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Pogostemon stellatus

 

Pogostemon stellatus
(Lour.) Kuntze, 1891

Apice di Pogostemon stellatus - Foto per gentile concessione: Alessio Bergo

Pogostemon stellatus octopus - Foto di: Andrea Perotti

 

Pianta palustre a stelo, molto bella ma anche molto esigente. Dev'essere ben supportata a livello nutrizionale e richiede molta luce. Specie non consigliabile a neofiti dell'acquario di piante.

 

Fotogallery Pogostemon stellatus


Nome scientifico:

Pogostemon stellatus


Nomi comuni:

molti continuano ad indicarla mediante il precedente nome scientifico (ormai obsoleto) Eusteralis stellata


Famiglia:

Lamiaceae


Origine:

Asia e Oceania (rinvenibile in Australia occidentale, Nuova Guinea, Taiwan, India, Cina meridionale, Giappone e Malesia).


Morfologia:

pianta palustre a stelo, altezza massima compresa tra 30 e 70 cm a seconda della varietà. A livello fogliare questa specie viene offerta con colori, forme e dimensioni differenti, si tratta comunque in genere di varietà presenti anche in natura, scaturite da adattamento morfologico della pianta a differenti condizioni di habitat ... cose che capitano quando l'areale di distribuzione della specie è tanto vasto. Tra le più conosciute a livello acquariofilo la 'narrow-leaved' (con foglia stretta), prima a comparire sul mercato, la 'broad-leaf' (con foglia più larga), la 'needle-leaf' (con foglia aghiforme) e la 'Octopus' (con foglie molto allungate ma meno "rigide", che in corrente tendono a muoversi come tentacoli, difatti octopus significa polpo).
Le foglie (più o meno lunghe e più o meno strette a seconda della varietà) presentano una lieve e diradata dentellatura sul margine perimetrale e mostrano un bel colore verde brillante, con progressiva comparsa di bellissime tonalità rosa/rosso/violaceo all'apice man mano che la cima dei fusti si avvicina alla superficie.

 

 

Pogostemon stellatus - Foto per gentile concessione: Alessio Bergo

Pogostemon stellatus - Foto per gentile concessione: Alessio Bergo

 

La Crescita:

tasso di crescita da medio ad elevato, a seconda delle condizioni offerte.


Valori Acquario:

PH: 5,5 / 7,5
GH: 3 / 8 °dGH
Temperatura: 22 / 28 °C
Luce: da medio-forte a molto forte


Allestimento Acquario:

si tratta di una pianta molto esigente, adatta a vasche di grandi dimensioni. Occorre avere un fondo ricco di nutrienti, luce medio/forte e diretta, acqua non troppo ferma (cresce meglio in corrente), un adeguato supporto nutrizionale in colonna, erogazione CO2.


Fertilizzazione:

come appena detto questa specie dev'essere sempre ben assistita a livello nutrizionale; se voltete ottenere soddisfazione nella coltivazione di P. stellatus non potrete quindi fare a meno di erogare CO2 e di adottare un protocollo di fertilizzazione completo e bilanciato. Il tutto ovviamente supportato da un'illuminazione adeguata.

 

Pogostemon stellatus - Esemplari appena inseriti e con evidenti segni di denutrizione - Foto di: Andrea Perotti

 

Posizione In Acquario:

posteriore.

 

Esempio di utilizzo di Pogostemon stellatus octopus - Layout e foto di: Andrea Perotti

 

Modalità di Riproduzione:

in natura o in laghetto può riprodursi mediante fioritura e susseguente fruttificazione, in acquari tradizionali però è difficile che ciò avvenga, il metodo più rapido per riprodurla/propagarla resta quindi quello per talea. Tagliando (con forbici ben affilate) un fusto tra due nodi otterremo una parte apicale (quella superiore al punto di taglio) ricollocabile nel fondale ed un "monchino" inferiore che, se ben illuminato, produrra a breve nuovi germogli poco sotto al punto di taglio, dando quindi il via allo sviluppo di nuovi fusti.


Inserimento in Acquario:

mettete a dimora singolarmente i vari fusti, mantenendo una distanza di almeno 4 / 5 cm l'uno dall'altro. Se al momento dell'acquisto la pianta si presenta confezionata in vasetto idroponico provvedete all'eliminazione del vasetto e di tutto il grodan (lana di roccia imbevuta di fertilizzanti idroponici in cui sono immerse le radici della pianta) in esso contenuto; se i fusti sono troppo lunghi per le vostre esigenze potete accorciarli a piacimento (cosa che comunque consiglio di fare sempre) utilizzando poi la parte apicale (quella superiore al punto di taglio), tagliate tra due nodi con forbici ben affilate, in modo da provocare minor danno possibile.




Note: si ringraziano Davide Robustelli ed Alessio Bergo, di Acquarishop.it, per la collaborazione.

Ultimo aggiornamento (Domenica 04 Dicembre 2011 23:50)

 

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