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Intervista ad Enrico Serena

 

Intervista a: Enrico Serena

 

Enrico Serena

 

AquaExperience.it ha intervistato per voi Enrico Serena, l'astro nascente del movimento italiano dell'aquascaping, una lunga chiacchierata amichevole in cui Enrico ci svela la sua tecnica di allestimento e di conduzione e ci trasmette tutta la sua passione per l'aquascaping e per l'acquariofilia.

 

Fotogallery Intervista ad Enrico Serena

 

1. Buongiorno Enrico, prima di andare sul tecnico mi piacerebbe che tu facessi, a beneficio di chi non ti conosce come acquariofilo, una tua breve presentazione. Da quanti anni hai acquari e quanti ne gestisci attualmente?


Ciao Andrea, sono onorato di rispondere a questa intervista e ti ringrazio dell'interessamento nei miei confronti. Veniamo subito al dunque, è una decina d'anni che mi interesso di acquari in generale e da un paio di anni di plantacquari e aquascaping. Attualmente gestisco un acquario “naturale” da 150 l. lordi e un caridinaio da 20 l.



2. La tua interpretazione dell’acquariofilia è stata fin da subito rivolta alla massima cura estetica del layout di acquari erborati o vi è stato un avvicinamento graduale?


Innanzitutto preciso che mi ritengo ancora un principiante, comunque l'avvicinamento al “Nature aquarium” e all'aquascaping è stato molto graduale e credo comune a quello di tanti appassionati, partendo dai primi tentativi con vasche commerciali sempre in continua modificazione (parco luci, CO2 fai da te, ecc.) per arrivare ad una vasca come si deve dedicata alle piante acquatiche e alla cura del layout e del paesaggio.



3. Sempre a beneficio di chi non ne sa nulla, puoi brevemente spiegare cos’è in termini acquariofili un aquascape e cosa significa essere un aquascaper?


Un aquascape è una composizione di elementi naturali quali pietre, legni e piante acquatiche arrangiati secondo regole di posizionamento e proporzione al fine di ottenere un “paesaggio” acquatico. Nella concezione tipica del “Nature aquarium” orientale, tali composizioni forzatamente artificiali, devono essere in grado di trasmettere nell'osservatore la massima naturalezza possibile, anche se negli ultimi anni assistiamo spesso nei vari Contest internazionali alla presentazione di composizioni che di acquatico e naturale hanno ben poco e anzi, ricordano paesaggi terrestri riportati sott'acqua. Essere un aquascaper credo significhi assimilare e tentare di padroneggiare dentro di sé i concetti che regolano la composizione nel modo più intimo e naturale possibile.



4. Negli ultimi anni è cresciuto il n° di “aquascaping layout Contest” organizzati da siti ed associazioni acquariofile anche in occidente, e proporzionalmente sta aumentando, anche qui in Italia, il n° di cultori dell’aquascaping. Ciò è apparentemente indice di una crescente “orientalizzazione” della nostra acquariofilia, sempre più finalizzata a ricreare ambientazioni che siano in grado di infondere relax, tranquillità e meditazione nell’osservatore, un’interpretazione dell’acquario rivolta chiaramente a principale beneficio dell’osservatore e solo marginalmente ad allevamento e studio della fauna. Ritieni che l’influenza asiatica sia un fatto reale e che stia contribuendo ad innalzare il livello medio degli appassionati italiani?


Che lo stile e la concezione orientale si stiano diffondendo molto tra gli appassionati italiani è un dato di fatto testimoniato dal numero di coloro che si iscrivono ai vari concorsi e che partecipano attivamente alle comunità dedicate a quest'arte. Il fatto che tale diffusione stia facendo crescere il livello qualitativo delle realizzazioni è altrettanto provato dai risultati conseguiti negli ultimi anni che sono, per alcuni, di primissimo piano a livello mondiale. Non conosco invece a fondo il movimento italiano che ruota intorno ad altre branche dell'acquariofilia quali per esempio l'allevamento di flora e fauna o il marino, ma non faccio fatica ad immaginare che ci siano delle eccellenze anche in questi settori.



5. Cura maniacale del layout in ottica aquascaping contest e rispetto delle esigenze della fauna sono due elementi che possono veramente andare in forte contrasto (alcuni acquascapers inseriscono i pesci solo al momento di scattare le foto, preferendo gestire l’acquario senza fauna) oppure con esperienza ed attenzione si può riuscire a far convivere questi due aspetti in una stessa vasca senza dover necessariamente scendere a compromessi?


Di sicuro se la finalità di allestire una vasca è solo quella di scattare una bella foto da Contest e poi smantellare tutto è probabile che ci si imbatta nelle problematiche che hai accennato. Personalmente non condivido quest'impostazione: sono ben consapevole che la vasca che possiedo non mi permetterà mai di allevare determinate specie o addirittura di farle riprodurre, ma non per questo ritengo sia necessario far soffrire gli ospiti che la abitano. Per cui mi limito ad inserirvi ben determinate specie con caratteristiche di robustezza e adattabilità cercando di offrire loro condizioni di vita accettabili. Certo un po' di stress per le frequenti potature è inevitabile e spesso le mani sono in vasca più del desiderabile.



6. L’allestimento che hai presentato all’IAPLC 2009, poi riproposto in differente versione all’ASE Contest 2010, e che ha raccolto grandi consensi, è realizzato e gestito con prodotti della nota Azienda ADA. Come ti trovi con i fondi dell’ADA e con la loro linea di fertilizzazione in colonna? Li reputi i più performanti al mondo?


Ammetto che sono un fan della marca Giapponese e pertanto la mia risposta non sarà troppo obbiettiva. Io con ADA mi trovo bene, ma la mia esperienza con altri prodotti è limitata per cui non posso fare paragoni. Diciamo che ho incominciato ad ottenere i risultati desiderati in termini di coltivazione utilizzando substrati, fertilizzanti e luci Ada, ma ciò non vuol dire che non lo si possa fare anche con altre marche.



7. E’ difficile gestire i fondi ADA? Ritieni che si tratti di prodotti per soli esperti?


A mio giudizio la gestione dei fondi ADA è meglio sia accompagnata dal completo protocollo di fertilizzazione e illuminazione. Ovviamente la vasca è molto spinta e questo può portare tanto a risultati sorprendenti, quanto, ahimé, a delusioni cocenti. Un minimo di esperienza è senz'altro utile. Più che altro ci vuole pazienza e costanza nella manutenzione settimanale in quanto gli errori o gli eccessi sono molto poco perdonati.



8. Oltre ad ADA hai avuto esperienze positive anche con altri marchi? Con quali in particolare?


Come detto, non ho testato mai a lungo altre marche per poter dare un giudizio attendibile.



9. Quando parti con un nuovo acquario come ti comporti? Piantumi subito in modo massiccio oppure fai prima maturare il fondo per alcune settimane? Il fotoperiodo, la somministrazione di CO2 e l’apporto di nutrienti come vengono gestiti nella fase di start-up?


Personalmente seguo alla lettera il protocollo ADA, reperibile sia sul sito dell'azienda che sui cataloghi o sugli AquaJournal, quindi piantumo subito con le essenze che intendo coltivare. Faccio frequenti cambi nelle prime settimane, CO2 con dosaggio normale, Brighty K il primo mese e poi introduzione degli Step ed ECA, fotoperiodo ridotto in partenza e aumentato di 15 min ogni settimana. Ciò finora non mi ha esentato dalla classica esplosione di filamentose iniziale che però si risolve abbastanza rapidamente.



10. Per la creazione dell’hardscape, ed in particolare per il posizionamento delle rocce, sei rapido ed istintivo oppure studi tutto meticolosamente a tavolino e poi passi al posizionamento a secco provando e riprovando per giorni finché tutto è perfetto?


Non ho l'abilità e l'esperienza sufficiente per mettere tutte le cose al posto giusto in maniera istintiva, per cui provo e riprovo a secco, fotografo e per quanto possibile condivido la mia idea tramite il web con gli altri appassionati e a volte anche a vasca piena e piantumata apporto ulteriori modifiche.



11. Quindi in sede di pianificazione del layout cerchi di rispettare delle regole/filosofie compositive note ed affermate? Ce le puoi brevemente spiegare?


Le regole di composizione e posizionamento dei punti focali che cerco di seguire sono le più comuni e diffuse, quali la sezione aurea e la regola dei terzi, ovviamente con il tempo e l'esercizio si tende a soddisfare queste regole in maniera istintiva e meno forzata, anche se occorre davvero tanta esperienza per raggiungere la naturalezza dei più affermati maestri. Molto utile a questo proposito l'osservazione e lo studio delle loro composizioni e naturalmente l'osservazione della natura. Altrettanto importante è il concetto tipico della cultura giapponese del “Wabi-Sabi”, un'emozione che l'aquascape dovrebbe riuscire a trasmettere e che, seppur difficile da spiegare in poche parole, fa sommariamente riferimento a qualcosa di imperfetto, incompleto o transitorio, con la sensazione e il fascino del tempo che scorre.



12. Non ritieni che inseguire la soddisfazione di tali regole possa in un qualche modo limitare la fantasia dell’aquascaper con il risultato di mortificare l’estro dell’artista dandone come surrogato solo un freddo esercizio stilistico? Non sarebbe meglio dare libero sfogo al proprio estro vedendo la creazione di un layout come una tela bianca priva di istruzioni operative e di regole scritte che indicano come essa vada riempita?


No, non lo credo. Le regole citate tracciano semplicemente delle direttrici che assecondano la predisposizione naturale del nostro cervello a percepire una determinata cosa come gradevole oppure no, non per niente sono le stesse che si usano in fotografia, pittura o architettura per esempio. A meno di essere dotati per natura di fenomenali dosi di buon gusto e senso della proporzione, il fatto di dare libero sfogo al proprio estro in maniera incontrollata spesso si risolve in composizioni confuse e prive di armonia.



13. Sei solito confrontarti con altri aquascapers durante la fase di studio di un nuovo layout sondando i loro pareri oppure non vuoi correre il rischio di snaturare l’idea iniziale e quindi ti chiudi in te stesso? In parole povere allestimento a porte aperte o allestimento a porte chiuse?


Mi piace condividere quello che faccio, come ben sai propongo spesso le fotografie delle vasche sul mio Blog o sui siti di riferimento. Credo fermamente che la condivisione faccia crescere rapidamente ed enormemente, sia chi è in cerca di consigli, sia chi è in grado di darli. Ciò non vuol dire seguire a priori tutto quello che ci viene suggerito o assecondare ogni critica sollevata. Deve essere invece un invito a fermarsi a riflettere e provare a guardare il nostro lavoro con altri occhi e a confrontare il nostro gusto con quello di altri.



14. Dove cerchi l’ispirazione? Nei tuoi stati d’animo? Nell’osservazione della natura? Nello studio di allestimenti realizzati da altri appassionati?


Principalmente nello studio dei maestri (T. Amano, i membri del CAU, alcuni spagnoli e polacchi che seguo abitualmente e naturalmente il nostro Pasquale Buonpane e qualche altro italiano come Andrea Ongaro). Ormai il web consente di tenersi aggiornati e documentati costantemente. Difficile non sentire il classico “prurito alle mani” dopo aver contemplato la Gallery di un qualsiasi Contest di prestigio.



15. Passiamo alla gestione… per decifrare eventuali carenze nutrizionali delle piante ti affidi a frequenti misurazioni con test appositi oppure ti basta un'attenta valutazione visiva per fare il punto della situazione?


Faccio molte poche misurazioni, un po' per pigrizia e un po' perché con le essenze che ho ad ora coltivato (in verità molto comuni) difficilmente ho riscontrato carenze, anzi spesso i nutrienti sono in eccesso.



16. Usi un fotoperiodo continuo o interrotto? Che luci utilizzi?


Sulla vasca ADA, fotoperiodo continuo, attualmente di 8 ore, con una plafoniera Hqi da 150W con bulbo acquaristico da 10.000°K, oppure bulbo ADA, sia il normale che “green”.
Sul cubetto invece utilizzo la lampada in dotazione (è il classico Nano cube Dennerle) con fotoperiodo 12 ore.



17. Cambi parziali e manutenzione ordinaria? Quante ore ti porta via alla settimana un allestimento come quello che ti ha appena regalato il 6° posto all’ASE Contest Standard Category?


Cambio d'acqua settimanale di circa il 30% (50% nel cubetto) e potature 2-3 volte al mese a seconda delle essenze. Manutenzione del filtro ogni 2 mesi più o meno e manutenzione delle apparecchiature in vetro (Lily Pipe e diffusore CO2) 2-3 volte al mese.



18. Quanto e come curi l’aspetto fotografico nel momento di dover presentare un allestimento ad un Contest di Aquascape?


La fotografia è uno dei miei hobby e mi ci dedico, o almeno cerco di farlo, con lo stesso entusiasmo e con la stessa voglia di imparare che riservo all'aquascaping. A volte i risultati sono soddisfacenti a volte meno ma è ormai assodato che in chiave Contest una buona foto vale quasi quanto una buona vasca (togliamo il quasi?...) . E' perciò necessario tentare di applicare tutti gli accorgimenti necessari ad effettuare una buona ripresa ed a una corretta e onesta post produzione degli scatti. Ovviamente anche in questo settore non si finisce mai di imparare e la documentazione sul web e presso le comunità di riferimento è quasi obbligata.


19. Ripensando per un attimo a tutto ciò che ci siamo detti ritengo che un’acquariofilia ai tuoi livelli sia definibile “un hobby molto costoso”, concordi?


Se ti riferisci al fatto che i prodotti ADA costano un occhio della testa potremmo dire di sì, anche se i prodotti di consumo quali i fertilizzanti ad esempio sono molto redditizi in termini di dosaggio ed efficacia spesso ci si trova a somministrarne meno di quanto vorrebbe il protocollo. Certo se parliamo di allestire da zero una vasca ADA dal mobiletto alla plafoniera, è un bell'impegno. Io ho fatto le cose un po' alla volta a seconda delle mie possibilità, sono partito con i substrati e i fertilizzanti per poi col tempo acquistare gli accessori originali che mano a mano andavano a sostituire i vari “made in Hong-Kong” o simili che possedevo.


20. Tenendo anche conto dei recenti input legislativi verso la diminuzione degli sprechi energetici ritieni che le Aziende di settore saranno in grado a breve termine di permettere un abbassamento dei costi di questo hobby? L’illuminazione a LED è davvero il futuro dell’acquariofilia anche “plantofila”?


Non sono in grado di rispondere in quanto non ho mai provato tale tecnologia. E' palese che il futuro ci porta in quella direzione, al momento però vedo solo un genuino e conveniente “fai da te” che si scontra con prodotti specifici per uso acquaristico che mi paiono ancora molto cari e dalla resa nel tempo ancora ignota.



21. Hai mai avuto esperienze con cosiddetti acquari “low cost” e quindi con gestioni “low cost”?


La mia esperienza in questo campo si limita al cubetto per le caridine: luce da 11W PL, senza CO2. Il ritmo di crescita è tutto diverso dalla vasca ADA, ma altrettanto soddisfacente e senz'altro molto interessante. Mi faccio dare un aiutino dalla somministrazione quotidiana di Easy-Carbo.



22. Che consigli ti senti di dare brevemente ad un neofita che intenda avvicinarsi per la prima volta al fantastico mondo dell'aquascaping o più in generale del plantacquario?


Non ho molti consigli da dare, io stesso ho moltissimo da imparare, senz'altro la frequentazione con chi ci sa già fare, tramite i canali che ho precedentemente descritto è senza dubbio positivamente contagiosa.



23. Puoi svelarci il tuo programma per questo 2010? Intendi partecipare ad altri Contest “minori” oppure terrai tutto in serbo per la decima edizione dell’IAPLC?


Ho partecipato all'ASE Contest con la vasca “Breath of spring”. Con la stessa vasca e forse col cubetto mi iscriverò all'AAC Contest. Per l'IAPLC2010 sto cercando di mettere a punto qualcosa di soddisfacente ma al momento ne sono ancora lontano. Poi ci sarà l'AGA Contest che è appuntamento senz'altro molto atteso e prestigioso ma che l'anno passato ha lasciato l'amaro in bocca a tanti appassionati nella scelta dei vincitori.
Se mi consenti approfitto di questa domanda per chiarire che i Contest sono per me solo un piacevole e costruttivo contorno all'hobby dell'aquascaping, gratificanti e soprattutto utili a migliorarsi e a sviluppare nuove idee.
La soddisfazione maggiore che ricavo dal praticare quest'arte è quella di avere in casa una vasca che sa trasmettere tantissime positive emozioni agli occhi del proprietario e dell'osservatore casuale, che richiede dedizione e cure ma che ricompensa con generosità, come ogni appassionato di acquariofilia ben sa.



24. A proposito di IAPLC … l’anno scorso hai partecipato a Tokyo al party ADA in occasione delle premiazioni dell’IAPLC 2009. Quando è stata proiettata la tua vasca sul maxi schermo per i commenti Mr. Takashi Amano ha esordito con “sembra un acquario realizzato da un giapponese, non da un italiano”. Riesci a descrivere a parole cosa hai provato in quel momento?


La mia partecipazione al “Nature Aquarium Party” dell'IAPLC2009 è stata un'avventura che mi ha permesso di realizzare il sogno nel cassetto (vi giaceva da tanto tempo...) di andare seppur per un breve periodo in Giappone. Se me lo permetti metto un link dal mio Blog dove chi non è ben a conoscenza di cosa sia il party Ada potrà farsene un idea, vi basterà cliccare qui.
Quando hanno proiettato la mia vasca e mr. Amano ha espresso le sue critiche e il suo giudizio, mi è parso per un attimo che stesse parlando di qualcun altro e non di me. Era la mia prima partecipazione in assoluto ad un Contest ed è stata un'esperienza emotivamente molto intensa.



25. Prima di salutarci desideri ringraziare pubblicamente qualcuno? C'è una qualche figura, associazione o sito che reputi essere stata fondamentale per il tuo cammino fin qui percorso nel mondo dell'aquascaping?

Se ne ho il permesso, nel rispetto di chi mi ospita, il mio ringraziamento principale lo vorrei rivolgere a Dario Schelfi e alla comunità di aquagarden.it dove ho trovato accoglienza e consigli quando ero un nuovo iscritto e in seguito stima e fiducia sino a diventarne membro dello staff. Le figure di riferimento che mi hanno stimolato sono molte e alcune le ho già citate, il maestro Takashi Amano su tutti, la scintilla che ha fatto cominciare tutto è scoccata nel negozio di Massimo Faberi, che molti conoscono essere uno dei più validi aquascapers internazionali, presso il cui negozio ho conosciuto i lavori del maestro giapponese.

 

 

L'intervista è conclusa.
Lo staff di AquaExperience.it ti ringrazia infinitamente per il tempo che ci hai dedicato.


Io ringrazio voi per l'ospitalità e mi auguro di aver ripagato la fiducia accordatami.

 

 


 

 

Alcuni recenti allestimenti di Enrico Serena.

 

 

Dancing flames (94° posto IAPLC2009)

 

Dancing flames by Enrico Serena

 

Nome: Dancing flames.

Vasca: 75x45x45.

Volume: 150 l. lordi.

Illuminazione: Hqi 1x150W Ada Bulb (Green).

Filtraggio: Askoll Pratiko 300.

Substrato: Ada Power Sand Special; Ada Amazonas II.

Piante: Glossostigma elatinoides, Riccia fluitans, Blyxa japonica, Echinodorus tenellus, Eleocharis acicularis, Eleocharis vivipara.

Pesci ed invertebrati: Hyphessobrycon serpae, Otocinclus sp., Caridina multidentata.

 

 

 

Breath of spring (6° posto ASE 2010)

 

Breath of spring by Enrico Serena

 

Name: Breath of spring.

Tank Size (W x D x H) 75 x 45 x 45 cm

Tank Volume 152 lt.

Fertilization ADA - Brighty K, ADA - Green Brighty Step 2, ADA - Green Brighty Special Lights, ADA – ECA, ADA - Green Gain, ADA - Green Bacter

CO2 2 Bubbles per second.

Lightning 1 x ADA NAMH-150W Hqi - 7 hours per day.

Substrate ADA - Power Sand Special M ADA - Aqua Soil-Amazonia II

Filtration: ADA Super Jet ES-600.

Plants: Glossostigma elatinoides, Riccia fluitans, Eleocharis parvula, Eleocharis acicularis, Blyxa japonica, Echinodorus tenellus, Rotala rotundifolia

Fish & Invertebrates: Hemigrammus erythrozonus, Otocinclus sp., Caridina multidentata.

 

 

 

Red cherry's riverbank (cubetto dedicato alle Caridine)

 

Red cherry's riverbank - Front side - by Enrico Serena

Red cherry's riverbank - Right side - by Enrico Serena

 

Name: Red cherry's riverbank

Tank size: 20 Lt

 

 

 

Altre foto...

 

 

Enrico Serena intento a potare

Blixa Japonica

Set fotografico per Breath of Spring

Nature Aquarium Party 2009 - Takashi Amano commenta l'allestimento Dancing Flames

Aqua Journal n. 170. Enrico è ritratto durante l'Iwagumi challenge al Nature Aquarium Party 2009

 

 

Queste ed altre foto le potete visionare in formato maggiore cliccando sul pulsante "Foto Gallery".

 

 


 

 

Note: tutte le foto inserite in questo articolo e nella Foto Gallery associata sono state realizzate da Enrico Serena.

 

Per ulteriori informazioni su Enrico Serena e le sue creazioni visitare il suo blog "Nature Aquarium Blog".

 

Lo staff di AquaExperience.it ringrazia ulteriormente Enrico Serena per la disponibilità offerta in occasione di questa intervista.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 09 Giugno 2011 19:13)

 

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