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Riccia fluitans

 

Riccia fluitans
(Linnaeus, 1753)

 

Riccia fluitans - Foto per gentile concessione Marcellino Bruno

 

Bellissima e particolare pianta, utilizzabile sia come galleggiante sia come epifita in sommersione. Da galleggiante ha poche esigenze, cresce rapidamente e può risultare molto gradita come rifugio per gli avannotti in vasche riproduttive e/o come pianta ossigenante e/o per tenere sotto controllo in modo naturale la concentrazione dei Nitrati. Da sommersa invece è ben più esigente, richiede infatti molta più luce, fertilizzazione regolare, generosa somministrazione di CO2, e frequenti operazioni di potatura e/o di rilegatura.

 

Fotogallery Riccia fluitans

 

Nome scientifico:

Riccia fluitans


Nomi comuni:

nessuno segnalato.


Famiglia:

Ricciaceae


Origine:

è definita cosmopolita, a quanto pare risulta infatti rinvenibile in molte aree sub-tropicali e temperate del pianeta. Di fatto è presente soprattutto in Europa meridionale (Italia compresa) ed in Asia meridionale.


Morfologia:

è formata da un insieme di talli, aventi forma di "Y", uniti tra loro. La colorazione è verde chiaro. Se coltivata in emersione su terreni umidi e/o fangosi si formano dei minuscoli rizoidi grazie al quale la pianta riesce ad ancorarsi al suolo, seppur debolmente.

Riccia fluitans - Foto per gentile concessione Marcellino Bruno

 

La Crescita:

il tasso di crescita cambia a seconda che la pianta venga coltivata galleggiante o in sommersione ancorata a supporti, da galleggiante cresce e si moltiplica abbastanza rapidamente, in sommersione invece è più lenta.


Valori Acquario:

PH: 5,5 / 8,0
GH: 3 / 15 °dGH
Temperatura: 12 / 29 °C
Luce: da media a molto forte


Allestimento Acquario:

trattandosi di pianta utilizzabile come galleggiante e/o come epifita non ha particolare importanza la disposizione del layout e/o la tipologia di fondo adottato.
Se coltivata in sommersione necessita di molta più luce e di una buona concentrazione di CO2, in tal caso consiglio quindi vivamente l'installazione di un impianto CO2.


Fertilizzazione:

se coltivata in sommersione sotto ad una intensa illuminazione necessita di una buona fertilizzazione, bilanciata e completa. Molto importante la presenza di Nitrati (NO3), macronutriente molto importante per questa pianta, la cui eventuale prolungata carenza la mette solitamente in forte crisi.


Posizione in Acquario:

può essere utilizzata come galleggiante oppure come epifita ancorata a supporti, nel secondo caso risulta ideale un suo impiego come pianta da prato per il primo piano.

Riccia fluitans in piena fase di perlage - Foto per gentile concessione Enrico Serena

 

Modalità di Riproduzione:

si riproduce per divisione del tallo, quindi per frammentazione. In emersione si riproduce anche mediante rilascio di spore.


Inserimento in Acquario:

nel caso vogliate utilizzarla sommersa come epifita sappiante che la Riccia fluitans non radciherà, non si fisserà quindi a legni e pietre, dovrà trattarsi dunque di un ancoraggio forzato perenne. Fissate la pianta sul supporto mediante una retina elastica, col tempo la pianta si svilupperà sopra alla rete fino a rendere qust'ultima invisibile. La "scocciatura" è che col tempo "il cuscino" tende a spessorarsi sempre più fino a non permettere più alla luce di raggiungere i talli più profondi, i quali tenderanno quindi lentamente a marcire. Per ovviare occorre potare regolarmente, e con decisione, la parte più esterna fino a ridurre notevolmente lo spessore del cuscino. Di tanto in tanto consiglio di estrarre il supporto, levare la retina, sfoltire la pianta eliminando la parte più rovinata, ovvero la parte che stava a contatto diretto con il supporto, quindi procedere a nuova rilegatura e ricollocazione in vasca, ripartendo in pratica da zero.
Per le operazioni di potatura e rilegatura consiglio comunque di estrarre sempre dall'acquario il supporto con la pianta, ciò perchè i talli della R. fluitans sono molto fragili, si frammentano facilmente ed effettuando la potatura in vasca vi finirebbero frammenti di pianta dappertutto, molto di essi resterebbero incastrati tra le piante e gli arredi e darebbero poi il via a nuove colonie, meglio quindi scegliere di collocare questa pianta su supporti agevolmente estraibili dall'acquario e non interrati, ciò vi aiuterà a velocizzare queste indispensabili e frequenti operazioni di mantenimento evitando che vi stufiate alla svelta di questa bellissima pianta, la cui gestione, se collocata in sommersione come epifita, è piuttosto impegnativa.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Marzo 2011 01:01)

 

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