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Epiplatys dageti

 

Epiplatys dageti
(Poll, 1953)

 

Epiplatys dageti - Male - Foto scattata da Andrea Perotti in un acquario da lui gestito presso Acquarishop, Ranco (VA)

 

 

Piccolo pesce africano di superficie. Ama vivere in piccoli gruppetti a sessi misti, in acquari con superficie poco mossa e molto piantumati, ma con zone di riparo dalla luce diretta, di cui non è amante. Adatto all'acquario di comunità. Difficoltà d'allevamento: media.


Fotogallery Epiplatys dageti



Nome scientifico:

Epiplatys dageti


Sinonimi:

Epiplatys chaperi
Aplocheilus dageti


Nomi comuni:

Killi bocca di fuoco
Panchax dalla bocca di fuoco
Redchin panchax
Red chinned Panchax
Fire mouth killi


Famiglia:

Nothobranchiidae


Note tassonomiche:

l'intero Genere Epiplatys fu inizialmente inserito nella Famiglia Aplocheilidae, tuttavia in seguito grazie a studi più appronditi merito di tecnologie più avanzate il Genere venne spostato nella Famiglia Cyprinodontidae ed infine quindi nella Famiglia Nothobranchiidae.


Luogo d’origine:

Africa occidentale (rinvenibile in Liberia, Sierra Leone, Costa D'Avorio e Ghana).


Morfologia:

corpo snello, affusolato e longilineo, con profilo dorsale quasi lineare e pinna dorsale molto arretrata. Peduncolo caudale allungato, muso appuntito con bocca ampia e rivolta leggermente verso l'alto. Occhi grandi e in posizione molto avanzata. Pinna caudale ben sviluppata e arrotondata, pinne pettorali, dorsale ed anale sviluppate più verticalmente che orizzontalmente. Corpo con livrea di fondo color grigio/argenteo, con presenza di lievi riflessi iridescenti turchesi, gialli e verdi, ed attraversato da alcune bande verticali color grigio scuro equidistanti tra loro, ma non sempre ben visibili. Nei maschi in perdiodo riproduttivo possono comparire delle macchiette rossastre sui fianchi e la zona della gola tende a colorarsi di un intenso color rosso fuoco. Dorso color giallo/verde. Le pinne sono tutte quasi trasparenti, ma con una leggera tonalità giallo/verde, anche azzurrognola a volte per le pettorali. Le colorazioni possono comunque variare un pochino a seconda delle specifiche zone originarie di provenienza, ed inoltre l'intensità delle tonalità dipende molto dalla condizione di salute, dall'alimentazione, e dall'attività riproduttiva.

A tal proposito è doveroso ricordare che appunto si possono incontrare differenze di livrea anche piuttosto notevoli al variare delle zone di prelevamento, in particolare si è notato che gli esemplari prelevati in alcune zone della Liberia presentano 6 bande scure verticali, contro le 5 solitamente riscontrate in questa specie, inoltre in questi esemplari della Liberia il rossore della gola appare con più facilità e con maggiore intensità, da queste considerazioni è nata la decisione di dividere la specie in due sottospecie:

 



- Epiplatys dageti dageti (Poll, 1953), che presenta 5 bande scure verticali ed un'intensità di rosso a ivello della gola meno marcato


- Epiplatys dageti monroviae (Daget & Arnoult, 1964), che presenta 6 bande scure verticali ed un'intensità di rosso a livello della gola più marcato



A parte queste differenze, che spesso si riescono a cogliere appieno solo in esemplari sessualmente maturi ed in piena fase riproduttiva, le due sottospecie sono praticamente identiche sia dal punto di vista morfologico che comportamentale.


Gli esemplari mostrati in questa scheda dovrebbero essere Epiplatys dageti monroviae, più diffusi a livello commerciale acquariofilo, ma il condizionale è d'obbligo trattandosi di esemplari molto giovani e tenuti a sessi separati, quindi con livrea poco marcata causa assenza di attività riproduttiva.


Dimorfismo sessuale:

i maschi presentano tonalità leggermente più marcate, tale differenza si accentua quando più maschi si trovano a confrontarsi in presenza di una o più femmine sessualmente mature, in tale situazione la differenza di tonalità tra maschi e femmine diviene piuttosto marcata e nei maschi fa la sua comparsa una colorazione rossastra in corrispondenza della gola. Altre differenze si apprezzano nelle pinne anale e dorsale, che nei maschi presentano raggi più lunghi ed una bordatura nera sulla sola anale, ed infine nella caudale, che nei maschi è leggermente bipolata, con i raggi più esterni allungati e colorati di nero, mentre nelle femmine è più tondeggiante e meno colorata.

 

Epiplatys dageti - Male - Foto scattata da Andrea Perotti in un acquario da lui gestito presso Acquarishop, Ranco (VA)

Epiplatys dageti - Female - Foto scattata da Andrea Perotti in un acquario da lui gestito presso Acquarishop, Ranco (VA)

 

Dimensioni:

lunghezza massima 5,5 cm.


Ciclo vitale:

da 3 a max 5 anni.


Dimensioni Acquario:

per questa specie non ha particolare importanza l'altezza della vasca, sono infatti pesci abituati a vivere in acque profonde anche meno di una spanna; detto ciò il dato importante resta quindi lo sviluppo della base della vasca, per un gruppetto di 5 / 6 esemplari consiglio un'acquario con base non inferiore a 60 x 30 (cm).


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 5.5 / 7.0
- GH: 3 / 12 °dGH
- Temperatura: 20 / 25 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

trattandosi di un pesce di superficie non ha molta importanza la disposizione dell'allestimento sottostante (vedere "Dimensioni acquario"), si tratta comunque di una specie non amante delle luce intensa e diretta, difatti in natura ama sostare in specchi d'acqua ombreggiati dalla vegetazione emersa, in prossimità della riva, e/o sotto la copertura offerta da piante galleggianti, consiglio quindi di non eccedere con l'illuminazione, inserendo all'occorrenza delle piante galleggianti, di scegliere un materiale di fondo di colorazione non troppo chiara, e di evitare di avere una superficie eccessivamente mossa. Se optate per un gruppo a sessi misti è comunque consigliata una densa vegetazione e la presenza di intrecci di legni, in modo che le femmine (ed i maschi sottomessi ai dominanti) possano trovare nascondigli e punti di riposo così da riuscire ad avere all'esigenza un minimo di tregua dal corteggiamento dei maschi, che spesso si fa molto asfissiante. Essendo un pesce insettivoro è meglio che l'acquario sia ben chiuso in quanto si tratta di un ottimo saltatore, meglio quindi non correre il rischio di ritrovarvene di tanto in tanto un esemplare sul pavimento di casa. Molto gradita una moderata presenza di torba nel filtro, con conseguente lieve ambratura dell'acqua.


Alimentazione:

onnivoro a prevalenza carnivoro. In natura è soprattutto un insettivoro, predando quasiasi piccolo insetto (e le loro uova) si posi sull'acqua o vi passi vicino con volo radente (è infatti un ottimo saltatore), in acquario accetta praticamente qualsiasi alimento (secco, liofilizzato, surgelato, vivo, etc...), con preferenza ovviamente per quelli che non tendano rapidamente ad affondare. Offrite dieta varia e completa. Con regolari somministrazioni di vivo e/o surgelato (consiglio almeno due alla settimana, meglio se tre) le tonalità di questo pesce si intensificheranno sensibilmente.


Livello di nuoto:

superiore.


Comportamento:

pesce abbastanza socievole, sicuramente più di altre specie del Genere Epiplatys. Ama vivere in piccoli gruppetti a sessi misti. In presenza di femmine sessualmente mature compare una certa confluittualità tra i maschi, al fine di instaurare e mantenere una gerarchia a fini riproduttivi; in queste condizioni la colorazione dei maschi dominanti si intensifica notevolmente a appare più evidente la zona rossastra in corrispondenza della gola, soprattutto se il numero dei maschi è decisamente superiore a quello delle femmine. I maschi sono comunque corteggiatori asfissianti, un po' come avviene per il famoso "Guppy" (Poecilia reticulata), quindi meglio evitare di avere più maschi che femmine, per queste ultime sarebbe uno stress continuo ed eccessivo.


Biocenosi:

pesce socievole e pacifico, adatto quindi all'acquario di comunità. Evitate però di abbinarlo a pesci di taglia troppo superiore e/o aggressivi. Inoltre non abbinatelo a specie di superficie che possano contrastarne direttamente il controllo di quel livello di nuoto.



La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

abbastanza facile da ottenere.


Modalità riproduttiva:

ovipara.


Maturità sessuale:

non ci sono dati certi in merito. Si presume comunque venga raggiunta attorno ai 6 / 8 mesi di vita.


Formazione della coppia:

non si formano coppie. All'interno del branco gli approcci sessuali avvengono in modo piuttosto casuale, e ripetutamente, spesso più maschi partecipano alla fecondazione delle uova rilasciate da una stessa femmina.


Alimentazione della coppia:

aumentando le razioni di vivo e surgelato l'istinto riproduttivo si intensifica.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo e suo allestimento:

- PH: 5.5 / 6.5
- GH: 0 / 10 °dGH
- Temperatura: 24 / 27 °C
- Capienza minima: 20 litri netti

Come si evince dai valori appena indicati la deposizione delle uova è favorita da un lieve intenerimento dell'acqua, da valori di pH acidognoli e da un leggero innalzamento della temperatura (accompagnato da un lieve abbassamento del livello dell'acqua).
Come allestimento occorre puntare su una densa presenza di piante a fogliame sottile e fitto, presenza massiccia anche di piante galleggianti, fondo scuro, zero illuminazione artificiale dedicata, movimentazione dell'acqua quasi azzerata (o azzerata del tutto), aggiunta di torba nel filtro (se presente, oppure se il filtro non c'è si può aggiungere granuli di torba direttamente sul fondale, o in alternativa optare per l'aggiunta in acqua di estratti di torba liquidi). Potete inserire una coppia, o volendo anche un trio formato da due femmine e un maschio. I riproduttori nelle due settimane precedenti al trasferimento in vasca riproduttiva vanno alimentati prevalentemente con vivo/surgelato, e in modo più abbondante del solito.


Deposizione e schiusa:

90 su 100 la femmina verrà immediatamente (o comunque già nell'arco delle prime 24 ore) approcciata in modo asfissiante, inseguita in ogni dove e indotta quindi al rilascio delle uova. Quando la femmina sarà pronta non esiterà dunque a deporre tra la vegetazione più fitta, e subito il maschio provvederà alla fecondazione delle uova. Le uove prodotte sono numerose ma vengono rilasciate a piccoli lotti, possono rendersi necessarie anche quasi due settimane per il completamento della deposizione. Le uova in genere restano in parte incastrate tra la vegetazione ed in parte ricadono sul fondo, sono però spesso vittime di predazione da parte dei riproduttori stessi, se quindi si vuole salvarne una grossa percentuale non si può attendere il completamento della deposizione per separarle dai riproduttori, occorre agire di volta in volta dopo ogni singolo rilascio di un lotto provvedendo alla sua rimozione dalla vasca, si può ad esempio aspirarle con un piccolo sifone, provvedendo a immeterle in una vaschetta con acqua prelevata dalla vasca riproduttiva, mantenuta alla medesima temperatura e al riparo dalla luce in quanto fotosensibili. Queste uova tendono facilmente ad ammuffire, consiglio quindi l'aggiunta di qualche goccia di blu di metilene e l'uso di un areatore regolato al minimo e collegato ad una pietra porosa. La schiusa avviene in circa 8 / 10 giorni.


Primi giorni di vita degli avannotti:

alla nascita i piccoli avannotti sono già privi di sacco vitellino e necessitano quindi da subito di venir alimentati. In genere sono già abbastanza grandi da poter accettare naupli di Artemia salina, tuttavia almeno per i primi 3 / 4 giorni consiglio di somministrare alimenti di dimensioni inferiori, ad esempio Rotiferi ed Infusori.

Ultimo aggiornamento (Domenica 26 Giugno 2011 23:51)

 

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