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Garra rufa

 

Garra rufa
(Heckel, 1843)

 

Garra rufa - Foto di: Andrea Perotti

 

Ciprinide originario del medio-oriente, è un ottimo detrivoro e un gran divoratore di alghe, con forti tendenze saprofaghe, tuttavia è conosciuto ed apprezzato a livello commerciale quasi esclusivamente per la sua capacità di cibarsi delle cellule morte presenti sul derma di animali e persone; questa sua peculiarità infatti ne ha decretato il successo come "strumento terapeutico" nei confronti di varie patologie dermatologiche umane, tra le quali ad esempio la psoriasi. Si tratta comunque di un pesce che merita sicuramente di essere considerato ed apprezzato anche come pesce ornamentale. Difficoltà d'allevamento: media.

Fotogallery Garra rufa



Nome scientifico:

Garra rufa


Sinonimi:

Discognathus crenulatus
Discognathus rufus
Garra rufus



Nomi comuni:

Pesce Dottore
Doctor Fish


Famiglia:

Cyprinidae


Luogo d’origine:

Europa sud-orientale ed Asia sud-occidentale (rinvenibile in Turchia, Giordania, Iraq, Iran e Siria).


Morfologia:

corpo affusolato ed allungato, quasi cilindrico e con ventre appiattito. Muso arrotondato con bocca rivolta verso il basso, in posizione quasi ventrale, e dotata di piccoli barbigli sul labbro superiore. Narici vistose e sporgenti, simili a piccoli tubercoli, e posizionate appena sotto gli occhi. Labbro superiore ed inferiore sono uniti a formare una sorta di piccolo disco succhiante. Apparentemente i pesci del Genere Garra sono privi di denti, ma in realtà sono dotati di dentatura faringea, ovvero di piccoli denti posizionati direttamente nell'arcata faringea della gola. Il corpo presenta una livrea marrone bronzea, talvolta molto scura e a volte invece tendente al verdognolo con chiazze più chiare quasi color giallo ocra. Le scaglie sono grandi e profilate, spesso non tutte della stessa tonalità. Una macchia nera ovale, ma non sempre ben visibile, è collocata al termine del peduncolo caudale. Pinne tutte ben sviluppate e semitrasparenti, con presenza a volte di una leggera tonalità rossastra, ad eccezione della dorsale. La caudale è bilobata. Assente la pinna adiposa.


Dimorfismo sessuale:

non visibile ad occhio nudo. Solo in prossimità della riproduzione è possibile distinguere i sessi .... le femmine avranno il ventre gonfio apparendo inevitabilmente più tozze, mentre nei maschi faranno la loro comparsa delle piccole chiazze chiare circolari in rilievo, simili a minuscoli bottoni, con interessamento in genere solo della parte superiore del muso, dal labbro superiore alla fronte (vedere questa foto presente sul sito www.footspatherapy.com).


Dimensioni:

in natura puà raggiungere i 14,5 cm, in acquario difficilmente supera i 12 cm.


Ciclo vitale:

da 4 a 6 anni.


Dimensioni Acquario:

occorre fare una premessa ... questo pesce viene allevato e venduto da decenni quasi esclusivamente a scopo di "FishPedicure", nei centri estetici (soprattutto in Turchia ed in molti paesi del Medio Oriente) li si tiene solitamente stipati fino all'inverosimile in vasche di litraggio limitato e prive di qualunque arredo e fondale, ciò perchè tanti più esemplari andranno ad agire contemporaneamente sulla pelle del cliente tanto più efficace risulterà il trattamento. Ci sono in rete una moltidudine di siti che trattano l'uso di Garra rufa a fini curativi per l'uomo, entrando in questi siti vi potrebbe capitare di vedere vasche da poco più di 100 litri, prive di qualsiasi arredo, con dentro svariate decine (anche più di un centinaio a volte) di Garra rufa, vi sono addirittura linee specifiche di arredi (vedere come esempio questa foto sul sito www.alibaba.com) per centri estetici e dermatologici specificatamente dedicati alla fish-pedicure. Purtroppo invece sono scarsissime le indicazioni reperibili che possano aiutare chi abbia intenzione di acquistare Garra rufa come "semplice" pesce ornamentale, insomma per fini acquariofili, attenti quindi a cosa potreste leggere in rete, la quasi totalità delle informazioni reperibili sono finalizzate ad ottimizzare l'efficacia del trattamento dermatologico con Garra rufa, in quest'ottica quindi dati quali "litraggio minimo richiesto", "quanti esemplari tenere assieme in base al litraggio", "alimentazione", etc... possono essere molto fuorvianti, in quanto non riguardano l'uso acquarifilo della specie, pertanto sono dati sommari e spesso pericolosi se erroneamente interpretati come consigli acquariofili.

Questa scheda è invece rivolta al solo impiego acquariofilo di questa specie, e il mio consiglio è di tenerli in una vasca sviluppata prevalentemente in lunghezza, non più corta di 1 metro se trattasi di esemplari adulti, quindi diciamo in linea di massima non meno di 150 litri; in una vasca con queste caratteristiche potrete tenerne per il loro intero ciclo vitale un piccolo gruppetto di 6 / 7 esemplari, questo è da considerarsi il minimo, ma se potete offrite loro ancora più spazio, l'optimum sarebbe almeno 35 / 40 litri (netti) cadauno se in vasca dedicata, non meno di 50 litri netti cadauno se in acquario di comunità.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 7.0 / 7.8
- GH: 6 / 16 °dGH
- Temperatura: 20 / 28 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

per questa specie è molto importante la disposizione del layout nel livello di nuoto inferiore, fornite nascondigli e divisioni territoriali, usando ad esempio legni e pietre, andando quindi a creare anche delle zone d'ombra, ma lasciate almeno una parte anteriore di fondale "sgombero", ovvero con solo fondo fine e non tagliente, Garra rufa ama infatti rovistare il fondale scavandovi leggermente in cerca di microfauna e piccoli vermi, è quindi buona norma dedicare a tal fine una parte del fondo, preferibilmente quella anteriore a ridosso del vetro frontale, così i pesci saranno meglio osservabili. La presenza di piante è molto gradita, questo pesce non le danneggia se sono in salute, si nutrirà invece all'occorrenza solo dell'eventuale fogliame in decomposizione. La luce forte e diretta non è amata da Garra rufa, meglio quindi adottare materiali di fondo non troppo chiari e fornire, come detto pocanzi, zone d'ombra e nascondigli. Ottima filtrazione, l'acqua è meglio che non sia troppo ferma.


Alimentazione:

si tratta di un pesce onnivoro, è un ottimo detrivoro con spiccate tendenze saprofaghe, e piuttosto vorace. Tra i suoi alimenti preferiti troviamo le alghe, il fitoplancton bentonico e le carcasse di animali morti, ma in acquario accetta praticamente di tutto. Ovviamente per sua natura preferisce cibarsi sul fondo, ma non esita a risalire anche fino alla superficie per nutrirsi all'occorrenza di alimenti galleggianti. Offrite dieta varia e completa, con presenza sia di alimenti di natura vegetale sia di alimenti a contenuto prevalentemente proteico.


Livello di nuoto:

inferiore.


Comportamento:

è un pesce gregario, necessita quindi di allevamento in gruppi di almeno 6 / 7 esemplari, possibilmente a sessi misti. Se inseriti in numero troppo esiguo possono infatti denotare nervosismo, manifestando intolleranza verso gli eventuali coinquilini che concorrano con loro per il medesimo livello di nuoto e per i medesimi nutrienti, situazioni chiaramente derivanti da stress. Si tratta comunque di una specie che, se molto affamata, può a priori rilevarsi irruenta e aggressiva nel momento in cui viene somministrato del cibo, l'ideale sarebbe quindi non abbinare Garra rufa ad altre specie "da fondo".


Biocenosi:

se inserito in numero adeguato, con sufficiente spazio a disposizione e senza dirette concorrenze territoriali/alimentari si dimostra un pesce piuttosto pacifico, adatto quindi all'acquario di comunità (vedere anche "Comportamento").



La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

media.


Modalità riproduttiva:

ovipara.


Maturità sessuale:

viene raggiunta attorno ai 7 / 8 mesi di vita.


Formazione della coppia:

non si formano coppie. All'interno del branco gli approcci sessuali avvengono in modo piuttosto casuale, e il legame tra due riproduttori dura solo il tempo necessario a deposizione e fecondazione delle uova. Spesso più maschi contemporaneamente si occupano di fecondare le uova rilasciate da una singola femmina.


Alimentazione della coppia:

non si hanno dati certi in merito, comunque è abbastanza ovvio che una dieta varia, completa e con somministrazioni frequenti agisca positivamente in tal senso permettendo di ottenere esemplari maggiormente predisposti alla riproduzione.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo e suo allestimento:

gli allevatori asiatici riproducono ormai da molto tempo questa specie con tecniche di induzione ormonale, ciò per la necessità di far fronte alla grande mole di richieste finalizzate al circuito commerciale della "fish-pedicure" senza dover ricorrere sistematicamemte alla cattura in natura, per questo motivo non si hanno molti dati sulla riproduzione "naturale" di Garra rufa, nonostante non si tratti di una specie difficile da riprodurre, difatti sono molti i casi riferiti di riproduzioni spontanee avvenute in acquari densamente piantumati, addirittura a volte anche in acquari comunitari.


Deposizione e schiusa:

non si hanno dati certi in merito. Si sa solo che le uova deposte sono numerose, anche oltre il migliaio, e che i riproduttori stessi non esitano poi a cibarsene.


Primi giorni di vita degli avannotti:

non si hanno dati certi in merito.


 

Note finali: si ringrazia Davide Robustelli, titolare di Acquarishop, per la collaborazione

 

 

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