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Puntius sachsii

 

Puntius sachsii

(Ahl, 1923)

 

Puntius sachsii

 

Simpatico e robusto ciprinide. E’ molto vivace e va allevato in piccoli branchi. Difficoltà d’allevamento: minima. Specie consigliata anche ai neofiti dell’acquariofilia.

Fotogallery Puntius sachsii

 

Nome scientifico:

Puntius sachsii


Note al nome scientifico:

l’attuale nome scientifico è stato assegnato solo recentemente a seguito di una sua riclassificazione, inevitabilmente risulta ancora molto spesso indicato, soprattutto in ambito commerciale, con il precedente nome scientifico Barbus shuberti.

Inoltre va sottolineato che attualmente è in corso un ulteriore studio sulla specie, studio che potrebbe portare addirittura alla sua soppressione tassonomica. E’ infatti ormai quasi certo che Puntius sachsii non sia una specie a sé stante, bensì una particolare forma cromatica di Puntius semifasciolatus, da cui si distinguerebbe esteticamente solo a causa di una accentuazione dei cromatofori gialli frutto di un difetto genetico.


Nomi comuni:

Barbo dorato
Barbo di Shubert
Barbus shuberti


Famiglia:

Cyprinidae


Luogo d’origine:

Asia (rinvenibile difficilmente in natura e solo nel Fiume Rosso, in Cina meridionale).


Morfologia:

corpo allungato e compresso lateralmente (molto idrodinamico), con bocca in posizione centrale. La livrea è color giallo chiaro, con riflessi iridescenti dorati e con sfumature tendenti all’arancione in corrispondenza del dorso. Sui fianchi sono presenti della marezzature nere irregolari e differenti, anche molto, da esemplare ad esemplare. Una macchia nera segna al centro il peduncolo caudale. Tutte le pinne appaiono color arancione con tonalità più o meno marcata a seconda dello stato d’animo e di salute dell’esemplare.


Dimorfismo sessuale:

poco evidente e visibile solo in età adulta. La femmina tenderà ad essere leggermente più massiccia nella zona ventrale, mentre il maschio denoterà una colorazione leggermente più accesa. Si tratta tuttavia di differenze apprezzabili con difficoltà, e solo nei periodi riproduttivi.


Dimensioni:

fino a 8,5 cm.


Ciclo vitale:

Dai 3,5 ai 5 anni.


Dimensioni Acquario:

è un pesce di gruppo e piuttosto vivace, meglio quindi allevarlo in acquari di almeno 100 litri netti e sviluppati principalmente in lunghezza. Con tali premesse potrete tenerne un piccolo branco di 6 / 7 esemplari.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 6,5 / 7,8
- GH: 8 / 20 °dGH
- Temperatura: 21 / 28 °C


Nota: Puntius sachsii è notoriamente molto robusto e riesce, anche a lungo, a tollerare le tipiche condizioni d’allevamento per pesci d’acqua fredda, al punto che spesso viene proposto dai negozianti come vero e proprio pesce d’acqua fredda. Molti acquariofili mal consigliati li acquistano proprio per abbinarli a Carassius auratus in acquari non riscaldati. Ci tengo a precisare che seppur in tali condizioni P. sachsii riesca a sopravvivere a lungo ciò non toglie che per l’animale sia una sofferenza, in quanto condizione climatica innaturale. Può al limite superare una fase invernale domestica con temperature comprese tra 15 e 20 °C, ma se si scende a lungo sotto ai 15 °C il suo metabolismo viene eccessivamente rallentato e sfalzato con condizioni deleterie che possono portare a problemi anche gravi sia nell’immediato che nel proseguo del suo ciclo vitale. Evitate quindi di scambiare P. sachsii per l’ideale compagno di vasca dei "pesci rossi" e tenetelo nel suo corretto range di temperatura: 21 / 28 °C.


Allestimento acquario d'allevamento:

acquario ricco di vegetazione, ma con adeguato spazio libero a disposizione per il nuoto. Acqua ben movimentata.


Alimentazione:

è onnivoro e accetta in pratica qualsiasi alimento per pesci (secco, liofilizzato, granuli, vivo, surgelato, etc…). Offrite dieta varia e completa.


Livello di nuoto:

centrale.


Comportamento:

socievole e vivace. E’ un pesce di branco che diviene rapidamente stressato e debole se tenuto da solo, è bene quindi inserirlo in piccolo gruppetti di almeno 6 / 7 esemplari.


Biocenosi:

assolutamente innocuo e pacifico verso qualsiasi altra specie. Adatto quindi all’acquario di comunità.


La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

media.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

non si hanno dati certi in merito.


Formazione della coppia:

non si ha formazione di coppie stabili, le riproduzioni avvengono senza una regola fissa, in momenti di aggregazione del branco. Le coppie restano quindi tali solo per il tempo necessario all’accoppiamento ed alla fecondazione delle uova.


Alimentazione della coppia:

aumentare le somministrazioni in frequenza ed in componente di vivo/surgelato contribuisce sicuramente ad invogliare la coppia alla riproduzione.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

- PH: 6,8 / 7,2
- GH: 8 / 15 °dGH
- Temp.: 22 / 24 °C
- Capacità minima: 10 litri netti


Allestimento acquario riproduttivo:

è sufficiente una piccola vaschetta di 10 litri. L’importante è isolare il fondale con una griglia in modo da evitare che i riproduttori possano raggiungere le uova che si depositeranno sul fondo; tutte le specie del Genere Puntius sono golosissime di uova e se non prendete le dovute precauzioni sarà praticamente impossibile salvare la prole. Il filtraggio dovrà essere tenuto al minimo, o assente del tutto, importante sarà quindi cambiare una piccola quantità d’acqua molto frequentemente per evitare accumuli di sostanze inquinanti, il 5% al giorno o il 10% ogni due giorni è un’ottima soluzione. Se decidete di lasciare attiva una leggera filtrazione artificiale ricordatevi di posizionare delle protezioni sulle bocchette d’aspirazione del filtro (ad esempio con tulle) così da evitare che parte delle uova ne venga aspirato.
Nell’acquario riproduttivo è importante inoltre una buona presenza di piante, sia felci (ad esempio Microsorum pteropus), sia galleggianti (ad esempio Salvinia natans), sia muschi (ad esempio Vesicularia dubyana). Il riparo dato dall’abbondante flora contribuirà ulteriormente ad infondere tranquillità nella coppia di riproduttori.

Se vi è possibile introducete una coppia che abbia già denotato l’inizio dei giochi amorosi nella vasca d’allevamento, avrete così più possibilità di successo. In tal caso non avrete problemi a riconoscere i due soggetti all’interno del branco in quanto la femmina avrà un ventre particolarmente gonfio, quasi sul punto di scoppiare per quanto carico di uova, mentre il maschio avrà una colorazione più accesa rispetto agli altri e tenderà a mantenere quasi costantemente le pinne ben distese, soprattutto la dorsale.


Deposizione e Fecondazione:

dopo vari inseguimenti e giochi amorosi i due riproduttori rilasciano quasi in contemporanea i propri gameti (uova e spermatozoi), in genere tra la vegetazione e al mattino. Le uova così fecondate (in genere 200/300 unità), scendono subito a fondo finendo sotto la griglia di protezione. Appena avvenuta la deposizione rimuovete immediatamente i riproduttori altrimenti le uova, nonostante la griglia, non saranno del tutto al sicuro.


Schiusa e Primi Giorni:

la schiusa avviene in circa 30 ore. Appena nati i piccoli appaiono ancora come delle larve legate ad una voluminosa sacca vitellina. In tali condizioni essi non sono assolutamente in grado di nuotare e nemmeno di ancorarsi agevolmente, quindi finiranno inevitabilmente per muoversi seguendo eventuali correnti presenti nella vasca. Molte larve finiranno quindi per oltrepassare anche la griglia posta sul fondo fluttuando in giro per l’acquario, ecco perché è tassativo rimuovere subito i riproduttori! Per i primi 5 / 7 giorni successivi alla schiusa in genere è il sacco vitellino a fornire ai piccoli i necessari alimenti, è quindi preferibile in tale fase non somministrare alcun alimento per non creare inquinamento in vasca. La microfauna presente sulle piante, ed in particolare sui muschi, sarà sufficiente a garantire l’eventuale necessaria integrazione alimentare.


Avannotti:

dopo 5 / 7 giorni i piccoli sono ormai degli avannotti affamati che nuotano freneticamente in cerca di cibo. Potete a questo punto iniziare progressivamente a somministrare appositi alimenti, ideali risultano naupli di Artemia salina, Cichlops, Daphnia, nonché appositi mangimi per avannotti finemente sbriciolati. Somministrate il cibo frequentemente in piccole dosi e proseguite la gestione con sifonature e piccoli cambi parziali quotidiani in modo da scongiurare l’accumulo in vasca di sostanze inquinanti, letali per i piccoli avannotti.

 

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