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Intervista a Pasquale Buonpane

 

Intervista a: Pasquale Buonpane

 

Pasquale Buonpane

 

AquaExperience.it ha intervistato Pasquale Buonpane, da 4 anni punta di diamante dell'Aquascaping made in Italy, 32 domande per cercare di scoprire l'arcano che si cela nei suoi capolavori e nella sua tecnica di gestione.

 

 

Fotogallery Intervista a Pasquale Buonpane

 

 

1. Ciao Pasquale, da quanti anni sei appassionato di acquariofilia?

Credo di esserlo da sempre: devo aver avuto cinque o sei anni quando ho cominciato a tenere grossi barattoli con le prede (girini, alborelle, spinarelli..) che catturavo con il retino nei canali per l'irrigazione. A quel tempo non sapevo neanche cosa fosse un acquario. Poi, come per la maggior parte degli acquariofili, sono arrivati i primi pesci rossi e quando ero alle medie la prima vera vasca di vetro e lì ero già al punto di non ritorno.


2. Ti sei fin dall’inizio occupato di plantacquari o vi è stato un processo di avvicinamento piuttosto graduale?

Devo dire che le mie vasche sono state sempre ricche di vegetazione ma di fatto negli anni '80 le vasche commerciali erano (e purtroppo in molti casi sono ancora) studiate più per ospitare i pesci  che le piante. Generalmente montavano un unico tubo al neon,decisamente insufficiente per gran parte delle piante che coltiviamo oggi. Per molti anni mi sono occupato soprattutto dell'allevamento e riproduzione di svariate specie di pesci. Il primo vero plantacquario l'ho allestito solo nel 2006.


3. Attualmente quanti acquari gestisci e di che volumi?

Al momento seguo cinque vasche: due piuttosto grandi (350 e 400 litri) che utilizzo per gli allestimenti "seri", due più piccole (100 e 60 litri) che utilizzo come vasche "vivaio" e per i miei esperimenti e per finire un caridinaio di circa 25 litri.


4. E’ vero che tutti i tuoi acquari te li sei costruiti da solo?

Non proprio: ho realizzato personalmente due vasche su cinque, ma escludendo quella da 100 litri (una vasca commerciale alla quale ho modificato gli impianti di filtraggio e illuminazione) le mie sono tutte vasche artigianali.


5. Quando e come è scattata la scintilla che ha acceso in te la passione per l’aquascaping?

Diciamo che la scintilla covava sotto la cenere. Nella prima metà degli anni '90 sulle riviste di acquariologia cominciarono ad apparire i primi lavori del maestro Takashi Amano, per me fu una folgorazione, acquistai il suo primo libro in italiano "Acquari Zen" ma successivamente, per un periodo di circa dieci anni, preso da altri interessi mi allontanai dall'acquariologia. In quegli anni ho continuato a tenere in funzione almeno una vasca ma solo perchè i miei pesci, dimostrando una longevità fuori dal comune, non volevano saperne di lasciarmi (ed ho ancora con me un Pangio che non l'ha mai fatto). Nel 2006, prossimo all'apertura di un'attività commerciale, mi venne l'idea di arredare il negozio con una vasca: pensavo di avere una buona esperienza ma presto mi accorsi che durante la mia "latitanza" molte cose erano cambiate. Penso ad esempio all'inserimento di nitrati e fosfati nei protocolli di fertilizzazione: solo dieci anni prima un'idea del genere sarebbe stata considerata un'eresia. Così ricominciai a "studiare". Grazie ad internet e soprattutto al forum di Aquagarden riuscii a rimettermi in carreggiata in breve tempo e il risultato fu la vasca che ottenne il 2° posto all'AGA Aquascaping Contest del 2007.


6. Oltre al grande Maestro T. Amano ci sono altri personaggi in questo settore che sono stati (o che ancora lo sono) per te fonte di ispirazione?

Ho sempre avuto una grande ammirazione per il maestro Amano, per i suoi lavori e soprattutto per la sensibilità ed il rispetto che dimostra nei confronti della natura e degli esseri viventi. Detto questo, escludendo Amano, non credo ci siano aquascapers che mi abbiano ispirato più di altri. Di sicuro ci sono vasche, a dire il vero non molte, in cui a volte intravedo "qualcosa" che va ben oltre la somma tra tecnica ed estro creativo. E' difficile definire quel "qualcosa": c'è chi lo chiama talento, senso estetico, sensibilità, a me piace considerarlo un "modo" di vedere le cose. Quando contemplando una vasca hai la sensazione che l'autore abbia avuto un "modo di vedere le cose" simile al tuo, è quasi inevitabile che, talvolta inconsciamente, quella vasca finirà per influenzare le tue scelte compositive.


7. L’osservazione della natura ti aiuta molto nella creazione di un aquascape?

Credo che gli ambienti naturali siano il luogo ideale in cui cercare idee, atmosfere e sensazioni da riprodurre nelle nostre vasche: la natura offre modelli praticamente infiniti. Al contrario prendendo a modello gli acquari degli altri aquascapers si finisce per clonare all'infinito le loro idee.


8. Ritieni che lo stile compositivo degli appassionati italiani sia riuscito a ritagliarsi un proprio spazio ben delineato oppure valuti ancora troppo marcata e visibile l’influenza asiatica?

Premetto che a mio avviso c'è una grande differenza tra allestire acquari di piante e fare aquascaping. Detto questo, mi spiace doverlo ammettere ma credo che nel nostro paese, sebbene vi sia un buon numero di cultori di questo magnifico hobby, i veri talenti, almeno quelli in grado di distinguersi a livello internazionale siano davvero molto pochi e non è che negli altri paesi europei la situazione sia molto diversa. In un contesto simile è veramente difficile parlare di un "Italian style". C'è da dire inoltre che il web ha praticamente annullato le distanze e i confini geografici: c'è un continuo scambio di immagini ed informazioni, credo che in futuro gli stili tenderanno più ad uniformarsi che a differenziarsi.


9. Cosa significa per te partecipare ad un Contest internazionale di Aquascaping? E’ solo un gioco, un momento di confronto, una sfida o cos’altro?

Ho iniziato anch'io per gioco ma ho avuto la fortuna di ottenere grandi soddisfazioni fin dalla mia prima partecipazione. Da lì ho capito subito che con l'impegno e tanta passione non era impossibile arrivare a distinguersi sulla scena internazionale. Credo che ogni acquariofilo degno di questo nome sia profondamente innamorato del proprio acquario: ognuno di noi "segretamente" considera la propria vasca come fosse "la più bella" pur restando consapevoli del fatto che il nostro sia un giudizio di parte. Quando la tua vasca ottiene un buon piazzamento in un contest internazionale è un po' come se il mondo dell'aquascaping confermasse che quel nostro giudizio intimo e "di parte" in realtà era un giudizio per certi versi valido. E' come se qualcuno ti dicesse che stai andando nella direzione giusta e questo è veramente gratificante. Credo sia anche per questo che continuo ad iscrivere le mie vasche nei concorsi: è un buon sistema per invogliarci a fare del nostro meglio. Credo sia fondamentale però non caricarsi mai di aspettative e continuare a seguire il proprio gusto personale ed il proprio istinto.


10. La qualità fotografica, postproduzione compresa, incide molto sull’esito di una partecipazione ad un Contest di Aquascaping? Curi particolarmente questo aspetto?

Mi piace pensare che nei contest alla fine vincano sempre le idee più che la "confezione", di fatto però una buona idea ben "confezionata" avrà certamente qualche possibilità in più rispetto ad un'idea altrettanto valida ma mal rappresentata fotograficamente. Credo che il lato "fotografico" della questione sia un po' il mio tallone di Achille, a volte penso che dovrei curare maggiormente questo aspetto sia per quanto riguarda la tecnica che le attrezzature ma non sono mai stato un maniaco nella cura dei dettagli e purtroppo la fotografia non rientra nella lunga lista di interessi che coltivo: in genere mi basta che la vasca sia gradevole (almeno per me) e che la foto si avvicini per quanto possibile a quello che la vasca è nella realtà.


11. Per quanto riguarda legni e rocce ti affidi solo a prodotti specifici per acquariofilia oppure impieghi anche materiali da te raccolti in natura?

Potrà sembrare strano ma non ho mai acquistato nè rocce nè legni: ho sempre utilizzato materiali raccolti in natura. Quando inizio un nuovo allestimento in genere mi procuro un numero di rocce molto maggiore, spesso più del triplo, di quelle che poi verranno utilizzate. In genere la realizzazione dell'hardscape è un processo piuttosto lento: amo scegliere le rocce con estrema cura, mi piace rigirarle tra le mani per scoprire quali siano i lati più interessanti ed infine vedere l'effetto che fanno una volta posizionate in vasca, osservandole anche sotto le luci della vasca stessa in modo da studiare le parti illuminate e le zone in ombra. Anche ammettendo di riuscire a trovare tutti i "pezzi" necessari per realizzare il progetto che ho in mente, in un negozio sarebbe impossibile procedere in questo modo. In natura al contrario spesso si riesce a trovare proprio la roccia mancante, quella giusta per una determinata situazione.


12. Utilizzi anche rocce calcaree? Che problemi comportano e come le gestisci?

Le rocce della mia zona sono tutte di natura calcarea ma non ho mai registrato problemi di alcun tipo. C'è da dire che nelle mie vasche il pH è sempre prossimo alla neutralità, di certo non le userei in una vasca per Discus con valori bassi di pH.


13. Quali fondi preferisci utilizzare nei tuoi plantacquari?

Nelle vasche grandi utilizzo soprattutto akadama integrato all'occorrenza con capsule o pastiglie fertilizzanti, ma ho anche vasche con semplice ghiaietto di quarzo e addirittura una in cui ho utilizzato della sabbia di lago raccolta in natura.


14. Come gestisci l’akadama “nuova” nello start-up? Quanto può durare un fondo composto principalmente da akadama?

All'inizio tenevo d'occhio il kH  registrando effettivamente un calo nei valori ma sempre in maniera piuttosto contenuta. Credo che l'utilizzo di rocce calcaree sia un ottimo sistema per velocizzare il processo di saturazione. Non so quanto possa durare un fondo in akadama ma posso dire che quello della mia vasca più grande ormai è lì da più di quattro anni ed è ancora in ottimo stato.


15. In fase d’avvio vasca preferisci utilizzare materiali (fondo & materiali filtranti) nuovi oppure cerchi di velocizzare il tutto impiegando materiali già “rodati”?

Quando è possibile cerco di utilizzare materiali già maturi. In particolare cerco di non spegnere mai i filtri esterni: quando riallestisco trasferisco semplicemente il filtro su una delle altre vasche.


16. Ciò ti permette di contenere eccessive proliferazioni algali nella fase d’avvio?

Si, credo che la comparsa di qualche alga sia inevitabile in fase di avvio ma con questo sistema gli attacchi non sono mai stati problematici e dopo qualche settimana, ad equilibrio raggiunto, le alghe tendono a scomparire spontaneamente.


17. Adotti qualche “trucchetto” per velocizzare ulteriormente la maturazione di una vasca? Usi attivatori batterici?

Per un certo periodo ho usato gli attivatori del commercio, ora preferisco semplicemente "sciacquare" un pezzo di lana sintetica, proveniente da un filtro maturo, direttamente nella vasca qualche giorno dopo averla riempita e prima di inserire le piante.


18. In caso di allestimento pensato specificatamente per un Contest gestisci l’acquario con già tutti i pesci in vasca oppure, almeno quelli di livello di nuoto intermedio, li vai ad inserire solo al momento della foto?

In genere inserisco i pesci  quando le condizioni della vasca sono idonee ma in qualche caso ho provato a spostarli in un'altra vasca per qualche settimana per poi ritrasferirli qualche istante prima di scattare le foto. Dopo lo scatto i pesci restano nella loro "casa" per un periodo piuttosto lungo, in genere più di un anno.


19. Per contrastare la crescita algale ti aiuti con specie bentoniche e detrivore? Quali specie non mancano mai nei tuoi acquari e con che tempistica dall’avvio vasca vai ad inserirle?

In fase di avvio non manco mai di inserire gli Otocinclus, le Caridina (ex) japonica e qualche giovane esemplare di Crossocheilus siamensis. Cerco di inserirli non appena le condizioni dell'acqua lo consentono. Considero gli alghivori e soprattutto i Crossocheilus quasi indispensabili: questi instancabili divoratori di alghe se inseriti al momento giusto ed in numero adeguato possono letteralmente annullare il problema alghe. I Crossocheilus purtroppo una volta cresciuti tendono a divorare anche i muschi e le piante più tenere diventando un po' difficili da gestire. Non amo riportare ai negozianti i pesci  cresciuti nelle mie vasche per cui da qualche anno ho riservato ai "siamensis" quella da 100 litri dove trasferisco gli esemplari che diventano "turbolenti".


20. Per la fertilizzazione in colonna ti affidi a prodotti commerciali già pronti o preferisci somministrare i singoli nutrienti separatamente preparandoli tu stesso?

Trovo più pratico preparare le soluzioni fertilizzanti personalmente e considerando che devo trattare settimanalmente oltre 900l di acqua questo sistema risulta anche piuttosto conveniente dal punto di vista economico.


21. Testi spesso l’acqua?

No, non eseguo quasi mai i test: per i cambi utilizzo esclusivamente acqua di rubinetto che dalle mie parti ha valori praticamente costanti per cui dopo qualche tempo ho smesso di testarla. Inoltre conoscendo le concentrazioni delle soluzioni fertilizzanti so anche cosa metto in vasca quando fertilizzo. Mi limito a misurare il pH per tarare l'impianto di CO2  quando mi capita di sostituire una delle bombole. Per il resto utilizzo il mio "occhiometro": col tempo ho imparato a capire se c'è bisogno di aggiungere qualche elemento in vasca semplicemente osservando l'aspetto delle piante.


22. Che acqua utilizzi per il primo riempimento e per i successivi cambi parziali, e come la prepari?

Come ti dicevo utilizzo acqua di rubinetto: ho la fortuna di avere un'acqua con parametri costanti e pressochè perfetti per l'acquario di piante. Prima di immetterla in vasca la lascio stabulare in grossi recipienti per qualche giorno per dar modo al cloro di evaporare.


23. I cambi parziali sono corposi? Con che frequenza?

Cambio settimanalmente dal 30 al 50% in base alla stagione e allo stato "fisiologico" della vasca.


24. Che luci utilizzi maggiormente nei tuoi acquari?

Soprattutto tubi T8 da 6.500 °k, solo sulla vasca da 60 litri ho montato delle T5.


25. Preferisci gestire vasche con luce media o con luce molto forte?

In una delle vasche ho circa 1 w/l ma nelle altre mi mantengo su un rapporto di circa 0,6 w/l. Spesso si legge che per le piante da prato, come la Glossostigma o l'Hemianthus callitrichoides, sia indispensabile un'illuminazione "da stadio", in realtà queste specie possono crescere sane e compatte anche con un'illuminazione media. Chiaramente il ritmo di crescita sarà più contenuto ma questo in alcuni casi può rivelarsi un vantaggio, specie quando devi potare un prato di oltre un metro e mezzo. C'è da dire inoltre che quando si spinge molto sull'acceleratore del sistema acquario è molto più facile che al minimo errore il sistema collassi.


26. Che fotoperiodo adotti? Mi riferisco sia alla fase d’avvio sia successivamente con vasca matura.

Dieci ore al giorno sempre e comunque.


27. Come imposti la filtrazione nei tuoi acquari più grandi? Separi filtrazione meccanica e filtrazione biologica? Che materiali filtranti impieghi?

Utilizzo dei filtri esterni piuttosto potenti caricati con i classici cannolicchi in ceramica e spugne. In genere non eseguo alcun tipo di manutenzione e cerco di toccare il meno possibile i materiali filtranti. Normalmente i filtri vengono aperti solo se noto una diminuzione della portata o dopo pesanti interventi in vasca.


28. Ritieni importante la circolazione dell’acqua nell’acquario? Ti aiuti con pompe supplementari di movimento?

Credo che una buona circolazione sia fondamentale. Una vasca matura può essere considerata anch'essa come un enorme filtro: una buona circolazione consente di ossigenare tutti gli angoli della vasca favorendo la proliferazione dei batteri "buoni". L'importanza del filtro è data soprattutto dal movimento che crea in vasca: le colonie batteriche in esso contenute servono solo all'inizio per dare il via alla colonizzazione. Per questo nelle vasche più grandi aggiungo sempre pompe supplementari che mi garantiscono anche una temperatura omogenea ed una migliore diffusione della CO2 in ogni angolo dell'acquario.


29. Parlando più in generale, hai avuto esperienze con i prodotti ADA? Come ti sei trovato?

E' un'esperienza che mi manca e che mi incuriosisce, credo che prima o poi mi divertirò a colmare questa lacuna.


30. Altri prodotti che hai avuto modo di provare e che ti sono sembrati molto validi?

All'inizio cominciai con la Seachem, devo dire con ottimi risultati, ma trovavo i protocolli di fertilizzazione troppo elaborati. Più recentemente ho testato la linea Tropica trovandola veramente eccellente: credo siano ottimi prodotti, oltretutto molto pratici da usare.


31. Oltre alle piante acquatiche coltivi anche la passione per altre tipologie di piante? Se non erro le piante sono il tuo lavoro, giusto?

Le piante sono da sempre la mia più grande passione: colleziono succulente da quasi trent'anni e da qualche anno alla passione per le "piante grasse" ho affiancato quella per le carnivore. Recentemente mi sto dedicando alla catalogazione della flora spontanea delle "mie" montagne, il massiccio del Matese. Credo fosse inevitabile che le piante diventassero anche il mio lavoro.


32. Prima di salutarci desideri segnalare e/o ringraziare qualche sito, associazione, negozio, rivista o persona che siano stati davvero importanti nel tuo cammino evolutivo di aquascaper?

Non posso non ringraziare il forum di Aquagarden che specie all'inizio della mia "carriera" è stato per me una palestra insostituibile che mi ha permesso di recuperare rapidamente tutto il tempo perduto. Inoltre ringrazio il grande Vincenzo Maisto: attraverso le sue magnifiche vasche ho capito per la prima volta che anche nel nostro paese era possibile praticare un acquascaping di altissimo livello.





Bene Pasquale, l’intervista è conclusa. Lo staff di AquaExperience.it ti ringrazia per la cortesia e per il tempo che ci hai dedicato.

 

 


 

 

Seguono foto di alcuni allestimenti realizzati da Pasquale Buonpane

 

A sunbeam of the face of Earth - 160x52x60 cm - Allestimento e foto: Pasquale Buonpane

Mathesium - 140x52x60 cm - Allestimento e foto: Pasquale Buonpane

Oriente e Occidente - 160x52x60 cm - Allestimento e foto: Pasquale Buonpane

April 5th (here she comes) - 140x52x60 - Allestimento e foto: Pasquale Buonpane

The world before Columbus - 160x52x60 - Allestimento e foto: Pasquale Buonpane

 

 


 

 

Per maggiori informazioni su Pasquale Buonpane ed i suoi acquari consultate direttamente il suo blog: "Ushi-Kouge Aquascaping".

Ultimo aggiornamento (Giovedì 16 Settembre 2010 07:22)

 

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