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Trigonostigma hengeli

 

Trigonostigma hengeli
(Meinken, 1956)

 

Trigonostigma hengeli - Foto scattata da Andrea Perotti in un acquario da lui allestito presso Acquarishop.it

 

 


Vivace e socievole ciprinide asiatico, di piccole dimensioni, va allevato in gruppi di almeno 7 / 8 esemplari altrimenti diviene rapidamente timido e stressato. E' un pesce facile e molto robusto, pertanto adatto anche al neofita, tuttavia per farlo stare davvero bene occorrerebbe allevarlo in acquari poco illuminati, con acqua tenera, acidognola e leggermente ambrata mediante filtraggio su torba.

Fotogallery Trigonostigma hengeli



Nome scientifico:

Trigonostigma hengeli


Nota al nome scientifico:

originariamente questa specie si chiamava Rasbora hengeli, secondo la prima descrizione ad opera di Meinken nel 1956. Successivi studi hanno portato alla creazione del Genere Trigonostigma, Genere che ha inglobato alcune specie prima appartenenti al Genere Rasbora; tra di esse anche Rasbora hengeli che è stata pertanto ufficialmente riclassificata in Trigonostigma hengeli nel 1999 da Kottelat e Witte.


Nomi comuni:

Rasbora hengeli
Glowlight Rasbora
Hengel's Rasbora
Porkchop Rasbora


Famiglia:

Cyprinidae


Luogo d’origine:

Asia sud-orientale (Indonesia, Sumatra, Borneo).


Morfologia:

corpo affusolato, compresso all'altezza del peduncolo caudale e con profili dorsale e ventrale leggermente convessi. Muso appuntito con bocca di piccole dimensioni rivolta leggermente verso l'alto. Occhi piuttosto grandi se rapportati alla dimensione del muso, con contorno dell'iride color giallo-arancio. Corpo trasparente, con lieve tonalità di fondo grigio/verde che in esemplari sessualmente attivi ed alimentati prevalentemente con vivo può virare al rosato e all'arancione. Dal peduncolo caudale in avanti la linea laterale è evidenziata da due strisce che corrono parallelamente fino a metà circa del corpo, con quella inferiore color nero e quella superiore di un bellissimo color arancione brillante; a metà lunghezza corporea, in pratica sotto l'attaccatura della pinna dorsale, le due linee curvano improvvisamente in giù e si interrompono allaragandosi a formare una vasta macchia bicolore, con la parte arancione più anteriore e che in alcuni esemplari può estendersi fino agli opercoli branchiali. Le pinne sono quasi tutte trasparenti, ad eccezione dell'estremità superiore della dorsale e dei raggi più esterni della caudale che mostrano una leggera colorazione giallo/arancio a volte tendente al rossiccio. Pinna adiposa assente.


Dimorfismo sessuale:

allo stadio giovanile è pressochè impossibilie distinguerne il sesso, ma raggiunta la maturità sessuale la femmina aumenterà leggermente il volume ventrale apparendo più tozza rispetto al maschio. Non si tratta comunque di una differenza vistosa se non durante la fase immediatamente antecedente la deposizione. Per aiutarvi potete osservarne esemplari adulti dall'alto, quelli più snelli sono i maschi.


Dimensioni:

lunghezza massima 4 cm.


Ciclo vitale:

da 4 a max 6 anni.


Dimensioni Acquario:

un acquario da circa 60 litri netti, sviluppato prevalentemente in lunghezza, è adatto per allevarci un gruppetto di 7 / 8 esemplari.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 5,5 / 7,2
- GH: 3 / 13 °dGH
- Temperatura: 22 / 28 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

ama acquari molto piantumati, ma con un discreto spazio libero a sua disposizione per il nuoto, la soluzione ideale è quindi quella di piantumare principalmente a ridosso delle pareti laterali e di quella posteriore, lasciando la zona centro-anteriore priva di piante, o almeno senza piante alte. Trigonostigma hengeli mal tollera la luce forte e diretta, è quindi importante non eccedere con l'illuminazione ed offrire zone di riparo, ad esempio mediante impiego di piante galleggianti; per lo stesso motivo è meglio evitare di realizzare il fondo dell'allestimento con materiale bianco o comunque di colorazione molto chiara. La presenza di torba nel filtro sarà molto gradita.

 

 

Trigonostigma hengeli - Foto per gentile concessione Taro

 

Alimentazione:

onnivoro. In acquario accetta qualsiasi alimento (secco, liofilizzato, surgelato, vivo, etc...) purchè dimensionalmente adatto alla sua piccola bocca. Offrite dieta varia e completa. Con regolari somministrazioni di vivo e/o surgelato le tonalità di questo pesce si intensificheranno sensibilmente.


Livello di nuoto:

centro-superiore.


Comportamento:

è un pesce di branco, molto attivo e vivace, necessita quindi di allevamento in gruppi di almeno 7 / 8 esemplari, meglio ancora se numericamente superiori.


Biocenosi:

pesce vivace, socievole e pacifico, adatto quindi all'acquario di comunità. Evitate però di abbinarlo a pesci di taglia troppo superiore e/o aggressivi.



La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

elevata.


Modalità riproduttiva:

ovipara.


Maturità sessuale:

non ci sono dati certi in merito.


Formazione della coppia:

non si formano coppie. All'interno del branco gli approcci sessuali avvengono in modo piuttosto casuale, e il legame


Alimentazione della coppia:

aumentando le razioni di vivo e surgelato l'istinto riproduttivo si intensifica.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo e suo allestimento:

è raro ottenere anche solo la deposizione in cattività di questo ciprinide, chi volesse tentare deve allestire un piccolo acquario riproduttivo (una ventina di litri sono più che sufficienti) con acqua ambrata, acida, tenera, con una conducibilità molto bassa. Con un pH tra 5,5 e 6.0, una durezza tra 0 e 3 °dGH ed un'acqua decisamente ambrata per la presenza di torba dovrebbero generarsi le condizioni ideali per stimolarne la riproduzione. Si può inserire direttamente sul fondo la torba in granuli e/o delle foglie di Ketapang essiccate. Fondo scuro o eventualmente assente. Inserire almeno un paio di piante di media altezza con foglie ampie (in vasetto se in assenza di fondale), ad esempio Cryprocoryne wendtii o Anubias bartheri. La luce dev'essere molto tenue, consiglio però di posizionare l'acquario riproduttivo in vicinanza di una finestra in modo che venga colpito dai raggi solari per almeno due / tre ore al giorno. Filtrazione lenta, o del tutto assente, con protezioni a maglia fitta sulle bocchette d'aspirazione dell'eventuale filtro. I due riproduttori vanno alimentati nelle settimane precedenti all'inserimento con cibo vivo e/o surgelato in modo da intensificarne l'istinto riproduttivo. Se possibile scegliete la femmina più grossa presente nel branco ed il maschio più intensamente colorato. Anche i cambi parziali con acqua più fresca in genere risultano molto stimolanti, consiglio quindi di tenersi sulla fascia centrale del range della temperatura, ad esempio attorno ai 25 / 26 °C, inserire i riproduttori, alimentarli ancora per una giornata con generose razioni di alimento vivo e/o surgelato, e in serata effettuare un paio di cambi parziali ravvicinati (ad esempio a un'ora di distanza tra loro) del 20 / 25 % cadauno, con acqua della stessa tipologia ma avente due / tre °C in meno di temperatura, in modo da provocare un leggero abbassamento della temperatura generale (ovviamente in contemporanea modificate la regolazione dell'eventuale riscaldaore ... o staccatelo del tutto se la vasca si trova in un locale dalla temperatura accettabile, altrimenti il riscaldatore farebbe rapidamente tornare la temperatura dell'acqua al valore precedente ai cambi). Lasciate poi la vasca tranquilla, tenendo come unica fonte di luce la finestra.


Deposizione e schiusa:

come dicevo pocanzi la riproduzione di questo ciprinide in cattività non è semplice, quindi non è detto che seppur in condizioni potenzialmente perfette avvenga la deposizione. Il consiglio mio è di non insistere oltre due / tre giorni, provando piuttosto una volta superato tale limite a sostituire uno o entrambi i riproduttori (e ripetendo da capo la procedura dei cambi parziali con leggero abbassamento della temperatura). Potete anche eventualmente provare ad inserire contemporaneamente due o tre coppie, ed appena notate un maschio intento a corteggiare ed inseguire una femmina rimuovete tutti gli altri esemplari lasciando a loro due l'intera vasca. Comunque sia, se tutto va per il verso giusto, dopo un breve corteggiamento i due riproduttori si portano sotto a una foglia, in genere la più ampia tra quelle presenti, la femmina vi depone le uova (molto appiccicose) attaccandole sulla sua pagina inferiore, e subito si fa da parte lasciando posto al maschio che provvede alla loro fecondazione, le uova che durante questa fase dovessero cadere dalla foglia finendo sul fondo verrebbero all'istante predate dai riproduttori stessi. Appena avvenuta la deposizione i riproduttori vanno rimossi altrimenti anche le uova appiccicate alla foglia saranno in pericolo, per maggior sicurezza potete posizionare sul fondo della vaschetta del muschio (ad esempio Vesicularia dubyana) tenuto giù da una rete a maglia fitta, in modo che la rete possa venire attraversata dalle uova in caduta ma non dai riproduttori, in tal modo anche molte delle uova cadute si salverebbero.
Il totale delle uova deposte può variare di molto in ragione dell'età della femmine, dell'alimentazione seguita nelle giornate immediatamente precedenti e della temperatura dell'acqua, preferisco quindi non sbilanciarmi sul loro ammontare, anche perchè i dati raccolti sulla riproduzione di questa specie sono ad oggi ancora troppo esigui; discorso analogo sul tempo necessario per l'ottenimento della schiusa, il quale è tra l'altro a sua volta influenzato dai valori dell'acqua (in particolare dalla presenza di Ossigeno, il quale è importante ma non deve comunque essere eccessivo) e dalla temperatura.


Primi giorni di vita degli avannotti:

anche in questo caso non ci sono purtroppo al momento sufficienti dati raccolti per poter dare indicazioni certe. Vi rimando alla scheda su Trigonostigma heteromorpha, specie affine, sulla gestione degli avannotti non dovrebbero esserci sostanziali differenze tra T. heteromporpha e T. hengeli.

Ultimo aggiornamento (Martedì 29 Marzo 2011 18:26)

 

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