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Viviparus viviparus

 

Viviparus viviparus
(Linnaeus, 1758)

 

Viviparus viviparus

 

Chiocciola d'acqua fredda molto comune nei corsi d'acqua di mezza Europa. Ottima detrivora e discreta consumatrice di alghe. Difficoltà d'allevamento ridotta.

 

 

Fotogallery Viviparus viviparus

Nome scientifico:

Viviparus viviparus


Nomi comuni:

River Snail
Lumaca comune di fiume


Famiglia:

Viviparidae


Luogo d’origine:

Europa centro orientale (rinvenibile in Germania, Polonia, Olanda, Gran Bretagna meridionale, Repubblica Ceca, Belgio, Danimarca meridionale, Svezia, Italia centro settentrionale, Estonia, Lettonia, Lituania, Grecia, Irlanda, Croazia, Ungheria e recentemente anche in Turchia), inoltre già dagli anni ’70 è stata inserita (forse involontariamente) negli U.S.A., in Georgia.

Nella sola Germania Viviparus viviparus è inserita nella “lista rossa” delle specie protette per rischio d’estinzione.


Morfologia:

conchiglia spiralata opaca color giallo/marrone, a volte anche con tonalità verdognole, e percorsa da 3 bande più scure, d’intensità e larghezza variabili, color marrone/rossiccio. Il numero di spire negli esemplari adulti può arrivare ad un massimo di 5,5 o 6 ed in genere vi restano ben evidenti delle striature ad anello dovute agli sbalzi di crescita del guscio tra fase invernale e fase estiva. Le suture tra le spire sono abbastanza pronunciate con distinzioni ben visibili. Opercolo a forma di goccia con classici anelli concentrici di accrescimento in evidenza. Il corpo appare di colorazione grigio/marrone, abbastanza scuro, ma massicciamente arricchito da punteggiatura chiara, di colore variabile dall’arancione al giallo oro. Piede mobile di generose dimensioni. Il capo ha forma cilindrica, è privo di occhi e alla sua estremità è posizionata la bocca corredata da radula (nastro chitinoso raschiante). Dai lati dell'attaccatura del capo dipartono due tentacoli sensoriali, che incorporano a livello basale gli occhi dell’animale. I due tentacoli hanno morfologia e funzioni differenti, quello sinistro è più fine ed appuntito e ricopre un ruolo esclusivamente sensoriale, quello destro, decisamente più largo e tozzo, rappresenta per i maschi l’organo copulatore (pene). Nel lobo destro si trova la sacca che nelle femmine svolge il ruolo di organo sessuale (sacca vaginale).


Dimorfismo sessuale:

il tentacolo destro, quello più corto e tozzo, ha nei maschi un diametro leggermente maggiore. Il guscio delle femmine adulte è leggermente più voluminoso. Si tratta comunque di differenze non molto evidenti e spesso quindi interpretabili in modo errato. In pratica morfologicamente non v’è quasi differenza, tutti gli esemplari possiedono entrambi gli organi sessuali ma poi di fatto solo alcuni di essi sono in grado di attivare l’organo copulatore mostrandosi maschi attivi. Si tratta dunque di animali solo morfologicamente ermafroditi, ma sessualmente nettamente distinguibili per reale attività sessuale mostrata nel tempo. Ho però l'impressione che i maschi possano anche fungere da femmine sessualmente attive ma che non possa avvenire il contrario. Questa impressione nasce dalle mie osservazioni sugli esemplari presenti nelle mie vasche, non ho però trovato nella letteratura e nei siti specializzati sufficienti conferme su tale particolarità e permangono quindi dei dubbi.


La specie risulta suddivisa in 3 sottospecie, con piccole differenze morfologiche, a volte quasi impercettibili, tra di esse.:


- Viviparus Viviparus viviparus (Linnaeus, 1758)
- Viviparus viviparus costae (Mousson, 1863)
- Viviparus viviparus penthicus (Servain, 1884)


Gli esemplari mostrati in questa foto e nella photogallery ritengo siano tutti Viviparus viviparus viviparus


Dimensioni:

può raggiungere i 4 cm di lunghezza ed i 3 cm di altezza guscio


Ciclo vitale:

sono chiocciole molto longeve, a seconda della temperatura il ciclo vitale può andare da 4 a 10 anni.


Dimensioni acquario:

essendo un animale prevalentemente detritivoro è meglio evitare sovraffollamenti del fondale. Il litraggio in sé stesso in questi casi non indica nulla, quel che conta è lo spazio di fondo a disposizione di ciascun animale. Ad esempio in una vasca ben matura con fondo 60 x 40, con piante e legni, potremo inserire un piccolo gruppetto di 4 / 5 esemplari.


Valori consigliati acquario d’allevamento:

- PH 6,8 / 8,5
- GH > 5 °dGH
- Temperatura 2 / 25 °C


Note:

- si ricorda che più la temperatura è alta e più il ciclo vitale dell’animale si accorcia. Se perciò non avete la possibilità di far compiere alla temperatura dell’acqua il suo corretto ciclo annuale, e preferite tenere sempre la stessa temperatura, è buona regola non superare i 20 °C.


- Viviparus viviparus tollera anche una leggera presenza di sale, la cui concentrazione non deve tuttavia superare il 3%




Allestimento acquario allevamento:

acqua poco mossa ma non troppo povera di Ossigeno. Legni, piante, alghe e un fondo melmoso ricco di sedimenti rappresentano un perfetto habitat per questo gasteropode.


Alimentazione:

si nutre prevalentemente di detriti, consuma anche alghe e foglie in marcescenza, ma con più moderazione. Assolutamente innocua per le piantine acquatiche.


Livello di nuoto:

inferiore (fondo, vetri ed arredi).


Comportamento:

con temperature superiori ai 18 / 20 °C risulta molto attiva, sia di giorno sia di notte, perlustrando e ripulendo in continuazione l’ambiente disponibile. Al diminuire della temperatura mostra invece un progressivo rallentamento di tutte le principali attività (motorie, nutrizionali, riproduttive). In natura, sotto ai 3 °C, cessa qualsiasi attività che comporti dispendio energetico e si chiude in una sorta di letargo, grazie al quale può sopravvivere anche per mesi a temperatura di 0 °C, per poi subito riattivarsi al successivo innalzamento della temperatura. Un periodo troppo lungo con acqua a 0 °C ne può tuttavia provocare la morte.



Biocenosi:

è un animale assolutamente pacifico ed innocuo, adatto quindi all’allevamento in acquario comunitario. Evitate però di abbinarlo a specie notoriamente aggressive verso lumache e chiocciole, ad esempio Chromobotia macracanthus, Botia sp., Badis badis, Tetraodon sp., nonché Ciclidi di medie-grandi dimensioni.


Riproduzione


Difficoltà d'ottenimento in cattività:

media. Ciò che è difficoltosa è assicurare ai piccoli le condizioni necessarie alla sopravvivenza.


Modalità riproduttiva:

ovovivipara.


Maturità sessuale:

non si hanno dati certi in merito.


Formazione della coppia:

non si formano coppie fisse.


Allestimento acquario riproduttivo:

è indispensabile che l’acquario sia ben maturo e ricco di detriti e microfauna, consigliabile un fondo melmoso ricco di plancton e batteri, indispensabili per la sopravvivenza dei piccoli.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

non ci sono particolari accorgimenti, a patto di rispettare quanto indicato in “Allestimento acquario riproduttivo”. Anche la temperatura influisce ben poco, se non sul numero di uova prodotte dalla femmina, che sarà più alto al crescere della temperatura.


Fecondazione:

la fecondazione avviene mediante vero e proprio rapporto sessuale, in cui il maschio inserisce l’organo copulatore nella sacca vaginale della partner.


Schiusa e primi giorni:

le uova prodotte dalla femmina variano numericamente a seconda della temperatura, passando da meno di 5 unità con temperature inferiori ai 10 °C ad anche più di 50 con temperature superiori ai 20 °C. Le uova fecondate restano all’interno della femmina in un’apposita sacca fino alla schiusa, la quale avviene dopo un tempo non quantificabile in quanto fortemente influenzato dalla temperatura. Alla schiusa i piccoli misurano pochi millimetri e appaiono già morfologicamente simili ai genitori. Al momento del rilascio i piccoli di Viviparus viviparus sono assai delicati e mostrano un tasso di mortalità purtroppo elevato, per la loro sopravvivenza è indispensabile che sul fondale vi sia una notevole disponibilità di batteri e plancton, un fondo maturo e carico di sedimenti è quindi in questi casi una buona norma.


Note varie:

- Viviparus viviparus è spesso in natura parassitata da varie forme di Trematodi, vi è quindi il rischio che in acquario il parassita possa infettare dei pesci, ma solo nel caso che il pesce in questione mangi una Viviparus viviparus infettata. Ciò può poi comportare pericolo per il pesce in quanto trattasi di parassita che va ad insediarsi e moltiplicarsi nel fegato dell’animale portatore provocandone problemi di salute di varia entità.

- Si è recentemente scoperto che Viviparus viviparus può incrociarsi con Viviparus contectus (Millet, 1813) generando ibridi sani e fertili, di dimensioni decisamente maggiori rispetto a quelle di Viviparus viviparus, sono in corso studi per approfondire tale tematica.

Ultimo aggiornamento (Sabato 27 Febbraio 2010 23:01)

 

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