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Gli invertebrati

 

Gli invertebrati

Storia - Classificazione - Impiego in Acquariofilia

 

Acquario dedicato ad invertebrati marini - Foto di Giovanni Zanon

 

 

Premessa



Gli invertebrati sono creature prive di una struttura ossea interna, e sono le forme di vita animale più antiche del pianeta.

In ambito acquariofilo la loro popolarità è stata da sempre legata soprattutto al settore marino, tuttavia nell’ultimo ventennio anche negli acquari d’acqua dolce e salmastra gli invertebrati hanno preso piede divenendo ormai largamente impiegati ed apprezzati da vari appassionati in tutto il mondo.

 

Fotogallery Gli invertebrati

 

La scelta degli invertebrati da allevare non deve però essere casuale, bensì condotta con criterio e raziocinio.

Le schede messe a Vs. disposizione in questo sito sono quindi pensate e realizzate per darVi tutte le informazioni necessarie affinchè i Vostri invertebrati possano stare bene nei Vostri acquari, trovandovi un ambiente e una gestione correttamente impostate, in modo che possano vivervi a lungo, senza eccessivo stress, e che magari possano anche riprodurvisi.





La classificazione degli Invertebrati


Il termine "invertebrato" fu coniato, a cavallo tra il 18° ed il 19° secolo, dal francese Jean Baptiste de Lamarck (1744 - 1829), professore di "storia naturale degli insetti e dei vermi", dal 1794, presso il "Museo Nazionale di Storia Naturale" di Parigi. Tali animali erano fino a quel momento stati considerati non degni di studi ed approfondimenti, ciò in pratica costrinse Lamarck a partire da zero, spingendolo di fatto a studiare e creare un nuovo campo della biologia.

La prima classificazione ufficiale di Lamarck definì come invertebrati tutte le forme di vita animali prive di colonna vertebrale, e ne creò una suddivisione in due macrogeneri:


- Insetti
- Vermi


De Lamarck fu tra l'altro il primo ad intuire che le varie forme di vita esistenti non sono state create da un'entità superiore direttamente nella forma da noi osservabile (creazionismo), bensì sono diventate quel che sono grazie ad un cammino evoluzionistico dettato dalla spinta di selezione biologica naturale (evoluzionismo).


Da allora è passato molto tempo e gli studi biologici intercorsi hanno di fatto invalidato (o meglio superato) la classificazione proposta da Lamarck, consentendo di delineare una nuova classificazione ufficiale, ben più dettagliata ed approfondita.


Attualmente gli invertebrati costituiscono quasi il 97% dell'intero regno animale, e sono stati tassonomicamente suddivisi in vari "phyla".

I phyla (singolare = phylum) rappresentano i gruppi tassonomici gerarchicamente inferiori al "regno" ma superiori alla "classe". Gli organismi dello stesso phylum denotano in pratica uno schema strutturale comune, seppur ciò non sempre risulti evidente dall'osservazione della morfologia esterna.

Per un lungo periodo gli invertebrati furono suddivisi in soli 6 phyla, si potevano quindi avere solamente:

- Antropodi
- Cnidari (detti anche Celenterati)
- Echinodermi
- Molluschi
- Poriferi
- Vermi



Mentre i "Protozoi" invece, che Lamarck considerava degli invertebrati, vennero riclassificati ed uniti alle alghe verdi unicellulari nel regno "Protisti".

Più recentemente, grazie al progresso e ai potenti mezzi di osservazione moderni, il quadro generale è stato ampliato fino al suo completamento, arrivando a definire un numero notevole di Phyla.

La situazione attuale divide gli invertebrati nei seguenti 21 Phyla:


- Apicomplexa
- Porifera
- Cnidaria
- Bryozoa
- Ctenophora
- Platyhelminthes
- Phoronida
- Nemertea
- Nematoda
- Nematomorpha
- Acanthocephala
- Priapulida
- Mollusca
- Annelida
- Echiura
- Sipuncula
- Onycophora
- Echinodermata
- Arthropoda
- Brachiopoda
- Chordata



In tutti questi phyla esistono Specie che vivono e si riproducono in ambienti acquatici, solo alcune di esse risultano però affini all'hobby dell'acquariofilia, nel proseguo di questa introduzione la mia attenzione verrà quindi rivolta ai soli Phyla di "nostro" interesse che richiedano un approfondimento.





Invertebrati di interesse acquariofilo


I phyla contenenti gli invertebrati di maggior interesse acquariofilo sono i seguenti:


- Porifera
- Cnidaria
- Bryozoa
- Platyhelminthes
- Nematoda
- Nematomorpha
- Acanthocephala
- Mollusca
- Annelida
- Echinodermata
- Arthropoda
- Chordata




Conosciamoli meglio.....





Poriferi

I Poriferi, comunemente chiamati "spugne", rappresentanti del phylum Porifera, sono forme di vita acquatiche filtratrici. Sono ricoperti da pori ("porifero" tradotto in latino significa portatore di pori) grazie ai quali respirano (respirazione cutanea) e si alimentano. Filtrando continuamente l'acqua hanno infatti modo di incamerare e trattenere tutte le eventuali microparticelle di nutrienti in essa rinvenibili. Sono specie "bentoniche" (che vivono ancorate ai fondali e/o alle formazioni rocciose di barriera) e "sessili" (che non possono spostarsi dal punto di ancoraggio risultando di fatto statiche).
Sono esseri ermafroditi ma non in grado di riprodursi autonomamente. La riproduzione avviene mediante rilascio in acqua di "spermi" e uova. Se un uovo emesso da un esemplare ha modo di incrontrare degli spermi emessi da un altro esemplare, ne resterà fecondato.


Il Phylum dei Poriferi è suddiviso in 4 Classi:

- Calcispongiae
- Hyalospongiae
- Demospongiae
- Sclerospongiae



I Poriferi sono tutte specie che abitano i fondali marini, ad eccezione di alcune specie appartenenti alla Famiglia Spongillidae rinvenibili in acqua dolce, in tutti i continenti ad eccezione dell'Antartide.



Cnidari

Gli Cnidari, detti anche Celenterati, rappresentanti del phylum Cnidaria, sono forme di vita acquatiche dalla struttura simile ad un sacco dotato di un'apertura adornata da tentacoli. L'alimentazione avviene attraverso l'apertura, che funge da bocca, ed i tentacoli servono a prendere il cibo e a portarlo all'interno della struttura. A seconda delle specie si può avere riproduzione sessuale o riproduzione asessuale (per "gemmazione"). Gli Cnidari sono strutturalmente divisibili in "Polipi" e "Meduse", ove nei polipi si hanno forme di vita "bentoniche" (che vivono ancorate ai fondali e/o alle formazioni rocciose di barriera) e "sessili" (che non possono spostarsi dal punto di ancoraggio risultando di fatto statiche), con apertura boccale rivolta verso l'alto, mentre nelle meduse si hanno forme di vita mobili, in grado di nuotare, avente apertura boccale rivolta verso il basso.


Il Phylum dei Cnidari è suddiviso in 4 Classi:

- Anthozoa
- Cubozoa
- Hydrozoa
- Scyphozoa


Gli Cnidari sono rinvenibili in quasi tutte le tipologie di ambienti acquatici, tra di essi sono presenti Famiglie e Specie molto note in acquariofilia, sia in ambientazioni d'acqua dolce (ad esempio varie Idre, come l' Hydra viridis, spesso involontariamente presenti nei nostri acquari) sia in ambito dell'acquario marino tropicale (basti pensare alle varie Specie di Anemoni e Coralli appartenenti alla Classe Anthozoa).




Cerianthus membranaceus
un esacorallo solitario, presente soprattutto nel Mar Mediterraneo
phylum Cnidaria, classe Anthozoa

Cerianthus membranaceus - Foto di: Andrea Perotti


Actinodisus sp.

phylum Cnidaria, classe Anthozoa

Actinodiscus sp. - Foto di: Giovanni Zanon

 

 

Anemonia sp.

phylum Cnidaria, classe Anthozoa

Anemonia sp. - Foto di: Andrea Perotti

 

 

Parazoanthus axinellae

Phylum Cnidaria, classe Anthozoa

Parazoanthus axinellae - Foto di: Andrea Perotti

 

 

Sinularia sp.

Phylum Cnidaria, classe Anthozoa

Cnidaria sp. - Foto di: Giovanni Zanon

 

 

Hydra viridis
minuscolo polipetto d'acqua dolce, cosmopolita
phylum Cnidaria, classe Hydrozoa

Hydra viridis - Foto di: Andrea Perotti



Briozoi

I Briozoi, rappresentanti del phylum Bryozoa (detto anche Ectoprocta), sono piccoli invertebrati acquatici, quasi esclusivamente marini. Sono creature bentoniche che vivono quindi ancorate a substrati ove formano vere e proprie colonie partendo spesso da un unico esemplare che inizia a riprodursi autonomamente per gemmazione.
Questi animali hanno una parte del corpo (in genere quello aderente il substrato) racchiuso in un involucro protettivo calcareo, ed una parte esterna non protetta provvista di apertura boccale attorniata da tentacoli. La bocca compie la funzione respiratoria mentre i tentacoli svolgono funzione sensoriale. In caso di pericolo la parte esterna può essere rapidamente retratta all’interno dell’involucro protettivo calcareo.
Quasi tutte le specie di Briozoi sono ermafrodite ed in grado di riprodursi autonomamente per gemmazione asessuata.


Il phylum dei Briozoi è suddiviso in 3 Classi:


- Stenolaemata
- Gymnolaemata
- Phylactolaemata




I Briozoi, pur preferendo climi tropicali, risultano di fatto cosmopoliti. Vengono spesso indicati come “Organismi Incrostanti”, sono infatti loro i responsabili della classica copertura calcarea che con il tempo si forma sulle pareti delle imbarcazioni affondate.




Platelminti

I Platelminti, rappresentanti del phylum Platyhelminthes, sono forme di vita vermiformi appiattite, rinvenibili sia in ambienti acquatici che emersi fangosi. Alcune Specie di Platelminti sono animali indipendenti in grado di condurre vita a sé, altre Specie invece (la stragrande maggioranza) sono in pratica dei parassiti che per vivere devono necessariamente colonizzare un’altra forma di vita, sviluppandosi e riproducendosi all'interno del suo apparato digerente (alcune specie possono parassitare anche l'uomo).
Sono animali privi di organi respiratori, l’assunzione di Ossigeno avviene per via epidermica grazie alla presenza di uno strato liquido protettivo a livello interstiziale nel quale, a seguito del continuo movimento dell’animale, si realizza un sufficiente fenomeno di scambi gassosi che permette all’animale l’assunzione di Ossigeno.
L’assunzione di cibo avviene mediante una bocca posta o anteriormente o in posizione ventrale.
La quasi totalità dei Platelminti è ermafrodita. A seconda delle specie si può avere riproduzione sessuale e/o riproduzione asessuale (per "scissione trasversale").


Il phylum dei Platelminti è suddiviso in 4 Classi:


- Turbellaria
- Monogenea
- Trematoda
- Cestoda



I Platelminti sono rinvenibili in quasi tutte le tipologie di ambienti acquatici, tra di essi sono presenti Famiglie e Specie molto note in acquariofilia, sia a livello parassitario (spesso causa di problemi di salute e/o decessi tra i pesci) sia a livello di forme di vita a sé stanti (basti pensare alle varie Specie del Genere Planaria, appartenenti alla Classe Turbellaria, che a volte si sviluppano spontaneamente in acquari da poco avviati).



Nematodi

I Nematodi, rappresentanti del phylum Nematoda, sono forme di vita vermiformi cilindriche (a sezione circolare), rinvenibili sia in ambienti acquatici che terrestri. Alcune specie di Nematodi sono animali indipendenti e conducono vita a sé, altre specie sono invece in pratica dei parassiti e per vivere devono necessariamente colonizzare un’altra forma di vita, sviluppandosi e riproducendosi al suo interno, o inizialmente sulla sue cute e solo successivamente al suo interno.
Sono animali privi di organi respiratori, l’assunzione di Ossigeno avviene per via epidermica grazie alla presenza di uno strato liquido protettivo a livello interstiziale nel quale, a seguito del continuo movimento dell’animale, si realizza un sufficiente fenomeno di scambi gassosi che permette all’animale l’assunzione di Ossigeno. Lo scambio gassoso è favorito ulteriormente dalla presenza di pori cutanei.
L’assunzione di cibo avviene mediante una bocca posta anteriormente.
I Nematodi hanno sessi ben distinti, esistono quindi esemplari maschi ed esemplari femmine, sono dotati di organi sessuali esterni e si riproducono mediante rapporto sessuale. All’interno del phylum troviamo sia specie ovipare che specie ovovivipare e nei piccoli è totalmente assente lo stadio larvale.


Il phylum dei Nematodi è suddiviso in 2 Classi:


- Adenophorea
- Secernentea




I Nematodi che conducono vita “libera” (non parassitari) proliferano soprattutto nei terreni emersi umidi e nei fondali acquatici. Tra loro troviamo sia specie saprofaghe sia specie onnivore a prevalenza carnivora.
I Nematodi parassiti vivono parassitando sia piante che animali (compreso l’uomo). Alcune specie sono veramente aggressive, riescono a parassitare animali (acquatici e terrestri) addirittura perforandone la cute, ciò grazie ad un apparato boccale provvisto di stiletti acuminati, per poi insinuarsi non solo nell’apparato digerente ma anche (per alcune specie di Nematodi) nel sistema circolatorio e/o nelle fibre muscolari.
Molto temute dall’uomo sono le specie che parassitano le piante e i vegetali in genere, responsabili spesso di gravi danni all’agricoltura.



Nematomorfi

I Nematomorfi, rappresentanti del Phylum Nematomorpha, sono forme di vita vermiformi cilindriche (a sezione circolare) in grado di raggiungere un notevole rapporto lunghezza/sezione apparendo quindi simili a dei lunghi capelli fluttuanti; sono rinvenibili quasi esclusivamente in ambienti d’acqua dolce. Si tratta di forme di vita parassite nella fase larvale e conducenti vita indipendente da adulte. La fase larvale è la più lunga mentre la fase di vita indipendente è in genere brevissima, antecede la morte, e serve solo per la riproduzione. Sono in grado di entrare nel corpo dell’organismo parassitato sia per via orale sia attraverso il derma, grazie ad una proboscide retrattile corredata da aculei e stiletti.
Allo stadio larvale parassitario (in genere quasi il 100% del loro ciclo vitale) questi animali sono privi di bocca ed organi respiratori collegati all’esterno, l’assunzione di cibo e di Ossigeno avviene quindi attraverso la cute. Nel corso della loro vita subiscono poi varie mute evolvendosi verso le sembianze della forma cosiddetta adulta, raggiunta la quale i Nematoformi, in grado di condurre vita libera, lasciano l’animale parassitato, fuoriuscendo dal suo derma. Giunti a questo punto il loro ciclo vitale è praticamente concluso, prima della morte però provvedono a riprodursi.
Si tratta di specie ovipare a sessi ben distinti, esistono quindi esemplari femmine ed esemplari maschi. Il maschio in forma adulta è provvisto di organo copulatore esterno con il quale può fecondare internamente le uova presenti nel ventre della femmina. Le uova fecondate vengono poi rilasciate in acqua o appiccicate al derma di animali (spesso sullo stesso animale da cui la coppia adulta è appena fuoriuscita).


Il phylum dei Nematomorfi è suddiviso in 2 Classi:


- Nectonematoida
- Gordioida




A causa delle minuscole dimensioni di molti Nematomorfi, e del lungo periodo necessario alla schiusa delle loro uova (anche fino ad un mese), se ne trova spesso traccia nell’acqua di rete domestica, motivo per cui possono venir inavvertitamente ingeriti dall’uomo, o introdotti in acquario. Per l’uomo non costituiscono un pericolo non trovandovi le condizioni idonee ad una loro proliferazione (possono però causare nausea), in acquario invece può capitare che alcuni pesci e/o invertebrati presenti ne vengano parassitati con conseguenze problematiche.



Acantocefali

Gli Acantocefali, rappresentanti del phylum Acanthocephala, sono forme di vita vermiformi in grado di raggiungere (alcune specie) il metro di lunghezza. Si tratta di animali conducenti vita totalmente parassitaria, in grado di colonizzare molte specie di vertebrati (compreso l’uomo), parassitandone l’apparato digerente. Respirazione ed alimentazione avvengono attraverso la cute. Sono dotati di proboscide estroflessibile uncinata, con la quale però non sono in grado di perforare nulla, la proboscide in pratica viene usata solo per ancorarsi internamente all’apparato digerente della forma di vita parassitata, nella quale l’Acantocefalo è potuto quindi entrare solo per via orale.
Si tratta di specie ovipare a sessi ben distinti, esistono quindi esemplari femmine ed esemplari maschi. Il maschio è provvisto di organo copulatore esterno con il quale può fecondare internamente le uova presenti nel ventre della femmina. Le uova fecondate vengono poi in genere appiccicate alle pareti interne dell’apparato digerente dell’organismo parassitato, in attesa della loro schiusa.


Il phylum degli Acantocefali è suddiviso in 3 Classi:


- Archiacanthocephala
- Palaeacanthocephala
- Eoacanthocephala




Le malattie parassitarie provocate dagli Acantocefali sono tra le più temute in acquariofilia. Spesso generano gravi problemi agli allevatori professionisti in quanto la rapidità di trasmissione del parassita tra i pesci può essere sorprendentemente elevata, assumendo i connotati di una vera infestazione epidemica. Questo parassita ha la cute protetta da uno strato uniforme “glicocalico” (cioè composto da un mix di polisaccaridi e glicoproteine) che gli consente di risultare immune a qualsiasi acido gastrico, facendo si che spesso l’organo più colpito sia proprio lo stomaco. Il pesce infestato da questi parassiti cessa di alimentarsi, o se lo fa vomita in continuazione, inizia quindi a denotare un rapido ed irreversibile dimagrimento cui segue in genere il decesso.



Molluschi

I molluschi, rappresentanti del phylum Mollusca, costituiscono uno dei phyla più grandi e vasti dell’intero regno animale, nonché un notevole passo avanti nel cammino evolutivo degli invertebrati. E’ infatti nei molluschi che possiamo iniziare ad osservare la comparsa di tasselli evolutivi fondamentali, veri traguardi dello sviluppo animale. Mi riferisco alla conchiglia (poi persa da alcune specie del phylum durante il loro cammino evolutivo), alla respirazione branchiale, al notevole miglioramento dell’apparato digerente e di quello escretore (sono le prime forme di vita in grado di produrre feci solide), alla comparsa di una vera dentatura (seppur “rotante”, con movimento paragonabile ad un cingolo), al miglioramento del sistema nervoso con la comparsa di un suo nucleo centrale in genere alloggiato nel capo, in pratica il cervello, e all’incredibile sviluppo di tutti gli organi di senso con, ad esempio, la comparsa delle vista e di un sistema di rilevamento delle vibrazioni, una sorta di primordiale orecchio interno, poi portato al suo massimo sviluppo dai vertebrati.
Sessualmente i molluschi appaiono a sessi distinti in alcune specie ed ermafroditi in altre specie. Sono presenti sia specie ovipare sia specie ovovivipare.

La maggioranza dei molluschi popola gli Oceani ed i Mari, ma è comunque notevole il numero di specie che hanno nel tempo colonizzato le acque dolci e poi la terraferma. Le migliorate funzionalità in possesso dei molluschi hanno contribuito infatti ad una notevole differenziazione dei cammini evolutivi percorsi dalle varie specie presenti nel phylum, ciò ha contribuito a realizzare notevoli differenze estetiche pur restando presenti elementi strutturali interni comuni. Per questi motivi oltre alla divisione in Classi ci si è visti costretti ad adottare anche delle Superclassi. Premetto che sull’argomento si sta ancora discutendo e sussistono tutt’oggi notevoli divergenze di opinioni a livello tassonomico.


Il phylum dei Molluschi risulta attualmente suddiviso in due Superclassi:


- Aculifera
- Conchifera




La Superclasse Aculifera è suddivisa in 3 Classi:

- Solenogastres
- Caudofoveata
- Polyplacophora




La Superclasse Conchifera è invece suddivisa in 5 Classi:

- Monoplacophora
- Gastropoda
- Bivalvia
- Scaphopoda
- Cephalopoda




La motivazione che ha spinto gli studiosi ad adottare le due Superclassi è legato alla differenziazione di base del cammino evolutivo riscontrabile tra gli esponenti delle due Superclassi, ove gli Aculiferi hanno “scelto” di restare sui fondali specializzandosi nello scavo, mentre i Conchiferi si sono specializzati nello “strisciare” sui fondali permettendo loro di andare poi a colonizzare aree ben più vaste e diversificate. Logicamente questa scelta di base, in 600 milioni di anni di successiva evoluzione, ha portato a notevoli differenze morfologiche e strutturali, pur restando presenti elementi comuni imprescindibili.

Notevole l’impiego dei molluschi in ambito acquariofilo a tutti i livelli, assai apprezzati risultano soprattutto vari Conchiferi, in particolare alcune Specie appartenenti alle Classi Gastropoda e Bivalvia. Le principali loro doti che ne hanno decretato il successo nel nostro campo sono l’efficacia nella lotta alle alghe, alimento principale di molti gasteropodi, e l’azione di filtro naturale dell'acqua esercitata da molti bivalvi.





Melanoides tubercolata
piccola lumaca molto apprezzata in acquariofilia dolce
phylum Mollusca, classe Gastropoda

Melanoides tubercolata - Foto di: Andrea Perotti


Pomacea bridgesii effusa
Gasteropode largamente impiegato in acquari dolci tropicali
phylum Mollusca, classe Gastropoda

Pomacea bridgesii effusa - Foto di: Andrea Perotti

 

Corbicula fluminea

piccolo bivalve d'acqua dolce, di origine asiatica, ma ormai molto diffuso anche in Europa ed in Italia

Phylum Mollusca, classe Bivalvia

Corbicula fluminea raccolta nel fiume Ticino - Foto di: Perotti Andrea

 

 

Anellidi

Gli Anellidi, rappresentanti del phylum Annelida, sono forme di vita vermiformi rinvenibili sia in acque marine, salmastre e dolci, sia sulle terre emerse. La caratteristica morfologica fondamentale degli Anellidi è rappresentata dalla suddivisione del loro corpo in vari anelli (metameria), pressoché identici gli uni agli altri, e disposti in successione.
L’elemento evolutivo più importante che fa la sua comparsa negli Anellidi è l’adozione di un sistema circolatorio del sangue “chiuso”. In ogni “anello” (metamero) corporeo si ha un sistema muscolare e circolatorio a sé stante, a livello dorsale i vari sistemi circolatori risultano collegati tra loro da un canale unico più grande, detto vena aorta, il quale presenta in ogni singolo anello degli allargamenti simili a dei rudimentali e primordiali cuori. Ogni anello corporeo ha inoltre un proprio indipendente apparato escretore.

Il phylum degli Anellidi è suddiviso in due Classi:


- Polychaeta
- Clitellata




In acquariofilia la popolarità di questo phylum è legata soprattutto all’alimentazione dei pesci, molti Clitellati vengono infatti impiegati sia come esche vive per la pesca sia come alimenti vivi (e/o surgelati) per i pesci allevati in cattività. Basti pensare alle varie forme di Lombrichi (Oligocheti) largamente impiegati per tale scopo, tra i quali i famosi “Tubifex”.



Echinodermi

Gli Echinodermi, rappresentanti del phylum Echinodermata, sono forme di vita bentoniche, ricoperte da placche calcaree e da spine. Le placche calcaree sono ben “organizzate” e formano in pratica una sorta di “dermascheletro”.
Questi invertebrati vivono prevalentemente strisciando sui fondali, con la bocca in posizione ventrale e l’ano in posizione superiore, diametralmente opposto alla bocca; bocca ed ano sono direttamente collegati da un tubo digerente.
Aculei (più o meno evidenti) e placche calcaree garantiscono un’efficace difesa verso potenziali predatori.
In questi invertebrati è impossibile individuare una testa, e la struttura corporea appare spesso simile ad una sfera o, comunque, con una forma caratterizzata da simmetria bilaterale. L’alimentazione avviene in quasi tutte le specie mediante filtrazione della sabbia, modalità che permette loro di trattenere qualsiasi piccolo invertebrato rinvenibile sul fondale. La respirazione avviene mediante filtrazione dell’acqua, secondo uno schema interno di sottili canalizzazioni, sofisticato ed efficiente.
Sono ovipari ed hanno sessi separati, la riproduzione avviene senza rapporto sessuale, bensì mediante rilascio in acqua dei gameti (uova e spermatozoi).


Questo phylum risulta suddiviso in 2 sub phyla:

- Euleotherozoa
- Pelmatozoa



Il sub phylum Euleotherozoa risulta suddiviso in 7 Classi:


- Asterozoa
- Asteroidea
- Somasteroidea
- Cryptosyringida
- Echinoidea
- Holothuroidea
- Ophiuroidea



Nel sub phylum Pelmatozoa è invece presente una sola Classe:

- Crinoidea

 

Gli Echinodermi trovano largo impiego in acquariofilia marina, molto apprezzate ad esempio le varie forme di “Riccio di Mare” (appartenenti alla Classe Echinoidea) e di “Stella di Mare” (appartenenti alla Classe Asteroidea).




Artropodi

Gli Artropodi, rappresentanti del phylum Arthropoda, presentano a livello anatomico dei punti in comune e molte affinità con gli Anellidi, ciò ha generato in passato l’erronea interpretazione che si trattasse di un unico phylum.
Gli Artropodi rappresentano il phylum in assoluto più vasto e popolato dell’intero regno animale, coprendo, con le sue circa 1 milione di Specie, addirittura l’83% del numero totale delle Specie animali attualmente classificate, basti pensare che a questo phylum appartengono, tra gli altri, Crostacei, Ragni ed Insetti.

L'enorme varietà di tipologie strutturali e di modalità evolutive perseguite ha reso necessaria la suddivisione di questo phylum in vari sub phyla.

Attualmente i sub phyla del phylum Arthropoda sono i seguenti:


- Trilobitomorpha (estinto)
- Crustacea
- Hexapoda
- Myriapoda
- Chelicerata




Tralasciando il primo sub phylum indicato, in quanto estinto, abbiamo per i restanti sub phyla la seguente divisione in Classi.


Crustacea:

- Branchiopoda
- Maxillopoda
- Ostracoda
- Cephalocarida
- Malacostraca
- Remipedia



Hexapoda:

- Entognatha
- Insecta



Myriapoda:

- Diplopoda
- Chilopoda
- Pauropoda
- Symphyla


Chelicerata:

- Arachnida
- Merostomata
- Pycnogonida




Gli elementi morfologici caratteristici che fanno la loro comparsa negli Antropodi sono innumerevoli, alcuni dei quali rappresentano davvero conquiste fenomenali nel percorso evolutivo animale. Da sottolineare sicuramente la comparsa di appendici dotate di articolazione/i (trasformate poi in zampe, chele e/o in ali), e la comparsa di una struttura di supporto esterna rigida, composta da placche, ovvero l’esoscheletro, abbinato all’endoscheletro negli Artropodi più evoluti. Una tappa quest’ultima fondamentale, progenitrice delle prime formazioni scheletriche interne che segneranno la nascita dei vertebrati. Va ricordato che l’esoscheletro è costituito prevalentemente da “chitina”, un materiale organico prodotto dall’animale stesso, ma privo di cellule vive. Ciò comporta che l’esoscheletro non è in grado di crescere assieme al corpo dell’animale portatore, bensì resta di misura fissa, ciò obbliga l’animale a doverlo periodicamente sostituire con uno più grande durante tutta la propria fase di crescita, sino al raggiungimento dell’età adulta. Tale fenomeno prende il nome di “muta”.

Numerosissimi gli Antropodi d’interesse acquariofilo, basti ricordare i Crostacei dei Generi Caridina e Neocaridina (appartenenti alla Classe Malocostraca), spesso utilizzati negli acquari riccamente piantumati ove svolgono un’efficace azione contenitiva contro le proliferazioni algali.




Lysmata amboinensis
gamberetto marino, vive in acque poco profonde, nascosto tra gli anfratti rocciosi
rinvenibile nelle acque costiere dell'Oceano indo-pacifico, dalle Filippine allo Sri Lanka
phylum Arthropoda, sub phylum Crustacea

Lysmata amboinensis - Foto di: Andrea Perotti



Caridina multidentata
gamberetto d'acqua dolce e salmastra
l'esemplare in foto è una femmina ed è carica di uova
phylum Arthropoda, sub phylum Crustacea

Caridina multidentata - Foto di: Andrea Perotti

 

 

Palinurus elephas

Crostaceo marino in grado di raggiungere i 50 cm di lunghezza per 8 kg di peso

Phylum Arthropoda, sub phylum Crustacea, classe Malacostraca

Palinurus elephas - Foto di: Giovanni Zanon

 

 

 

Cordati


Il phylum Chordata è l'anello di congiunzione tra vertebrati ed invertebrati, infatti entrambe le tipologie appaiono al suo interno.

E' suddiviso in 3 sub phyla:


- Urochordata
- Cephalocordata
- Craniata




Nella successione di questi tre sub phylum si può sintetizzare il passaggio da invertebrati a vertebrati.

Negli Urocordati è presente una nervatura rigida, un cordone nervoso, a livello dorsale. Tale cordone non percorre però l'intera lunghezza del corpo limitandosi alla parte caudale.

Nei Cefalocordati il cordone nervoso è ancora più rigido e percorre l'animale per tutta la sua lunghezza, una sorta di colonna vertebrale nervosa che va dall'ano fino alla zona della testa, ove però non è presente cranio. Si nota l'accenno di formazione della cassa toracica.

Nei Craniati l'evoluzione del cordone nervoso porta alla sua trasformazione in tessuto osseo (colonna vertebrale), in abbinamento fanno la loro comparsa cranio e torace.


I Craniati sono quindi vertebrati e non vanno trattati in questa sede. Nei Craniati compaiono, tra gli altri, pesci, anfibi, rettili e mammiferi, Genere Umano compreso.

I Cefalocordati (chiamati anche Acranii) sono in pratica degli ibridi, sospesi tra le definizioni di vertebrato ed invertebrato, non è quindi il caso di occuparcene, anche perchè trattasi di un numero ridotto di specie bentoniche di scarso interesse acquariofilo.

Gli Urocordati (chiamati anche Tunicati) invece meritano una trattazione in questa sede essendo invertebrati sotto tutti gli aspetti, ed inglobando specie molto apprezzate in ambito acquariofilo.


Il sub phylum Urochordata è suddiviso in 3 Classi:


- Larvacea
- Thailacea
- Ascidiacea




Si tratta di forme di vita bentoniche e sessili, piuttosto semplici. La "corda caudale" (cordone nervoso), che li porta ad essere classificati tra i Cordati, è in realtà presente solo allo stadio larvale e in quasi tutte le specie della Classe regredisce poi durante la crescita fino a sparire del tutto nella forma adulta dell'animale.
Il corpo di questi animali è paragonabile ad un sacco, aperto sul lato superiore, avvolto in una sorta di involucro (detto tunica) formato da denso muco secreto dall'animale stesso attraverso l'epidermide.
Sono dotati di faringe branchiale, alla quale sono attribuite le funzioni di respirazione e filtrazione dell'acqua a scopo alimentare.
Sessualmente parlando si tratta di animali ermafroditi che solo in teoria sono autosufficienti, in realtà infatti non sono in grado di espletare contemporaneamente i gameti maschili (spermatozoi) e quelli femminili (uova) in quanto li possono portare a maturazione solo alternativamente, dovranno quindi rilasciare i gameti in vicinanza di altri esemplari nella speranza che gameti di sesso differente abbiano modo di incontrarsi in acqua.





Storia dell'utilizzo degli invertebrati nell'Acquario dolce e salmastro


In acquariofilia dolce/salmastra l’uso degli invertebrati è stato pressoché nullo fino alla fine degli anni '80. Quasi nessuno aveva capito i potenziali vantaggi dell’impiego di Molluschi e Artropodi in acquari di piante. Solo pochi appassionati ne facevano uso, ma più che altro per vezzo, e la disponibilità di Gasteropodi, Bivalvi e Crostacei nei negozi di settore era pressoché nullo. Negli anni ’90 l’acquariofilia ha avuto una notevole impennata d’interesse, ha vissuto un buonissimo periodo prolungatosi anche nella parte iniziale del decennio successivo, gli acquariofili europei hanno avuto così modo di evolversi approfondendo varie tematiche che, prima, erano difficilmente approfondibili, sono nate molte nuove riviste di settore e poi internet ha fatto il resto.

In quegli anni (come ancora tutt'oggi) i più grandi allestitori di acquari erano per lo più asiatici e le foto delle loro "innovative" vasche riempivano le pagine delle più importanti riviste di acquariofilia; proprio da loro gli acquariofili europei hanno iniziato ad ereditare l’uso comune degli invertebrati in acquari dolci/salmastri, soprattutto in plantacquari. Un classico esempio di questa influenza è rappresentato da Mr. Takashi Amano, da molti considerato il più grande allestitore di acquari di tutti i tempi, il punto di riferimento; Amano quando iniziò a stupire il mondo con i suoi meravigliosi acquari presentava spesso allestimenti di sole piante e invertebrati. I più impiegati da lui erano i Crostacei.
Gli appassionati impazzirono letteralmente di fronte alle foto dei suoi acquari e, sognando di diventare bravi come lui, iniziarono a ricercare nei negozi quelle specie di invertebrati che Amano era solito impiegare.

Sull’onda della spinta data quindi da alcuni precursori asiatici, l'acquariofilo occidentale comprese finalmente doti e benefici di molluschi e artropodi, iniziando a ricercarli e ad acquistarli.
Il mercato rispose prontamente ed iniziarono ad essere sempre più disponibili anche nel mercato europeo gasteropodi, bivalvi e crostacei di vari tipi.

Il loro impiego all’inizio era solo per esigenza, chi li acquistava lo faceva solo per contrastare l'incedere delle alghe e mantenere più pulito possibile l'acquario. Con il passare degli anni però il mercato degli invertebrati ha preso sempre più piede fino a divenire un vero business, gli allevatori (soprattutto asiatici) hanno innondato i negozi di gasteropodi e gamberetti di tutti i tipi e di tutti i colori, selezioni d’allevamento dalle sembianze sempre più appariscenti e accattivanti, capaci quindi di evadere dal ruolo di "animali pulitori" e di candidarsi a protagonisti dell'acquario.

Ora l’appassionato li compra anche e soprattutto per scelta estetica, non solo per esigenza, su internet sono sorti portali e forum interamente dedicati agli invertebrati d'acqua dolce/salmastra, alcuni interamente dedicati solo ai gamberetti, altri solo ai gasteropodi, è addirittura nato il concetto di “caridinaio”, ormai un must, in pratica un acquario di sole Caridine e/o Neocaridine, che siti e riviste di settore trattano ormai come un tipo di acquario ben distinto, e così, al fianco di marino, salmastro, dolce, malawi, ecc... ecco comparire il “caridinaio”, e non c'è acquariofilo che prima o poi non provi ad averne uno.





Funzione biologica degli invertebrati in acquario dolce e salmastro


Mi soffermo solo su quelli maggiormente impiegati, quindi Gasteropodi, Bivalvi e Crostacei.

Crostacei e Gasteropodi: svolgono un'efficace e costante azione pulitrice su fondali, piante ed arredi, nonchè, soprattutto per i Gasteropodi, anche sui vetri. La loro dieta è onnivora, ma le specifiche preferenze alimentari variano poi da specie a specie, e anche in base alle condizioni di allevamento. Le specie più apprezzate e ricercate sono quelle a dieta prettamente fitofaga con tendenza al saprofagismo, in pratica delle perfette spazzine, che preferibilmente non tendano però a mordicchiare le piantine.

Alcune specie di Gasteropodi sono invece/inoltre apprezzate in quanto scavatrici, nel senso che vivono e/o si riproducono prettamente nel fondale, scavandovi incessantamente tunnel in lungo e in largo. Tale attività di scavo permette una migliore circolazione di acqua ed Ossigeno nel fondale, scongiurando così il rischio di asfissia delle radici delle piante, favorendo una corretta colonizzazione batterica del fondale e riducendo il rischio di insorgenza di sacche anossiche (molto pericolose per fauna e flora) negli strati più profondi del substrato.


Bivalvi: sono in pratica dei filtri viventi, non fanno altro che filtrare incessantemente acqua attraverso derma e corpo, in tal modo consentono di eliminare buona parte del pulviscolo in sospensione (spesso formato da molecole di natura organica) dando una più o meno grossa mano a tenere l'acqua limpida e povera di Nitrato, Nitrito ed altri elementi tossici, soprattutto nei livelli inferiori.





Funzione biologica degli invertebrati in acquario marino


Per gli appassionati dell'acquario marino avere un acquario ricco di invertebrati, soprattutto quelli bentonici sessili, può considerarsi un punto d'arrivo, un risultato da perseguire, indice di notevole esperienza e di competenza acquisita.

Gli invertebrati marini bentonici (spugne, celenterati, tunicati, ecc...) sono ricercati principalmente dunque per una funzione estetica e di gratificazione personale, molte specie sono esigenti e difficili da mantenere, ecco quindi che tali specie diventano degli obiettivi, dei desideri appaganti da realizzare. Non è quindi così indispensabile la loro presenza in un acquario marino, il quale potrebbe funzionare biologicamente in modo corretto ed equilibrato anche senza di loro (una vasca ben studiata e con uno "skimmer" correttamente dimensionato può infatti funzionare egregiamente pur ospitando solo sabbia, rocce e pesci).

Detto ciò è tuttavia innegabile che gli invertebrati marini, chi più chi meno, svolgano comunque una certa funzione biologica, dalla minore o maggiore valenza a seconda delle situazioni.



Vediamone alcuni esempi:



1. La maggiorparte dei coralli più comunemente utilizzati in ambito acquariofilo si presenta spesso "colonizzato" internamente da zooxantelle, (simbionti del corallo stesso) i quali, essendo in pratica delle alghe unicellulari, sono in grado di fotosintetizzare il CO2 inorganico presente in vasca, andando ad assorbire Nitrati e Fosfati, per poi utilizzarli con modalità e finalità paragonabili a quanto viene fatto dalle piante d'acqua dolce (fotosintesi clorofilliana), contribuendo così a stabilizzare l'ecosistema, tuttavia non devono essere presenti in eccesso in quanto assorbono purtroppo anche moltissimo Calcio, e ciò non è mai un bene in un acquario marino. Il corallo "ospitante" si lascia colonizzare volentieri dalle zooxantelle perchè ne trae a sua volta giovamento, in quanto parte dei prodotti sintetizzati dalle zooxantelle viene assorbito dalle cellule dei tessuti del corallo a contatto e poi utilizzati come fonte di carbonio per soddisfare le proprie esigenze di crescita.

2. Gli Anthozoi del Genere Sarcophytum svolgono una notevole e continua azione filtrante e depurante dell'acqua, paragonabile per modalità ed efficacia, all'azione svolta da un importante attrezzatura a corredo di tutti gli acquari marini, ovvero lo schiumatoio. Questi invertebrati sessili filtrano l'acqua convogliandola all'interno della propria cavità centrale ed espellendola attraverso una miriade di minuscoli polipetti che ne costituiscono lo strato esterno, questa azione fa si che dai polipetti "dermici" vengano espulse delle microbollicine le quali sono in grado di legarsi elettrostaticamente alle eventuali molecole organiche (ad esempio quelle derivanti dalle deiezioni dei pesci) presenti nelle vicinanze, riuscendo a trasportarle con sè durante la naturale risalita verso la superficie, fino ad eliminarle dall'acqua. Se sono presenti molti Sarcophytum si noterà addirittura formarsi in superficie un leggero strato di patina schiumosa che è bene rimuovere saltuariamente. Se si provasse ad analizzare la composizione di tale patina schiumosa vi troveremmo tossine, residui organici, residui di metalli pesanti, acidi grassi, lipidi, fenoli e molto molto altro ... questo la dice lunga sull'eccezionale utilità di questa tipologia di invertebrati, i quali apportano quindi vari benefici diretti ed indiretti, quali una maggior stabilità del pH, un'azione purificatrice ed ossigenante dell'acqua, e l'eliminazione di varie sostanze "urticanti" non tollerate da molte varietà di invertebrati marini.

Purtroppo l'azione svolta dai Sarcophytum provoca anche un certo calo di concentrazione di alcune sostanze utili in acquario, quali ad esempio Iodio e Ferro, costringendo spesso gli acquariofili a doverle reintegrare con prodotti specifici.

3. Le spugne (phyla Porifera), respirando ed alimentandosi attraverso il derma, svolgono pure loro una costante azione filtratrice dell'acqua, andando a ripulirla da pulviscolo e microresidui organici/alimentari presenti in sospensione e realizzando in pratica una parte delle azioni descritte al punto "2" per i Sarcophytum..

4. I molluschi ed i crostacei svolgono un costante "servizio" di pulizia di rocce e fondali e, spesso, anche delle parti esterne di invertebrati bentonici sessili presenti in vasca. Sono fitofagi e detrivori, ma all'occorrenza anche saprofagi. I molluschi della classe Bivalvia sono inoltre ottimi filtratori dell'acqua, con effetti benefici paragonabili a quelli ottenibili dalle spugne (poriferi).





Piccoli approfondimenti morfologici



Gasteropodi del Genere Pomacea



Struttura corpo molle Pomacea

Pomacea sp. - Disegno di: Andrea Perotti

Organi interni Pomacea



Pomacea bridgesii - Disegno di: Andrea Perotti




Crostacei del Genere Caridina



Struttura morfologica Caridina

Caridina sp. - Disegno di: Andrea Perotti

 

 

Nota: per visionare questi disegni in formato maggiore visita la Fotogallery dell'articolo.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 09 Luglio 2010 21:40)

 

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