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Hemianthus callitrichoides

 

Hemianthus callitrichoides

Hemianthus callitrichoides - Foto di: Andrea Perotti

Hemianthus callitrichoides in pieno perlage - Foto di: Luca Zivoli

 

Di recente comparsa in ambito acquariofilo si è già guadagnata in pochi anni il ruolo indiscusso di pianta da prato preferita e più utilizzata tra i cultori degli allestimenti in stile "Zen" e "Nature Aquarium". E' tra le piante più minute ma ha il pregio, in condizioni ottimali, di formare rapidamente bellissimi e fitti prati sommersi grazie ad un portamento strisciante/tappezzante. Difficoltà di coltivazione media, per vederla in forma smagliante occorre fornirle molta luce, molto CO2, un fondo ricco di nutrienti e maturo ed una fertilizzazione in colonna adeguata.

 

Fotogallery Hemianthus callitrichoides



Nome scientifico:

Hemianthus callitrichoides


Nomi comuni:

Calli
HC


Famiglia:

Scrophulariaceae


Origine:

America Centro-Meridionale (la pianta in natura è piuttosto rara, sembra che si possa rinvenire quasi esclusivamente sull'isola di Cuba)


Morfologia:

pianta palustre esile e minuta, ma in grado di sviluppare un più che discreto apparato radicale. Tecnicamente è una pianta a stelo, ma solo in presenza di luce scarsa mostra un portamento da pianta a stelo, alzandosi fino ad un massimo di 10 / 15 cm, mentre se ben illuminata resta coricata lateralmente e si propaga con portamento strisciante, tappezzando progressivamente il fondo/supporto grazie a continua stolonatura e massiccia produzione di nuovi getti laterali.  Le foglie sono piccolissime, dai 2 ai 3 mm di diametro, leggermente ovali, di un bel colore verde intenso di media tonalità. L'ammontare degli internodi dipende principalmente dalla luce disponibile, non è comunque una pianta dal fogliame molto fitto, ma se coltivata strisciante sotto la necessaria quantità di luce creerà comunque un effetto davvero bello e spettacolare andando a formare cuscini fitti e compatti. In forma emersa forma stagionalmente dei piccolissimi fiori bianchi a 4 petali a scopo riproduttivo.

Nota: quest'essenza è comparsa nel circuito commerciale dell'acquariofilia a cavallo tra il 2002 ed il 2003, ad opera dell'Azienda "Tropica" che in pratica è stata la prima a capirne le potenzialità e ad iniziarne la coltivazione in serra. Successivamente è stata presentata la stessa essenza anche dall'Azienda "Dennerle", ma l'Hemianthus callitrichoides di Dennerle mostra delle piccole differenze morfologiche, sinceramente non sono in grado di spiegarne i motivi ma sta di fatto che l'Hemianthus callitrocoides di Dennerle ha una colorazione più chiara e foglie leggermente più grandi (fino a 5 mm di diametro). Constatando tale differenza è divenuto ormai uso comune tra gli appassionati distinguere la forma originaria, ovvero quella commercializzata da Tropica, aggiungendo al termine del nome scientifico lo pseudonimo "cuba", ciò ad indicare che è solo quella di Tropica a mostrare una morfologia assolutamente identica a quella osservabile in natura sulla nota isola Caraibica. Al di la delle differenze morfologiche le due versioni commerciali di questa essenza restano comunque assolutamente identiche come comportamento e come esigenze in acquario.


La Crescita:

in natura vive sui bordi dei fiumi, in zone periodicamente sommerse, e non mostra particolari differenze morfologiche tra forma emersa e forma sommersa, salvo il fatto che in emersione forma stagionalmente dei microscopici fiorellini bianchi che servono al suo naturale ciclo riproduttivo. In acquario ha una velocità di crescita media, a seconda delle condizioni offerte. Più la luce offerta è forte più la pianta si comporta da strisciante restando bassa e compatta, stolonando dappertutto e formando bellissimi prati sommersi.

 



Valori Acquario:

PH: 5,5 / 7,5
GH: 6 / 12 °dGH
Temperatura: 18 / 28 °C
Luce: da media a molto forte


Allestimento Acquario:

il fondo ideale per Hemianthus callitrichoides dev'essere fine o medio-fine, morbido, maturo e ricco di nutrienti. Fondi con granulometria eccessiva non sono adatti a questa pianta. Fondi poveri di nutrienti o completamente inerti possono comunque risultare idonei ma solo se si è in presenza di massiccia ed equilibrata fertilizzazione in colonna, forte illuminazione e costante presenza di CO2, condizioni queste comunque ottimali per questa essenza a prescindere dal tipo di fondo adottato. Hemianthus callitrichoides in genere soffre parecchio i cambi di acquario, ed anche i semplici cambi di posizione, per questi motivi spesso stenta parecchio prima di mostrare nel proprio acquario una condizione decente, occorre pazientare ... comunque avere un fondo già maturo e ricco risulta un ottimo aiuto in queste situazioni critiche di adattamento, per questo motivo sconsiglio l'inserimento di questa pianta in acquari appena allestiti.

 

Acquario allestito con parte anteriore tappezzata da Hemianthus callitrichoides - Foto e layout di: Luca Zivoli

 

Fertilizzazione:

nonostante si tratti di un'essenza che assume nutrienti prevalentemente per via radicale, la fertilizzazione in colonna dev'essere comunque completa e ben bilanciata, sia a livello di macro che di micro-nutrienti. Soffre in particolar modo la mancanza di Ferro chelato e di oligoelementi, che se carenti in colonna possono portare rapidamente questa pianta ad un completo stallo vegetativo, denotando prima un ingiallimento del fogliame giovane e successivamente spesso la morte totale della pianta. Indispensabile anche una costante ed ottimale concentrazione di CO2 (che deve andare di pari passo con la quantità e qualità di luce offerta), consiglio quindi vivamente di installare un buon impianto CO2.


Posizione In Acquario:

è assolutamente una pianta da primo piano, se ben illuminata e correttamente assistita non si alza infatti oltre i due / tre cm formando splendidi e compatti prati sommersi. Può anche venir coltivata come epifita, in tal caso però è indispensabile adottare una ancor più massiccia fertilizzazione in colonna per permettere alla pianta di sopperire per via fogliare all'assenza di nutrimento per via radicale.


Modalità di Riproduzione:

in natura si riproduce mediante rilascio di minuscoli frutti da piccoli fiori a 4 petali prodotti stagionalmente in emersione. In acquario tale fenomeno è logicamente pressochè impossibile da osservare a meno di allestire la vasca a paludario permettendo all'essenza di colonizzare anche la zona emersa. In sommersione quindi può espandersi solo mediante stolonatura e produzione di getti laterali. Potando una parte di stolonatura con almeno qualche foglia presente ed interrandola altrove possiamo agevolmente espandere e moltiplicare la pianta a nostro piacimento.

Hemianthus callitrichoides a pochi giorni dalla messa a dimora - Foto di: Andrea Perotti

 

Inserimento in Acquario:

la pianta viene coltivata in serra in coltura idroponica con le radici immerse in lana di roccia, o prodotti similari, e con fogliame sviluppatosi in emersione. Al momento dell'acquisto la pianta si presenta sotto forma di vasetto contenente un piccolo ammasso di steli aggrovigliati tra loro gli uni sugli altri. Dopo aver eliminato il vaso e la lana di roccia separate dunque le varie piantine e mettele a dimora singolarmente, o a piccoli mazzetti di 3 / 5 steli cadauno, a pochi cm di distanza tra loro. Interrate la pianta quel tanto che basta a farla stare giù. Come detto in precedenza il fondo dev'essere morbido e preferibilmente già maturo. La pianta nei giorni successivi alla piantumazione andrà quasi certamente incontro ad uno stallo vegetativo, in quanto l'improvviso interramento in sommersione risulta per lei molto traumatico, ma se le condizioni sono idonee basteranno pochi giorni e compariranno i primi segni di ripresa vegetativa.
Effettuate la piantumazione con apposite pinzette dritte e fini, a filtro spento, vi occorerà una gran dose di pazienza... quando riaccendete il filtro regolatelo al minimo per qualche giorno onde evitare che il flusso dell'acqua eradichi le piantine mandandole a galleggiare. Ovviamente è da sconsigliare la piantumazione di quest'essenza con presenti pesci e/o invertebrati scavatori, in quanto il loro incedere provocherebbe sicuramente il sollevamento di buona parte delle piantine. In alternativa a questo metodo potete dividere l'ammasso iniziale in piccoli tranci (ad esempio in 8 parti) lasciando sotto a ciascuno di essi una piccola porzione di lana di roccia, dopo di che procedete alla piantumazione interrando direttamente i mazzetti così ottenuti fino a far scomparire completamente il grodan (lana di roccia) nel fondale, questo è un metodo di piantumazione più facile e rapido, ma che rallenta i tempi di reazione della pianta. Altro metodo è usare dei piccoli cannolicchi ceramici o dei piccoli anelli di terracotta, dividere l'ammasso iniziale in porzioni di dimensioni adatte ad entrare leggermente forzate nei fori dei cannolicchi e/o degli anelli di terracotta (al limite potete usare del filo da pesca o di cotone per fissare meglio i mazzetti ai supporti zavorranti), dopo di che lasciandovi anche eventualmente al di sotto un piccolo quantitativo di lana di roccia (per tenere più coesi i singoli steli) introducete le porzioni nei cannolicchi o negli anelli e procedete alla loro messa a dimora, interrando completamente i supporti zavorranti in modo da lasciar emergere dal fondale solo la parte superiore degli steli della pianta.
Oltre a questi sistemi c'è poi, come già detto, la possibilità di usare questa pianta come epifita, legandola su supporti quali legni e rocce. In tal caso la fertilizzazione in colonna dovrà però essere necessariamente più corposa.

Quando necessaria la potatura può essere effettuata semplicemente abbassando lo spessore del prato con tagli in orizzontale, parallelamente al fondo, da effettuare con apposite forbici a punta curvata. La potatura è un trauma notevole per questa pianta e va preferibilmente fatta nei momenti in cui mostra il suo miglior stato di salute, sarà così più rapida nel reagire e nel ricominciare a produrre nuovi germogli.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 16 Dicembre 2010 00:49)

 

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