente potati e dimensionati.


Modalità di Riproduzione:

in natura si riproduce in emersione mediante fioritura e seguente fruttificazione, in acquario il metodo più facile per moltiplicare e propagare questa pianta è quello per talea. Questa pianta tra l'altro reagisce bene a potature frequenti ed è un bene evitare di farla sviluppare troppo in altezza, in quanto raggiunta la superficie tende a concentrare la crescita all'apice finendo per defogliarsi molto più facilmente nei livelli inferiori, quindi non abbiate timore, potatela regolarmente, gli apici li potete rimettere a dimora nel fondale, non tarderanno ad attecchire sviluppando un loro apparato radicale, le porzioni basali invece, se ben illuminate, produrranno nuovi germogli dando vita a nuovi steli.


Inserimento in Acquario:

le grandi Aziende di settore coltivano questa pianta in idroponica, in negozio la si trova quindi confezionata in vasetti idroponici, con radici immerse in lana di roccia (grodan) imbevuta di fertilizzanti per coltura idroponica e fogliame non pienamente adatto alla sommersione. La pianta va delicatamente estratta dal vasetto e poi ben ripulita da tutta la lana di roccia, maneggiatela con attenzione, gli steli sono molto fragili. Se i fusti sono molto lunghi consiglio di accorciarli potandoli a metà circa di un internodo a scelta con una forbice ben affilata; in questo caso è la parte superiore al punto di taglio (talea) che va poi conservata e messa a dimora in acquario, quindi potate i fusti in modo da ottenere talee di circa 13 / 15 cm, i singoli fusti vanno poi piantati singolarmente, mantenendo tra loro almeno tre / quattro cm di distanza, in tal modo si garantirà un miglior passaggio di luce verticale a beneficio anche del fogliame inferiore, che se poco illuminato viene perso con molta facilità da questa pianta.



Ultimo aggiornamento (Giovedì 15 Dicembre 2011 11:41)

 

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