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Trichogaster trichopterus

 

Trichogaster trichopterus

(Pallas, 1770)

 

Trichogaster trichopterus

Trichogaster trichopterus var. Gold - Foto di: Paperino

 


Pesce asiatico da allevare preferibilmente in coppia per poterne osservare le affascinanti modalità riproduttive. Molto robusto e tollerante verso un ampio range di valori dell’acqua. Adatto anche ad acquari di dimensioni medie, preferibilmente non meno di 80 litri netti. Difficoltà allevamento: bassa, è una specie molto robusta, consigliata anche ai neofiti.

 

Fotogallery Trichogaster trichopterus

 

 

Nome scientifico:

Trichogaster trichopterus


Nomi comuni:

nessuno segnalato


Famiglia:

Osphronemidae


Luogo d’origine:

Asia (Giava, Borneo, Malesia, Cambogia, Birmania, Thailandia, Sumatra).



Morfologia:

corpo azzurro tenue, a volte tendente al grigio chiaro, con due macchie scure rotonde, delle quali una sul peduncolo caudale e l'altra a metà del fianco. Le pinne presentano motivi delicati e l'anale è orlata d'arancio. La pinna dorsale è più lunga nel maschio. Al posto delle pinne pettorali due prolungamenti filiformi con proprietà sensoriali. La forma del corpo è molto simile a Trichogaster leeri rispetto a cui presenta comunque un corpo più esile e slanciato, occhi più grossi ed una testa più tozza.

Nota: la forma originaria di Trichogaster trichopterus ha, come appena detto, una colorazione di base grigio-azzurra su cui spiccano due macchie scure. Gli allevatori sono riusciti, mediante attenta e prolungata selezione, ad “isolare” delle particolari varieanti cromatiche, alcune molto apprezzate in ambito acquariofilo. Tra le più note sicuramente la "gold" che presenta una livrea giallo chiara, con macchie laterali quasi impercettibili e striature verticali tendenti al bruno, la "cosby" che presenta una colorazione di base molto simile a quella della forma originaria, ma priva delle due macchie scure laterali e con striature verticali più marcate, e la "sumatranus" di colore azzurro intenso, tendente al blu nella seconda metà del corpo.

 

Trichogaster trichopterus var. cosby

Trichogaster trichopterus var. sumatranus

 

 

Dimorfismo sessuale:

i maschi presentano la pinna dorsale più lunga e leggermente appuntita, inoltre da adulti sono leggermente più grandi rispetto alle femmine.


Dimensioni:

femmina 14 cm
maschio 15 cm


Ciclo vitale:

6 anni


Dimensioni acquario:

almeno 80 litri netti per una coppia.


Valori consigliati acquario d’allevamento:

- PH 6 / 7,5
- GH 8 / 15 °dGH
- Temperatura 24 / 28 °C


Allestimento acquario allevamento:

è preferibile tenere questi pesci in acquari ricchi di piante, importante soprattutto la presenza di piante galleggianti, e con compagni di vasca altrettanto tranquilli e pacifici. Ama acque poco mosse, quasi stagnanti, quindi non eccedete con il filtraggio orario, soprattutto non movimentate troppo la superficie. E' dotato di un organo respiratorio ausiliare (labirinto) che gli consente di respirare aria al di sopra della superficie. E’ quindi importante che l’acquario sia ben chiuso per evitare sbalzi termici eccessivi tra acqua e atmosfera soprastante.


Alimentazione:

in natura è carnivoro, ma in acquario accetta senza problemi qualsiasi mangime commerciale secco e surgelato. E’ importante integrare comunque la dieta con alimenti vivi (ad esempio larve di Zanzara) senza però eccedere nella loro somministrazione.


Livello di nuoto:

centro superiore.


Comportamento:

pesce robusto, pacifico, a volte molto vivace, altre volte statico, da tenere in coppia o in gruppetti di 4 / 6 esemplari.


Biocenosi:

essendo un pesce sostanzialmente timido e spesso statico è preferibile evitare l'abbinamento con specie troppo vivaci ed aggressive.


La Riproduzione


Difficoltà d'ottenimento in cattività:

media


Modalità riproduttiva:

specie ovipara


Maturità sessuale:

in soggetti correttamente alimentati viene raggiunta già a 6 mesi


Formazione della coppia:

pretendere la formazione di una coppia mettendo in vasca solo un maschio ed una femmina spesso non porta a nessun risultato, anzi se i due esemplari non si tollerano può manifestarsi da ambo le parti una forte aggressività. E' quindi preferibile partire da un gruppetto a sessi misti, almeno 6 / 7 esemplari, ed aspettare che spontaneamente si formi una coppia.


Alimentazione della coppia:

nei giorni precedenti al tentativo di riproduzione la coppia va alimentata principalmente con alimento vivo e/o surgelato.


Allestimento acquario riproduttivo:

per agevolare il maschio nelle fasi di costruzione del nido di bolle il movimento dell’acqua in superficie deve essere limitatissimo, pressoché nullo. Si consiglia quindi di spegnere il filtro o, perlomeno, di regolarlo al minimo. Naturalmente ciò causa l'esigenza di piccoli cambi parziali quotidiani (10%). E’ bene predisporre in vasca numerosi nascondigli naturali e una folta vegetazione per dar modo alla femmina di trovare riparo in caso di eccessiva aggressività da parte del maschio.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

per stimolare la femmina a produrre uova è preferibile evitare acqua troppo basica e dura e mantenersi su temperature piuttosto alte. Attenersi ai seguenti valori:

- PH: 6 / 7
- GH: 6 / 12 °dGH
- T.: 27,5 / 28 °C
- Capienza minima: 40 litri netti


Deposizione e Fecondazione:

la coppia si unisce in una sorta di abbraccio amoroso durante il quale la femmina rilascia le uova ed il maschio rilascia il proprio seme, il tutto avviene sotto ad un nido galleggiante (in cui si incastreranno le uova fecondate) di bolle, schiuma e detriti costruito dal maschio, il quale si prenderà anche cura della prole, non esitando a scacciare chiunque si avvicini al nido, madre compresa. Per questo motivo appena avvenuta la deposizione è meglio rimuovere la femmina. Le uova deposte possono arrivare anche ad alcune centinaia di unità e nel primo giorno il maschio sarà impegnatissimo a tenerle tutte raccolte all’interno del nido.


Schiusa e primi giorni:

la schiusa avviene dopo circa 36 / 48 ore dalla deposizione.
Per un paio di giorni successivi alla schiusa gli avannotti tenderanno a restare al riparo nel nido, sorvegliati dal maschio, in quanto ancora allo stato larvale ed intenti a consumare il sacco vitellino. A partire dal terzo giorno saranno già degli avannotti veri e propri ed inizieranno a prendere coraggio sparpagliandosi nella vasca in cerca di cibo. A quel punto anche il padre va assolutamente tolto in quanto non disdegnerà di cibarsene.


Gli avannotti:

anche durante le prime settimane di vita andrà tenuto spento il filtro, o regolato al minimo, ed occorrerà quindi continuare a cambiare 1/10 dell’acqua quotidianamente. E' anche importante prendere precauzioni al fine di evitare che degli avannotti finiscano nel filtro, si può ad esempio foderare le bocchette d'aspirazione con tessuto a maglia molto fitta (ad esempio Tulle). Nei primi 5 giorni di vita gli avannotti non accetteranno alcun mangime commerciale, nemmeno i naupli di Artemia salina appena schiusi, preferendo cercare tra la microfauna presente in vasca. In questa fase è quindi utile somministrare mangimi liquidi specifici, senza esagerare. Passata questa fase solitamente iniziano ad accettare piccoli cibi vivi come Infusori, Dafnia e naupli d’Artemia salina appena schiusi, si può già iniziare ad integrare la dieta (integrare, non sostituire) con mangime in scaglie polverizzate specifico per avannotti.
Se alimentati in modo corretto e frequente gli avannotti crescono assai rapidamente, molto di più rispetto a quanto osservabile in Trichogaster leeri.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 17 Novembre 2010 01:22)

 

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