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Iriatherina werneri

 

Iriatherina werneri
(Meinken, 1974)

 

Maschi di Iriatherina werneri - Foto per gentile concessione: Katjusa Karlovini

 

Particolarissimo pesce proveniente dall'Oceania, il maschio ha un'aspetto davvero unico grazie all'inconsueta morfologia delle sue pinne. Di recente introduzione nel circuito commerciale dei pesci d'acquario Occidentale non lo si trova facilmente nei negozi, anche a causa della limitata aspettativa di vita che fa un po' da deterrente, inoltre sono quasi unicamente i maschi ad essere commercializzati in quanto molto più particolari ed appariscenti rispetto alle femmine. Al di la dell'aspetto è comunque un pesce piuttosto socievole e robusto, da allevare in piccoli gruppetti in acquari molto piantumati. Indicato anche a neofiti dell'acquario, attenzione però alla fase di trasporto/inserimento (è molto sensibile agli sbalzi di temperatura) ed agli abbinamenti in caso di acquario comunitario (le lunghe e vistose pinne dei maschi possono attirare molto, troppo, l'attenzione dei coinquilini).


Fotogallery Iriatherina werneri


Nome scientifico:

Iriatherina werneri


Nomi comuni:

Pesce vela della Nuova Guinea
Theadfin Rainbowfish


Famiglia:

Melanotaeniidae


Luogo d’origine:

Oceania (Australia settentrionale e Nuova Guinea centro-meridionale).


Morfologia:

corpo allungato, compresso lateralmente e quindi molto snello se osservato dall'alto, con profili dorsale e ventrale poco convessi. Peduncolo caudale stretto e lungo, muso appuntito con bocca di piccole dimensioni e rivolta leggermente verso l'alto. Occhio ben proporzionato con contorno iride iridescente color argento, a volte con lieve tonalità giallo oro. Il corpo ha una tonalità di fondo argentea, a volte con riflessi giallo/verdi, ed è attraversato verticalmente da una decina di bande scure parallele tra loro, non sempre ben visibili. Gli esemplari che arrivano dalla Nuova Guinea sono però un pochino più scuri, con una tonalità di fondo che definirei una via di mezzo tra il verde smeraldo ed il giallo ocra. Appena sotto il profilo dorsale una striscia longitudinale iridescente color azzurro elettrico percorre l'intera lunghezza del corpo, dalla nuca fin quasi al peduncolo caudale, sul capo e sulle branchie sono spesso presenti tonalità iridescenti color verde smeraldo, la zona ventrale presenta una tonalità che va dal giallo-arancio al rosso acceso che in esemplari maschi in ottima salute ed alimentati prevalentemente con cibo vivo/surgelato può estendersi anche al peduncolo caudale. La vera particolarità di questo pesce è tuttavia rappresentata dalle pinne degli esemplari maschi, che meritano una descrizione dettagliata ... la pinna caudale è piuttosto lunga e fortemente bipolata, color grigio chiaro, a volte quasi turchese, e semitrasparente ad eccezione dei raggi più esterni che presentano una colorazione in linea con quella presente sul ventre del pesce, quindi dal giallo-arancio al rosso acceso, i raggi più esterni di questa pinna sono inoltre decisamente più lunghi degli altri, quasi dei prolungamenti filiformi, il che confersice alla pinna caudale un aspetto generale solitamente denominato "coda a Lira", la pinna anale è anch'essa semitrasparente, ma presenta una dozzina di raggi neri alcuni dei quali sono notevolmente allungati e sporgenti, in particolare il 4°, il 5° ed il 6°, che visivamente sembrano dei veri e propri aculei, a volte il 4° ed il 5° appaiono uniti tra loro anche nel prolungamento quindi i prolungamenti della pinna anale appaiono in questo caso due anziche tre, le pinne pettorali sono appuntite e piuttosto fini, color grigio scuro, quasi nero, in alcuni esemplari sono piuttosto corte in altri invece sono molto allungate quasi a livello dei prolungamenti presenti nella pinna anale, le pinne dorsali sono due, la prima è posizionata a metà lunghezza del corpo, nel punto di massima convessità del profilo dorsale, ed appare come una vela ovoidale, tenuta spesso ben eretta e divaricata il che indica che si tratta di un elemento di confronto determinante dal punto di vista gerarchico all'interno del branco, il suo colore è grigio chiaro semi trasparente, con presenza spesso di punteggiature nere e di tonalità rossa nella parte centro-superiore e perimetrale, la seconda pinna dorsale è più arretrata, quasi sul peduncolo caudale, ed appare come l'immagine riflessa della pinna anale a lei sottostante, della quale presenta medesima morfologia, in questo caso però i raggi allungati sono raggruppati in due gruppi, quindi visivamente si vedono solo due "pennacchi", i quali danno la senzazione di essere molto più molli rispetto a quelli della pinna anale e vengono tenuti adesi al corpo durante il nuoto. Va comunque detto che forma delle pinne (specialmente quelle pettorali) e livrea possono presentare leggere variazioni a seconda dell'esatta zona geografica di origine degli esemplari acquistati, inoltre si tratta di un pesce con discrete capacità "camaleontiche", ovvero in grado di modificare sensibilmente la propria livrea (aumentando l'intensità di alcune colorazioni e smorzando l'intensità di altre colorazioni) a seconda di stato d'animo, condizioni ambientali, alimentazione ed attività riproduttiva. Le pinne delle femmine sono invece molto meno appariscenti, prive di quei prolungamenti che caratterizzano i maschi, e quasi del tutto decolorate.

 

Maschio di Iriatherina werneri - Foto per gentile concessione: Katjusa Karlovini

 

Dimorfismo sessuale:

nella forma adulta i maschi misurano fino a 1 cm in più rispetto alle femmine; i maschi inoltre hanno colori più vispi e pinne molto più sviluppate (vedere "morfologia").


Dimensioni:

max 4,5 cm i maschi, max 3,5 cm le femmine.


Ciclo vitale:

da 2 a max 3 anni, ma in genere difficilmente oltre i 2.


Dimensioni Acquario:

in un acquario dedicato (monospecifico) di 60 litri netti si può allevarne un gruppetto di 6 / 7 esemplari, in caso invece di acquario comunitario consiglio di non scendere sotto gli 80 litri netti.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 5.5 / 7.5
- GH: 3 / 13 °dGH
- Temperatura: 24 / 30 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

ama acquari straricchi di piante ma con poco movimento d'acqua; piantumate in modo da lasciare un discreto spazio libero per il nuoto nella zona centro-anteriore. Non è amante della luce forte e diretta, quindi o ci si limita con l'illuminazione e si adotta un fondo scuro, oppure si creano zone di riparo e si fa largo uso di piante galleggianti.


Alimentazione:

onnivoro. In natura si nutre prevalentemente di microfauna e di alghe diamotee. In acquario accetta qualsiasi alimento per pesci ornamentali, ovviamente se compatibili con la dimensione della sua bocca. Offrire dieta varia e completa, con almeno due / tre somministrazioni settimanali di vivo o surgelato.


Livello di nuoto:

tutti i livelli.


Comportamento:

pesce gregario e socievole, va allevato in piccoli gruppetti di almeno 6 / 7 esemplari.


Biocenosi:

e' un pesce assolutamente pacifico, quindi adatto all'acquario comunitario. Non abbinatelo però a specie troppo aggrressive e/o di taglia fortemente superiore. Le lunghe pinne dei maschi possono venir prese di mira da pesci mordaci (mordaci per indole innata o per stress), quindi ponete molta attenzione agli abbinamenti.


La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

Iriatherina werneri è presente nel circuito commerciale asiatico ed oceanico dei pesci d'acquario da circa un trentennio, eppure qui in occidente ha fatto la sua comparsa solo molto recentemente, tra l'altro vengono commercializzati prevalentemente i maschi, le femmine sono quasi introvabili nei nostri negozi in quanto meno richieste a causa dell'aspetto più anonimo. Inoltre la sua scarsa longevità non è sicuramente un grande incentivo all'acquisto di questa piccola stupenda Melanotaenia. Per questi motivi si conosce ancora poco sulla sua riproduzione in cattività, i dati reperibili in rete e nella letteratura sono scarsi e spesso discordanti. Al di la di queste considerazioni si tratta comunque di una specie abbastanza facille da riprodurre, ma occorre necessariamente disporre di una vasca dedicata per la deposizione e per la successiva fase di accrescimento degli avannotti.


Modalità riproduttiva:

ovipara.


Maturità sessuale:

non si hanno dati certi in merito.


Formazione della coppia:

non si formano coppie stabili e durature, l'interazione tra due riproduttori dura solo il tempo necessario a corteggiamento (da parte del maschio), deposizione e fecondazione delle uova.


Alimentazione della coppia:

aumentando le razioni di vivo e surgelato l'istinto riproduttivo si intensifica.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo e suo allestimento:

- PH: 5.0 / 6.5
- GH: 0 / 8 °dGH
- Temperatura: 23 / 26 °C


Deposizione e schiusa:

la deposizione è anticipata da una fase di corteggiamento da parte del maschio, fase solitamente abbastanza breve ma assai bella da osservare, con il maschio che a pinne erette e aperte al massimo si pavoneggia davanti alla femmina, cercando di convincerla a portarsi nel punto dell'acquario più adatto alla deposizione, in genere il punto che offre una vegetazione bassa particolarmente fitta. Se tutto va per il verso giusto la femmina accetta l'invito del maschio e depone le uova sulla vegetazione alla quale restano adese dato che sono piuttosto appiccicose. Subito il maschio provvede alla loro fecondazione. In genere i genitori non le predano, ma per non correre rischi consigio comunque di rimuovere i riproduttori appena avvenuta la deposizione. Il tempo necessario per la schiusa è piuttosto lungo ed influenzato dalla temperatura, in genere si tratta di 10 / 12 giorni. Non ho dati certi (al momento) in merito al numero massimo di uova che possono essere rilasciate in una singola deposizione.


Primi giorni di vita degli avannotti:

al momento della schiusa gli avannotti appaiono già quasi del tutto privi del sacco vitellino, quindi necessitano già da subito di alimentarsi. Per i primi giorni non sono ancora però in grado di accettare i naupli di Artemia salina in quanto troppo grandi per la loro bocca, occorre quindi optare per cibi specifici per avannotti micronizzati, Rotiferi ed Infusori, dopo una decina di giorni si può passare progressivamente all'Artemia.
Molta attenzione va posta alla pulizia della vaschetta d'accrescimento ed alla prevenzione degli sbalzi di temperatura, gli avannotti di Iriatherina werneri sono piuttosto delicati. Rimuovete sempre eventuale sporcizia dal fondo (deiezioni, avanzi di cibo, avannotti morti...) e fate frequenti piccoli cambi parziali (ad esempio 5% al giorno o 10% ogni due giorni) così da tenere bassa la concentrazione degli elementi inquinanti.

 

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