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Thayeria boehlkei

 

Thayeria boehlkei

(Weitzman, 1957)

 

Thayeria boehlkei

 


Caracide molto particolare, sia per la livrea caratterizzata dalla linea laterale che si allunga anche sulla caudale ma nel solo lobo inferiore, sia per la curiosa posizione inclinata a 45° che ama mantenere quando sta fermo. Va allevato in gruppi di almeno 6 / 7 esemplari in acquari non troppo piccoli (almeno 70 / 80 litri) ricchi di piante, ma con uno spazio libero centrale dedicato al nuoto, non eccessivamente illuminati. Pacifico e robusto, pesce indicato anche per neofiti.

 

Fotogallery Thayeria boehlkei

 

 

Nome scientifico:

Thayeria boehlkei



Nome comune:

pesce spezzato



Famiglia:

Carachidae



Luogo d’origine:

America Meridionale, Amazzonia (intero bacino amazzonico)



Morfologia:


livrea chiara tendente al verde-acqua molto tenue, con riflessi argentei, più chiara all'altezza del ventre, più scura e tendente al marroncino in corrispondenza del dorso. Una evidente striscia nera percorre il fianco, dall'opercolo branchiale fino all'attacco della caudale, proseguendo poi sul solo lobo inferiore della pinna caudale. Tutte le altre pinne sono trasparenti. Presente la piccola pinna adiposa.



Dimensioni:

fino a 6 cm



Dimorfismo sessuale:

invisibile ad occhio nudo; solo in prossimità della riproduzione è possibile distinguere le femmine dall’addome rigonfio di uova.



Valori consigliati per l’acqua:


- PH 6,5 / 7,2
- GH 5 / 15 °dGH
- Temperatura 24 / 27 °C



Alimentazione:

onnivoro, accetta qualunque mangime commerciale, scaglie, granuli, vivo, liofilizzato …. è importante offrire una dieta varia ove non deve assolutamente mancare il vivo (o surgelato)



Livello di nuoto:

centro / centro-superiore



Comportamento:

vivace e pacifico, adatto anche all’acquario di comunità con compagni altrettanto socievoli e di dimensioni non superiori. Ha la caratteristica di sostare a mezz’acqua stando inclinato a 45°, con la testa in alto e la caudale in basso. Va allevato in gruppi di almeno 7 / 8 esemplari, altrimenti diventa timido e stressato. In genere si adatta anche ad acquari di piccole dimensioni ma, per soddisfare la sua indole da gran nuotatore, meglio offrirgli “ampi” spazi liberi per il nuoto. Per un gruppetto di 7 / 8 esemplari può andar bene un 80 litri netti monospecifico, ricco di piante sui lati e con spazio libero per il nuoto al centro. Se inseriti in acquario di comunità meglio optare per una vasca di almeno 120 litri netti.



La Riproduzione



Difficoltà d'ottenimento della riproduzione in cattività:

media.

 

Modalità riroduttiva:

ovipara.

 

Maturità sessuale:

non si hanno datri certi in merito.

 

Deposizione e fecondazione - Preparazione della vasca da riproduzione:

come per quasi tutti i Caracidi la riproduzione avviene in acqua aperta, non vengono quindi scelti punti per la deposizione, bensì vengono rilasciati liberamente in acqua i gameti. In questa specie ciò in cattività rappresenta un problema in quanto lo sperma rilasciato dal maschio è incredibilmente abbondante e, al contempo, le uova rilasciate dalla femmine possono essere anche 3000. Logicamente una simile quantità organica rilasciata in un acquario riproduttivo di piccole dimensioni porterebbe ad un rapido sviluppo di microorganismi che ucciderebbero la maggior parte delle uova. Meglio quindi utilizzare una vasca da riproduzione di almeno 100 litri netti.
La preparazione della vasca è fondamentale per la riuscita della riproduzione. Innanzitutto deve essere non illuminata, addirittura è consigliabile foderare le pareti laterali dell’acquario con cartoncino nero così da ridurre ancor più il passaggio di luce. All’interno vanno posizionate molte piante che serviranno da rifugio per la femmina, in quanto il corteggiamento del maschio è spesso davvero asfissiante … so che starete dicendo “come faccio a mettere tante piante se non ho illuminazione????”, tranquilli, le piante basta metterle in vasca il giorno prima e, se tutto va bene, le potrete togliere già dopo un paio di giorni, in tutto staranno al quasi buio solo per meno di una settimana. Sul fondale della vasca occorre predisporre del muschio (ad esempio Vesicularia dubyana).
Il filtro deve essere regolato al minimo con protezioni sulle griglie d'aspirazione (ad esempio tulle o filanca). Inserire i riproduttori alla sera e lasciarli il più possibile tranquilli. Se tutto va bene il mattino successivo, dopo inseguimenti e vari rituali d’amore, avverranno deposizione e fecondazione. A volte sono necessari 2 o anche 3 giorni perché ciò avvenga. Se si superano i tre giorni rimuovere la coppia e ritentare con un’altra. Cercate sempre di scegliere femmine che già presentino l’addome gonfio di uova, in quanto logicamente sono più predisposte alla deposizione.
Appena si è certi dell’avvenuta deposizione rimuovere la coppia e, delicatamente, levare tutte le piante presenti tranne il muschio sul fondo. A questo punto, per evitare una eccessiva proliferazione batterica che potrebbe sterminare le uova, occorre cambiare almeno il 60 / 70 % dell’acqua, con acqua identica (anche come temperatura) che dovete aver già preparato prima. Durante il cambio parziale prelevate sempre l’acqua dalla parte alta della colonna d’acqua.

 

Schiusa delle uova ed alimentazione degli avannotti:

la schiusa delle uova avviene dopo circa 15 ore e riguarderà solo una parte delle uova, generalmente meno del 50%. Al termine del 3° giorno, terminato il riassorbimento del sacco vitellino, i piccoli vanno nutriti con alimenti piccolissimi, consigliati Rotiferi ed infusori. Dal sesto giorno accettano anche naupli di Cyclops appena schiusi, dall’ottavo quelli di Artemia salina. Gli avannotti di Thayeria boehlkei sono inizialmente fotosensibili quindi ancora per qualche settimana è preferibile lasciare l’acquario privo di luci.
Le femmine in salute depongono regolarmente ogni 4 / 5 settimane.

 


 

Note: si ringrazia Davide Robustelli di Acquarishop per gli esemplari messi a mia disposizione per le foto.

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 07 Marzo 2010 13:06)

 

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