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Staurogyne repens

 

Staurogyne repens
(Kuntze) Kasselman

 

Staurogyne repens - Foto per gentile concessione: Claudio Cappelletti

 

Bellissima piantina anfibia, molto diffusa in acquariofilia da qualche anno ma che solo recentissimamente ha ottenuto la classificazione ufficiale con l'assegnazione del nome della specie; prima veniva sommariamente indicata come "Staurogyne sp.". Necessita di una buona illuminazione, di un fondo ricco di nutrienti e di un adeguato supporto in termini di fertilizzazione in colonna e di presenza di CO2. In condizioni ottimali resta bassa e compatta, con portamento strisciante, risultando quindi ideale soprattutto per il primo piano del layout.

 

 

Fotogallery Staurogyne repens

 

Nome scientifico:

Staurogyne repens


Nomi comuni:

essendo stata classificata molto recentemente la specie viene ancora spesso indicata priva di nome, ovvero come Staurogyne sp., il che è una cosa assolutamente da evitare.


Famiglia:

Acanthaceae


Origine:

America meridionale (amazzonia meridionale, i primi esemplari osservati furono rinvenuti in territorio brasiliano ma è probabile che la specie sia presente anche in altri stati adiacenti)


Morfologia:


nella sua forma emersa le Staurogyne spp. presentano sembianze del tutto tipiche del Genere Hygrophila, i due Generi sono infatti molto affini geneticamente, tuttavia nella forma sommersa appaiono invece tra i due Generi differenze notevolissime, soprattutto in termini di portamento, propagazione e tasso di crescita. In questo articolo non trattiamo la forma emersa della pianta, ma solo quella osservabile in acquario, quindi quando coltivata in completa sommersione.

Il fusto (che come detto può crescere eretto o strisciante a seconda delle condizioni offerte) mantiene in sommersione una discreta consistenza assumendo colorazione verde chiaro. Le foglie sono bifacciali, opposte decussate, sessili, dicolore, peliglabre, con margine liscio, con lamina ovata leggermente lanceolata* (*a seconda anche delle condizioni di nutrizione e di luce) e con nervatura aperta evidenziata da contrasto cromatico. La tonalità della pagina facciale è di un bel verde medio chiaro brillante (in condizioni ottimali si intende), contrastato dalla nervatura più chiara, a volte quasi bianca, mentre la pagina dorsale presenta una tonalità verde più chiara e sbiadita.

La pianta se coltivata su un fondo ottimale è in grado di formare un apparato radicale di tutto rispetto, con radici (bianche) che possono raggiungere lunghezze impensabili, soprattutto se il fondo è molto poroso e "vivo" anche nei suoi strati più profondi ... ricordatevene in caso la dobbiate spostare dopo molto tempo ... meglio recidere tutti i fittoni con un cutter e lasciare le lunghe radici nel fondale che rischiare di devastare il fondo e la relativa stratificazione batterica e granulometrica tirando brutalmente su tutto. Le radici compaiono spesso anche dai nodi del fusto, è una cosa normale per questa pianta e che non dev'essere necessariamente letta come sintomo di carenze nutrizionali, capita soprattutto nei primi mesi dopo l'inserimento in acquario, ovvero in fase di passaggio dalla forma "ibrida" della coltivazione idroponica alla forma sommersa, in questa fase transitoria la pianta ha principalmente esigenza di ancorarsi alla svelta al fondo con più radici possibili, per poterne trarre pieno nutrimento, essendo in quel momento le sue foglie non in grado di "funzionare" in sommersione. La pianta inizia così ad assumere il suo tipico portamento strisciante ancorandosi al fondale con nuove radici da ogni singolo nodo del fusto.

 

Staurogyne repens con portamento eretto dei fusti - Foto di: Andrea Perotti

Staurogyne repens in fase di propagazione strisciante - Foto di: Andrea Perotti

 

La Crescita:

il tasso di crescita è piuttosto lento. Se la pianta è ben illuminata e coltivata su un fondo ricco di nutrienti mostrerà un portamento strisciante, il fusto crescerà quindi orizzontalmente, coricato sul fondo, emettendo radici dalla parte inferiore di ogni nodo ed una nuova gemma dalla parte superiore di ogni nodo, se non si argina il suo incedere finirà quindi per colonizzare lentamente tutto il fondo disponibile, formando prati compatti e molto appariscenti, con un'altezza solitamente compresa tra 2 e 5 cm. Se invece la pianta non riceve una corretta nutrizione radicale e per di più non è sufficientemente illuminata tenderà ad alzarsi sviluppandosi verticalmente, formerà quindi steli lunghi anche fino a 13 / 15 cm, ma con fogliame presente quasi esclusivamente nella parte apicale, quindi un aspetto decisamente meno interessante.


Valori Acquario:

PH: 6.0 / 7.5
GH: 3 / 20 °dGH
Temperatura: 20 / 28 °C
Luce: da media a molto forte


Allestimento Acquario:

fondo ricco di nutrienti, poroso e con strato superficiale avente granulometria non eccessiva, consiglio vivamente l'installazione di un impianto di erogazione di CO2.


Fertilizzazione:

Staurogyne repens in condizioni ottimali si nutre soprattutto per via radicale, quindi dal fondo, detto ciò consiglio comunque di adottare un buon protocollo di fertilizzazione in colonna e di mantenere una concentrazione di CO2 adeguata (se ne consiglia quindi l'erogazione), importantissima per la qualità del fogliame (brillantezza e consistenza) la costante presenza di Potassio e Azoto.


Posizione in Acquario:

anteriore o a contornare la base di gruppi legnosi/rocciosi. Può essere utilizzata anche come epifita, soprattutto su rocce vulcaniche o comunque molto porose.


Alcuni esempi di utilizzo di questa pianta...

 

Staurogyne repens ad attorniare il gruppo di rocce di destra - Layout e foto di: Andrea Perotti

Staurogyne repens ad attorniare i gruppi rocciosi nei livelli intermedi - Layout di: Oliver Knott - Foto di: Andrea Perotti

Staurogyne repens a coprire l'intera zona anteriore - Layout e foto di: Claudio Cappelletti

 

Modalità di Riproduzione:

in natura si riproduce grazie alla infiorescenza (visibile nella forma emersa, i fiori sono piccoli e bianchi) ed alla seguente fruttificazione, fenomeno praticamente impossibile da osservare in acquario. Per noi acquariofili il metodo più facile per ottenerne nuove piantine resta quindi quello per talea, basterà una porzione apicale di un fusto, o di un getto laterale, per ottenere uno starter con il quale avviare una nuova "colonia" in un'altra zona dell'acquario o in un'altra vasca.


Inserimento in Acquario:

questa pianta è solitamente coltivata dalle Aziende di settore e dalle serre in coltura idroponica, e presentata con apparato radicale raccolto in vasetto pieno di lana di roccia (grodan) imbevuto di fertilizzanti. Una volta acquistata la pianta occorre quindi prima dell'inserimento in acquario procedere alla rimozione del vasetto e di tutta la lana di roccia, occorre poi separare i vari fusti e (se molto lunghi) accorciarli, ovvero tagliarli tra due internodi (con una forbice ben affilata!) in modo da ottenere delle porzioni apicali (parte superiore al punto di taglio) di circa 3 / 5 cm di lunghezza (le parti basali le potete buttare). Giunti a questo punto potete procedere alla piantumazione mettendo a dimora i vari fusti singolarmente, mantenendo almeno un paio di cm di distanza gli uni dagli altri.

 

Staurogyne repens in vasetto idroponico - Foto di: Andrea Perotti

Ultimo aggiornamento (Sabato 24 Settembre 2011 10:56)

 

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