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Sphaerichthys osphromenoides

 

Sphaerichthys osphromenoides

(Canestrini, 1860)

 

Sphaerichthys osphromenoides

 

Piccolo pesce asiatico, molto delicato (soprattutto nel periodo di acclimatazione in un nuovo acquario) e dal carattere decisamente aggressivo verso le altre specie. Sconsigliato quindi ospitarlo in acquari comunitari con compagni di taglia inferiore. Richiede esperienza ed un’attenta conduzione della vasca in quanto è molto sensibile a sbalzi di valori e a condizioni igieniche non ottimali. Difficoltà d’allevamento: elevata.

Fotogallery Sphaerichthys osphromenoides

 

Nome scientifico:

Sphaerichthys osphromenoides


Nomi comuni:

Gourami cioccolato.


Famiglia:

Osphronemidae


Luogo d’origine:

Asia (Sumatra, Borneo, Malaysia).


Morfologia:

corpo romboidale compresso lateralmente. Muso a cuneo. Sulla livrea di fondo, marrone scura, spiccano alcune bande verticali color giallo/oro delle quali in genere solo tre attraversano verticalmente tutto il corpo. Marezzature giallo/marroni adornano la base della pinna anale, le piccole pinne pettorali e le estremità dei raggi della pinna dorsale. Quasi del tutto trasparente invece la pinna anale.


Dimorfismo sessuale:

le femmine hanno da adulte un ventre più gonfio ed arrotondato mentre nei maschi la linea del profilo ventrale è piuttosto dritta. Nei maschi si ha inoltre in genere una colorazione più chiara in corrispondenza del peduncolo caudale ed una pinna dorsale leggermente più appuntita. Non si tratta comunque di differenze sempre ben evidenti.


Dimensioni:

fino a 7 cm in natura, difficilmente più di 6 cm in acquario.


Ciclo vitale:

4 anni.


Dimensioni Acquario:

se tenuto in acquario monospecifico se ne possono ospitare 5 esemplari in una vasca di soli 40 litri netti, se invece lo si vuole ospitare in vasca comunitaria il litraggio va logicamente aumentato.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 4,5 / 6,5
- GH: 3 / 8 °dGH
- Temperatura: 24 / 29 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

ama acquari ricchi di vegetazione. L’illuminazione non deve essere eccessiva e diretta, molto indicato quindi risulta l’impiego di piante galleggianti e la scelta di un fondo scuro. E’ un pesce molto delicato e particolarmente sensibile ad instabilità di condizioni ed alla scarsa igiene, predilige quindi acquari ben maturi e condotti in modo impeccabile. Non ama acque eccessivamente mosse.


Alimentazione:

in natura segue dieta prevalentemente carnivora, è infatti uno spietato killer di insetti di superficie e delle loro larve. In acquario accetta in genere anche altri alimenti più commerciali (ad esempio secco in granuli e liofilizzato) mostrando di sapersi tramutare all’occorrenza in onnivoro. Resta comunque inteso che la sua dieta deve avere una netta prevalenza di vivo/surgelato (Artemia salina, Dafnia, Chironomi, Tubifex, etc…).


Livello di nuoto:

tutti i livelli con preferenza per quello centrale.


Comportamento:

pesce di branco, da inserire in piccoli gruppetti di almeno 5 esemplari. All’interno del branco si instaura subito una ben delineata gerarchia in cui il maschio dominante è in genere riconoscibile per la colorazione più intensa e per la pinna dorsale tenuta spesso eretta.


Biocenosi:

è un pesce tendenzialmente aggressivo ed intollerante verso i coinquilini, specialmente con quelli di dimensioni inferiori. Per questo motivo è preferibile abbinargli pesci di taglia pari o superiore e capaci di farsi rispettare, altrimenti essi verranno inevitabilmente aggrediti e sottomessi.

Nota: Sphaerichthys osphromenoides è una delle specie più usate in abbinamento ai Discus (Symphysodon aequifasciatus e Symphysodon discus). Il motivo è semplice: vengono impiegati come "campanello d’allarme". Infatti appena si perdono le condizioni ideali dell’acqua Sphaerichthys osphromenoides inizia a decolorarsi in modo evidente e ciò permette di evitare problemi ai preziosi Discus intervenendo per tempo e ripristinando il giusto habitat.




La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

decisamente difficoltosa.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

non si hanno dati certi in merito.


Formazione della coppia:

le coppie si formano spontaneamente all’interno del branco, esse possono durare per una sola riproduzione o anche per più cicli riproduttivi consecutivi. Quando una coppia si forma e inizia ad avvicinarsi alla riproduzione ce ne possiamo facilmente accorgere grazie a delle evidenti mutazioni cromatiche in entrambi gli individui. Nella femmina potremo infatti notare la comparsa di una macchia scura sul peduncolo caudale mentre nel maschio si osserverà un discreto viraggio della livrea verso un rosso scuro, viraggio che diverrà molto evidente soprattutto nella zona pettorale e sulla gola.


Alimentazione della coppia:

abbondare con cibo vivo e/o surgelato.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

- PH: 4 / 6
- GH: 0 / 3 °dGH
- KH: 0 / 1 °dKH
- Temperatura: 25 / 30 °C
- Litraggio minimo: 20 litri netti


Allestimento acquario riproduttivo:

poca luce, fondo scuro, presenza di piante galleggianti, qualche pietra liscia, acqua quasi ferma.


Deposizione e Fecondazione:

la femmina depone dalle 30 alle 80 uova scegliendo in genere come luogo di deposizione una pietra. Appena terminata la deposizione il maschio provvede a fecondare le uova dopo di che inizia a prenderle con la bocca, le stacca dal substrato di deposizione (dando l’errata impressione di nutrirsene) e subito le risputa in direzione della femmina. Si tratta di in un invito alla femmina a prenderle a sua volta in bocca, in quanto in questa specie la femmina pratica l’incubazione orale della prole, ed il maschio spuntando le uova nella sua direzione gli comunica in pratica che le uova sono pronte, che sono fecondate, e che quindi lei può provvedere ad incubarle. Se la coppia ha poca esperienza può accadere in queste fasi che una parte, anche cospicua, della prole venga ingerita da uno o da entrambi i genitori, ma dopo i primi tentativi sicuramente tutta la procedura verrà perfezionata.


Schiusa e Primi Giorni:

la schiusa delle uova avviene in genere tra l’ottavo ed il quattordicesimo giorno, a seconda della temperatura, e per tutto il tempo antecedente la schiusa la femmina continuerà a tenerle incubate oralmente. Durante il periodo di incubazione la femmina in genere non si nutre e ciò può a volte portarla anche alla morte. La zona circostante viene sorvegliata dal padre che impedirà a chiunque di avvicinarsi alla propria femmina. Appena raggiunta la schiusa la femmina libera i piccoli.


Avannotti:

appena nati e rilasciati dalla madre i piccoli hanno bisogno di abbondante cibo vivo, in quanto il termine del riassorbimento del sacco vitellino coincide in pratica con il momento stesso della loro nascita. Occorre somministrare immediatamente Artemia salina viva, di ridotte dimensioni, avendo cura di somministrarla spesso e con una certa abbondanza. Altri ottimi alimenti alternativi risultano essere i Cichlops ed i Rotiferi. E’ opportuno aggiungere anche integratori vitaminici liquidi.

Due / tre giorni dopo la schiusa è preferibile separare i piccoli dagli adulti, ciò sia per poterli seguire ed alimentare a dovere, sia per prevenire eventuali casi di predazione.

Purtroppo nelle prime settimane il tasso di mortalità tra i piccoli è assai elevato in quanto in natura la loro sopravvivenza è fortemente influenzata dalla salinità dell’acqua, ma in ragione ancora non del tutto nota agli studiosi.



 

Note: si ringrazia Davide Robustelli di Acquarishop per gli esemplari messi a disposizione per le foto.

 


 

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