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Hisonotus leucofrenatus

 

Hisonotus leucofrenatus

(Miranda Ribeiro, 1908)

 

Hisonotus leucofrenatus

 

Piccolo e robusto Loricaride. Discreto consumatore di alghe e piuttosto facile da riprodurre in cattività. E’ però poco conosciuto in quanto importato solo da pochi anni.
Difficoltà d’allevamento: minima. Specie adatta anche a neofiti dell’acquariofilia.

Fotogallery Hisonotus leucofrenatus

Nome scientifico:

Hisonotus leucofrenatus


Nota al nome scientifico:

l’attuale nome scientifico è in vigore dal 2003, da quando ha sostituito il precedente nome “Microlepidogaster leucofrenatus”.


Nomi comuni:

Otocinclus sp. “Niger”
Niger Oto
Otocinclus leucofrenatus


Famiglia:

Loricariidae


Luogo d’origine:

Sud America (Brasile sud-orientale).


Morfologia:

corpo esile ed affusolato, soprattutto negli esemplari maschi. Bocca a ventosa e ventre piatto, per una perfetta presa in condizioni di forte corrente. Vicino agli occhi si trovano due piccole escrescenze simili a tubercoli, si tratta delle narici. Colorazione di fondo scura, marrone/verde, arricchita da disegni più chiari che gli conferiscono un aspetto maculato. I fianchi appaiono maggiormente bruni rispetto al dorso, e soprattutto rispetto al ventre. Le pinne, tutte ben sviluppate, sono quasi trasparenti ma sui singoli raggi riportano la stessa colorazione maculata del corpo. Pinna adiposa assente.


Dimorfismo sessuale:

le femmine sono più larghe mostrando quindi un aspetto generale più massiccio


Dimensioni:

in natura possono arrivare leggermente oltre i 5 cm, in acquario difficilmente superano i 3,5 cm.


Ciclo vitale:

non si hanno dati certi in merito.


Dimensioni Acquario:

è un pesce di ridotte dimensioni e piuttosto statico, risulta quindi idoneo all’allevamento anche in acquari di ridotte dimensioni. Si consiglia comunque di mettere a loro disposizione almeno 10 litri ad esemplare.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 5,0 / 7,0
- GH: 3 / 16 °dGH
- Temperatura: 20 / 25 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

acquario ricco di vegetazione, con nascondigli e zone d’ombra. L’illuminazione non deve essere eccessiva e diretta, molto indicato quindi risulta l’impiego di piante galleggianti. E’ un pesce che predilige acque mosse e ben ossigenate.


Alimentazione:

specie erbivora, sia in natura che in cattività. E’ un discreto consumatore di alghe, ma è comunque preferibile integrarne la dieta a mezzo di appositi mangimi per pesci di fondo a base di alghe e vegetali in genere.


Livello di nuoto:

livello inferiore, fondo e vetri.


Comportamento:

assolutamente pacifico, passa le sue intere giornate a procurarsi cibo raschiando legni, vetri e foglie. Non ama la luce forte diretta, motivo per cui tende a preferire le zone d’ombra. Può essere allevato sia in singolo esemplare sia in piccoli gruppetti, difatti non soffre la solitudine e non mostra aggressività intraspecifica.


Biocenosi:

assolutamente innocuo e pacifico verso qualsiasi altra specie. Adatto quindi all’acquario di comunità.


La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

medio/facile, ma necessariamente ottenibile solo in acquario dedicato monospecifico.
E’ tuttavia un pesce poco conosciuto in ambito acquariofilo, importato in Europa solo da pochi anni. Le riproduzioni avvenute nelle vasche degli appassionati sono state quindi pochissime e del tutto occasionali, ragion per cui non si conoscono ancora molti dettagli relativi alla riproduzione di questa specie.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

Non si hanno dati certi in merito.


Formazione della coppia:

non si ha formazione di coppie, le riproduzioni avvengono senza una regola fissa, in momenti di aggregazione del branco.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

non si hanno dati certi in merito.
Tuttavia dalle osservazioni scaturite dalle poche riproduzioni avvenute pare che l’istinto riproduttivo sia sollecitato da eventi che simulino ciò che avviene in natura durante la stagione delle piogge, momento in cui nei fiumi degli habitat naturali di questa specie si registra un progressivo aumento del livello dell’acqua e delle disponibilità alimentari, ed in contemporanea un certo abbassamento della temperatura dell’acqua.


Deposizione e Fecondazione:

dalle poche osservazioni avvenute, la tecnica di riproduzione di questo Loricaride pare del tutto simile a quella osservabile nei Callictidi del Genere Corydoras. Dopo vari inseguimenti maschio e femmina si dispongono a “T” e rilasciano in contemporanea i loro gameti (spermatozoi e uova), la femmina ripete più volte la procedura accoppiandosi a turno con vari maschi del branco, fino al completamento della deposizione. Le uova fecondate vengono rilasciate sul fondale, senza alcune regola e senza alcuna cura parentale, in pratica abbandonate al loro destino. Una femmina può riuscire a deporre anche 3 volte al mese.


Schiusa e Primi Giorni:

il tempo necessario per la schiusa delle uova è fortemente legato alla temperatura dell’acqua, nel centro del range ottimale, a circa 23 °C, le uova si schiudono dopo 5 / 7 giorni.


Avannotti:

appena nati i piccoli necessitano di alimentarsi praticamente da subito, ciò perché il termine del sacco vitellino in pratica coincide con la schiusa. La bocca degli avannotti è talmente piccola da impedirgli inizialmente di mangiare i naupli di Artemia salina, meglio quindi per le prime due settimane optare per alimenti di dimensioni inferiori, ad esempio Rotiferi ed Infusori. Dopo 10 / 12 giorni si potrà progressivamente passare ai naupli di Artemia salina appena schiusi.


Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Novembre 2010 19:31)

 

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