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Spirodela polyrrhiza

 


Spirodela polyrrhiza
(Linnaeus, 1753) Schleiden


Spirodela polyrrhiza - Foto scattata da Andrea Perotti in un acquaro da lui allestito e gestito presso la sede di Acquarishop, Ranco (VA)


Piccola pianta perenne galleggiante. In condizioni idonee si riproduce a ritmo elevato risultando quindi potenzialmente molto invasiva. Contribuisce ad ossigenare l'acqua ed ha un elevato potere depurante andando ad assorbire dall'acqua molte sostanze fonti di Azoto, quali Nitrato, Ammonio ed Ammoniaca.


Fotogallery Spirodela polyrrhiza


Nome scientifico:

Spirodela polyrrhiza


Nomi comuni:

common duckmeat
duckmeal
giant duckweed
great duckweed


Famiglia:

Lemnaceae


Nota: la famiglia delle Lemnaceae è riconosciuta ed accettata dai principali organismi di tassonomia e dai più diffusi sistemi di classificazione, tuttavia allo stato attuale non gode di riconoscimento ufficiale nel più moderno sistema di classificazione filogenetica adottato dall'APG (Angiosperm Phylogeny Group), sotto molti aspetti in contrasto rispetto al sistema abituale di classificazione, ma il cui consenso è in forte ascesa tra i principali studiosi e botanici del pianeta. Secondo il sistema APG-II (2003), e successiva revisione APG-III (2009), tutte le specie inserite in tale famiglia (tra cui quindi tutte le galleggianti dei generi Landoltia, Lemna e Spirodela) vanno poste in una Sottofamiglia a parte della Famiglia Araceae, Sottofamiglia che tra l'altro andrebbe chiamata non Lemnaceae bensì Lemnoidae. Per questo motivo in molti scritti (soprattutto americani) Spirodela polyrrhiza risulta indicata coma specie appartenente alla Famiglia Araceae.


Origine:

sull'esatta origine della specie non v'è certezza, pare comunque che l'ipotesi più accreditata dai botanici tenda a collocarne la nascita nell'Europa meridionale. Sta di fatto che la specie è ormai considerabile cosmopolita, ad oggi risulta infatti presente pressochè in ogni zona del pianeta che presenti clima temperato o sub-tropicale. Sicuramente il suo impiego per il trattamento di fitodepurazione delle acque reflue e di scarico ha contribuito notevolmente alla sua diffusione in natura. E' presente anche in Italia, segnalata in Piemonte, Lombardia, Veneto e Sardegna settentrionale.


Morfologia:

piccola pianta galleggiante formata da un'unica fronda quasi circolare, spesso leggermente a "forma di pera", color verde chiaro, a volte lievemente bombata e avente diametro massimo variabile tra 5 e 10 mm; il lato superiore della fronda (in realtà trattasi di un vero e proprio tallo) è attraversato da alcune venature appena percettibili; dal lato inferiore della fronda dipartono alcune esili radici lineari indirizzate verso il basso, il cui numero varia in funzione di nutrienti, movimentazione della superficie, luce e temperatura, a tal proposito faccio notare che in rete si legge un po' di tutto ... chi dice che il numero della radici può variare da 4 a max 17, chi da 7 a max 21, chi da zero a max 12, etc... io dal canto mio posso dire di aver contato le radici in alcuni esemplari presi a campione da differenti acquari, ed ho risontrato un numero di filamenti radicali compresi tra 8 e max 12. So comunque per certo che in condizioni di freddo eccessivo la fronda perde numerose radici, e può anche arrivare a vivere senza alcuna radice, ovviamente in codizioni di metabolismo notevolmente rallentato, ho notato questo evento in esemplari tenuti in un laghetto esterno non riscaldato. Il punto d'attacco tra le radici più centrali e la fronda è coperto da una sorta di sacca trasparente, detta Prophyllum, piena di un particolare amido, ed all'interno della quale avviene la formazione dei nuovi esemplari, dei fiori (sia maschili che femminili) e anche dei turioni (gemme vegetative). Spesso i nuovi esemplari restano attaccati lateralmente all'esemplare progenitore lungo la parte perimetrale della fronda, possono così formarsi esemplari apparantemente a fronda doppia o anche piccoli raggruppamenti di fronde attaccate tra loro. In condizioni ottimali il lato superiore della fronda appare quasi lucente di un bel verde chiaro, mentre il lato inferiore della fronda assume una colorazione rosata.

 

Spirodela polyrrhiza - Foto scattata da Andrea Perotti in un acquario da lui allestito e gestito presso la sede di Acquarishop, Ranco (VA)



La Crescita:

in condizioni idonee cresce e si moltiplica piuttosto rapidamente.


Valori Acquario:

PH: 6.0 / 8.0
GH: 4 / 18 °dGH
Temperatura: 3 / 26 °C
Luce: da media a forte


Allestimento Acquario:

trattandosi di pianta galleggiante non ha molta importanza l'allestimento dell'acquario. Evitate comunque di avere la superficie troppo mossa. Attenzione in caso di acquari chiusi con luci nel sottocoperchio, la pianta potrebbe bruciarsi causa eccessiva vicinanza alla fonte luminosa, decisamente meglio inserirla in acquari aperti o in laghetti.


Fertilizzazione:

cresce sicuramente meglio in acqua ricca di nutrienti. Vanta infatti notevoli capacità depuranti, contribuendo sia al trasferimento all'acqua dell'Ossigeno atmosferico sia all'assorbimento dell'Azoto presente in acqua in varie forme, quali Nitrato (NO3-), Ammonio (NH4+) ed Ammoniaca (NH3-).


Posizione In Acquario:

galleggiante.


Modalità di Riproduzione:

ogni singola pianta può produrre e rilasciare nuove fronde figlie, direttamente dalle sacche presenti sul lato inferiore (Prophyllum), e questo è il sistema di riproduzione più soventemente adottato da questa specie, sia in natura che in acquario. All'occorrenza può comunque riprodursi mediante fioritura (i fiori sono davvero microscopici, ogni fronda può generare fiori maschili e fiori femminili) e seguente fruttificazione nonchè mediante rilascio sul fondo di turioni (gemme vegetative) direttamente dal Prophyllum; il rilascio di turioni è un evento incentivato da situazioni limite di esposizione prolungata a temperature troppo basse per la specie, in pratica all'arrivo del vero grande freddo viene rilasciato dal Prophyllum un amido contenente dei turioni, l'amido avendo un peso specifico superiore a quello dell'acqua tende lentamente ad affondare mantenendo una certa compattezza, in tal modo i turioni, protetti e trattenuti dall'amido, finiscono sul fondale e li riescono a sopravvivere anche a periodi invernali prolungati in cui il livello superiore dell'acqua arrivi addirittura a congelarsi; successivamente, al sopraggiungere di temperature più miti (primavera), l'amido tenderà a perdere compattezza fino a disgregarsi liberando così i turioni i quali, avendo invece un peso specifico inferiore a quello dell'acqua, risaliranno fino alla superficie ove daranno inizio alla formazione di nuove fronde. E' quindi normale osservare la completa sparizione di questa pianta da laghetti e stagni all'arrivo dell'inverno e poi registrarne puntualmente la ricomparsa all'approssimarsi della primavera.


Inserimento in Acquario:

viene venduta (principalmente nelle serre e nei negozi che trattano piante da laghetto) sotto forma di piccolo starter, ovvero in genere un sacchettino contenente alcuni esemplari e dell'acqua. Mettete gli esemplari a galleggiare nel vostro acquario e buttate via l'acqua presente nel sacchetto di trasporto. Evitate di avere una superficie troppo mossa, altrimenti la pianta farà molta più fatica a riprodursi e potrebbe anche avvenirne l'affondamento con conseguente morte. In caso di acquari chiusi con luci nel sottocoperchio attenzione a non tenere le luci troppo a pelo d'acqua o la pianta potrebbe bruciarsi.

 

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