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Hygrophila polysperma

 

Hygrophila polysperma
(Anderson, 1867)

Hygrophila polysperma - Foto di: Andrea Perotti

Hygrophila polysperma ed Hygrophila polysperma rosanervig - Foto di: Andrea Perotti


Pianta palustre perenne a stelo, di facile coltivazione in acquario. Molto coreografica e riempitiva, in condizioni idonee ha un tasso di crescita esplosivo, dote che la rende una delle piante più frequentemente utilizzate nella fase d'avvio di nuovi allestimenti, laddove risulti indispensabile la presenze di piante a crescita rapida.

Fotogallery Hygrophila polysperma


Nome scientifico:

Hygrophila polysperma (sin. Justicia polysperma, Hemidelphis polysperma)


Nomi comuni:

Indian waterweed
Dwarf Hygrophila


Famiglia:

Acanthaceae


Origine:

Asia (la specie è originaria di India e Malesia, tuttavia a causa dell'uomo risulta ormai ben presente anche altrove, ...in Europa meridionale, in Messico, e soprattutto nel sud degli USA ove a causa della sua invasività è stata inserita nella lista delle piante nocive con conseguente divieto di importazione e commercio).


Morfologia:

pianta palustre a stelo. Mostra foglie contrapposte (in verticilli da due), di forma ovale ma piuttosto allungate e strette, di colorazione verde chiaro, a volte quasi tendente al giallo, e che possono anche imbrunirsi all'apice virando al marrone/ruggine in caso di illuminazione molto forte e diretta. Può raggiungere un'altezza di oltre 50 cm, in acquario la si dovrà quindi "cimare" di sovente, ma fortunatamente tollera benissimo le potature anche se frequenti, anzi potandola regolarmente si registra un aumento della produzione di germogli laterali lungo il fusto favorendo la formazione di gruppi folti e compatti.

Molto diffusa ed apprezzata in acquariofilia la Hygrophila polysperma 'rosanervig'. Questa cultivar si differenzia per la presenza di fogliame rosato con nervature bianche, caratteristica provocata a quanto pare da un virus (non trasmissibile alle altre piante) che ne riduce notevolmente la presenza di clorofilla e che viene cromaticamente esaltata soprattutto quando la pianta è ben assistita a livello nutrizionale e posta sotto un'illuminazione molto forte e diretta.

 

Hygrophila polysperma rosanervig - Foto di: Andrea Perotti

 

La Crescita:

tasso di crescita decisamente rapido. Se ben assistita è una pianta molto invasiva, spesso per questa sua dote viene utilizzata nella fase di start-up di nuovi allestimenti, momento delicato in cui è fortemente consigliato avere in vasca piante a crescita rapida e fitodepuranti.


Valori Acquario:

PH: 6,0 / 8,0
GH: 3 / 20 °dGH
Temperatura: 12 / 30 °C
Luce: da medio-bassa a forte


Allestimento Acquario:

fondo poroso, di granulometria non eccessiva e preferibilmente ricco di nutrienti. L'impianto CO2 non è indispensabile, ma come sempre se presente il suo impiego può solo ed unicamente migliorare la situazione.


Fertilizzazione:

è innegabilmente una pianta dalle poche esigenze e che riesce a crescere decentemente senza particolari problemi anche in acquari "very low" (luce permettendo), tuttavia l'adozione di un buon piano di fertilizzazione in colonna, di un fondo attivo, e di un impianto di erogazione di CO2 vi assicuro che aiutano notevolmente, consentendo di ottenere una crescita più rigogliosa, una colorazione più marcata, un fogliame più fitto e spesso ed una struttura portante (fusto e piccioli) di maggior consistenza. Molto importanti per Hygrophila polysperma risultano essere il Ferro (la cui eventuale carenza in colonna viene ben presto fatta notare dalla pianta mediante ingiallimento del fogliame, clorosi ferrica) ed il Potassio (la cui carenza prolungata si manifesta con perdita di spessore ed ulcerazione del fogliame).


Posizione in Acquario:

centro-posteriore.


Modalità di Riproduzione:

in natura si riproduce grazie alla infiorescenza (visibile nella forma emersa) ed alla seguente fruttificazione, fenomeno ben difficile da osservare in acquario. Per noi acquariofili il metodo più facile per ottenerne nuove piantine resta quindi quello per talea, del resto questa pianta va potata piuttosto frequentemente, basterà quindi una porzione apicale di un fusto, o di un getto laterale, per ottenere uno starter col quale potremo avviare una nuova "colonia" in un'altra zona dell'acquario o in un'altra vasca.


Inserimento in Acquario:

questa pianta è solitamente coltivata dalle Aziende di settore e dalle serre in coltura idroponica, con apparato radicale raccolto in vasetto pieno di lana di roccia (grodan) imbevuto di fertilizzanti. Una volta acquistata la pianta occorre quindi prima dell'inserimento in acquario procedere alla rimozione del vasetto e di tutta la lana di roccia, occorre poi separare i vari fusti e (se molto lunghi) accorciarli, ovvero tagliarli tra due internodi (con una forbice ben affilata!) in modo da ottenere delle porzioni apicali (parte superiore al punto di taglio) di circa 12 / 15 cm di lunghezza (le parti basali le potete buttare). Giunti a questo punto potete procedere alla piantumazione mettendo a dimora i vari fusti singolarmente, a 4 / 5 cm di distanza gli uni dagli altri onde evitare che con la crescita vadano ad ombreggiarsi troppo a vicenda.

 

 

Note: gli esemplari ritratti in questa scheda sono stati fotografati negli acquari da me gestiti presso Acquarishop.it, Ranco (VA), di Davide Robustelli.

 

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