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Apistogramma steindachneri

 

Apistogramma steindachneri
(Regan, 1908)


Apistogramma steindachneri - Foto di: Andrea Perotti

 

 

Ciclide nano amazzonico, molto robusto e non troppo difficile da riprodurre, ma poco diffuso in ambito acquariofilo. Tra i maschi sessualmente maturi vi è una forte conflittualità territoriale legata al controllo delle femmine. Livello di difficoltà: ridotto.

Fotogallery Apistogramma steindachneri

Nome scientifico:

Apistogramma steindachneri


Nomi comuni:

Apisto di Steindachner
Apistogramma wickleri
Steindachner Dwarf Cichlid


Famiglia:

Cichlidae


Luogo d’origine:

America meridionale, Amazzonia nord-orientale (rinvenibile in Suriname, Guyana e Venezuela)


Morfologia:

corpo allungato e leggermente compresso lateralmente all’altezza del peduncolo caudale. La livrea di fondo è assai variabile a seconda degli stati d’animo dell’animale e della sua attività riproduttiva, ma in genere di colorazione chiara, dal beige al grigio argenteo, dal giallo chiaro al marroncino, con presenza di riflessi e lievi iridescenze giallo/azzurre. La linea laterale è percorsa da una striscia nera composta in realtà da una sequenza di macchiette pressochè equidistanti, ma spesso la sequenza risulta poco visibile e/o molto frammentata. Nel maschio è tuttavia sempre ben visibile almeno il tratto di striscia posto verticalmente al'incirca sotto il 6°, 7° ed 8° raggio della pinna dorsale, in pratica una macchia quasi circolare e spesso solitaria, il cui nero può essere più o meno intenso. In entrambi i sessi è poi sempre ben visibile la macchia terminale che contrassegna la fine della linea laterale, una macchia circolare nera posizionata centralmente al termine del peduncolo caudale, in corrispondenza dell'attaccatura della caudale. Sul muso due linee oblique nere (una per parte) partono dall'occhio (attraversandolo) e scendono fino alla gola. Le pinne sono tutte ben sviluppate, particolari soprattutto la dorsale (molto lunga e raggiata, con i primi raggi più scuri, spesso neri, con quelli finali molto allungati, e con gli apici di ogni spina leggermente colorati di arancio/rosso) e la caudale (vedere "Dimorfismo sessuale"). Le pinne ventrali sono lunghe e strette, terminano con prolungamenti quasi filamentosi e presentano colorazioni differenti a seconda del sesso, tendenti al giallo nelle femmine, blu/azzurre nei maschi. Bocca carnosa disposta centralmente in posizione terminale.
Il dorso e la nuca sono solitamente più scuri rispetto al resto del corpo, il pesce se osservato dall'alto appare marrone/verdognolo.


Dimorfismo sessuale:

maschio più grande, con pinne anale e dorsale leggermente più allungate, e con pinna caudale a "Lira" (con i raggi alle estremità più allungati), mentre la femmina presenta una pinna caudale più arrotondata, quasi a forma di "badile". Vi è inoltre tra i due sessi una differente colorazione delle pinne ventrali, evidente soprattutto in fase riproduttiva ... nei maschi queste pinne appaiono blue/azzurre, nelle femmine nere. Al momento di dover convincere i maschi a fecondare le proprie uova la femmina può mutare notevolmente la propria livrea, assumendo un brillante color giallo canarino.


Dimensioni:

maschio max 10,5 cm, femmina max 7,5 cm.


Ciclo vitale:

da 3 a 5 anni.


Dimensioni Acquario:

per una coppia buò bastare anche solo un 50 litri netti, purchè sviluppato in lunghezza e correttamente allestito, per un piccolo harem (due o tre femmine + un solo maschio) consiglio almeno 80 litri netti.


Valori consigliati:

- PH: 4,0 / 7,5
- GH: 2 / 10 °dGH
- Temperatura: 20 / 27 °C


Allestimento acquario:

ama acquari ricchi di piante e radici, con molti nascondigli ed anfratti. Luce non eccessiva e fondale non troppo chiaro. Una leggera presenza di torba nel filtro è consigliata. Movimentazione dell'acqua non eccessiva.


Alimentazione:

onnivoro a forte prevalenza carnivora. Offrite dieta varia e completa, con somministrazioni regolari di vivo/surgelato, ma anche di scaglie, granuli, pellets e, saltuariamente, cialde di verdura ricche di spirulina.


Livello di nuoto:

centro inferiore.


Comportamento:

pesce pacifico e gregario in giovane età, ma appena raggiunta la maturità sessuale fa la sua comparsa una crescente territorialità tra i maschi. La sex ratio di questa specie vede le femmine prevalere sui maschi con un rapporto di 2 : 1, i maschi sono quindi abituati a formare piccoli harem, in cui "governano" più femmine in una zona "esclusiva", che difendono dall'intrusione di altri maschi.


Biocenosi:

pesce pacifico e adatto all'acquario di comunità. In fase riproduttiva però compare una certa territorialità verso chiunque tenda ad invadere la zona in cui ha intenzione di accoppiarsi e riprodursi.



La Riproduzione



Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

media.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

non si hanno dati certi in merito.


Formazione della coppia:

le coppie e gli eventuali harem si formano spontaneamente all’interno di branchi di giovani esemplari. Anche in acquario consiglio quindi di seguire lo stesso principio, evitate forzature.


Alimentazione della coppia:

aumentando la somministrazione di vivo/surgelato (sia in frequenza che in quantità) l'istinto riproduttivo ne risulta sensibilmente stimolato.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

- PH: 6.0 / 7.0
- GH: 0 / 5 °dGH
- Temp.: 25 / 30 °C
- Dimensione minima acquario riproduttivo: 40 litri netti per una coppia (1M + 1F), 60 netti per un trio (1M + 2F)


Allestimento acquario riproduttivo:

fondo morbido e sabbioso, preferibilmente non troppo chiaro. Abbondate con la vegetazione inserendo soprattutto piante a foglie sottili e del muschio. Create almeno una cavità (una per ogni femmina presente, se quindi le femmine sono due mettete le due cavità il più lontano possibile l'una dall'altra) in cui la femmina possa entrare per la deposizione (ad esempio impiegando composizioni di pietre, vasi di terracotta rovesciati o semigusci di noci di cocco rovesciati con un foro laterale per il passaggio del pesce). L’illuminazione deve essere tenue e la filtrazione molto blanda, mettete però delle protezioni a maglia fitta sulle bocchette d'aspirazione del filtro. Gradita una leggera presenza di torba nel filtro, o direttamente potete metterne alcuni grani sparpagliati sul fondale.


Deposizione e Fecondazione:

la femmina depone le uova appiccicandole all’interno di cavità, solitamente sulla volta (quindi stando rovesciata a pancia in su nel momento del rilascio delle stesse), subito il maschio provvede alla loro fecondazione. Successivamente la femmina (a volte anche il maschio, soprattutto se si tratta di coppia e non di harem) resta di guardia a difesa delle uova.


Schiusa delle uova e primi giorni di vita degli avannotti:

le uova deposte sono quantitativamente molto variabili (principalmente a seconda anche dell'età della femmina), diciamo a grandi linee tra un minimo di 50 ed un massimo di 250 unità, e si schiudono tra il secondo ed il terzo giorno.
Finchè il riassorbimento del sacco vitellino non è completato le larve restano all’interno della cavità, sotto attenta vigilanza dei genitori. Il termine del sacco vitellino avviene in genere entro 4 / 7 giorni dalla schiusa (molto in questo dipende dalla temperatura dell'acqua), dopo di che i piccoli iniziano timorosamente ad esplorare l’esterno della cavità in cerca di cibo, sempre sotto attenta sorveglianza dei genitori. I piccoli necessitano di essere alimentati solo dopo il completamento del riassorbimento del sacco vitellino, quindi appunto dal momento in cui compare la fase di nuoto libero. L’alimento ideale per le prime settimane è rappresentato dai naupli d’Artemia salina appena schiusi. Importante anche la presenza in vasca di abbondante microfauna.
Per aumentare la percentuale di sopravvivenza degli avannotti si può procedere a separarli dai genitori dopo due / tre giorni dalla comparsa del nuoto libero, così da poterli seguire ed alimentare meglio in uno spazio ad esssi totalmente dedicato, tuttavia moralmente preferisco consigliare di non seguire tale strada, e di lasciar più a lungo possibile i piccoli assieme ai genitori, la natura seguirà il suo corso e sicuramente il tasso di mortalità dei piccoli aumenterà, ma ciò permetterà ai più fortunati di crescere godendo appieno delle cure parentali genitoriali, fase importantissima per la loro formazione, senza la quale da adulti potrebbero poi non essere in grado di fare altrettanto con la loro futura prole, perdendo così capacità riproduttiva.





Note finali: si ringrazia Davide Robustelli di Acquarishop per la collaborazione.

Ultimo aggiornamento (Sabato 19 Novembre 2011 00:58)

 

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