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Hemigrammus erythrozonus

 

Hemigrammus erythrozonus
(Durbin, 1909)

 

Hemigrammus erythrozonus

 

Piccolo Caracide socievole e robusto. Va allevato in gruppi non inferiori a 5 unità. Difficoltà d’allevamento ridotta, specie adatta anche a neofiti dell’acquariofilia.

Fotogallery Hemigrammus erythrozonus

Nome scientifico:

Hemigrammus erythrozonus


Nomi comuni:

Neon rosa
Neon rosso
Glowlight Tetra


Famiglia:

Characidae


Luogo d’origine:

America Meridionale (rinvenibile solo in Guyana nel fiume Essequibo)


Morfologia:

corpo compresso lateralmente con piccola bocca disposta orientata orizzontalmente. La livrea di fondo è grigia chiara argentea, mediamente trasparente, su di essa spicca in corrispondenza della linea laterale una striscia rossa/arancio che percorre l’intero corpo dell’animale, dal peduncolo caudale fino al capo, attraversando anche la parte superiore dell’iride che quindi appare a sua volta color rosso “acceso”. Pinne trasparenti ma con un accenno di colorazione rossa sulle zone basali dei primi raggi di dorsale e caudale. Le estremità di dorsale, anale e caudale mostrano una tenue colorazione biancastra, in genere più evidente nei maschi. Le tonalità rosse di Hemigrammus erythrozonus ne indicano lo stato di salute, se infatti l’animale è tenuto in condizioni non idonee e/o alimentato male le tonalità rosse tendono a virare in un rosa pallido. Al contrario tonalità rosse/arancio fortemente “accese” sono indice di ottimo stato di salute, di alimentazione corretta e di assenza di stress.


Dimorfismo sessuale:

da adulte le femmine appaiono leggermente più grosse e tozze, con ventre più voluminoso, la differenza si accentua in prossimità della riproduzione. Nei maschi inoltre è a volte più evidente la tonalità biancastra che spesso decora le estremità delle pinne caudale, anale e dorsale degli esemplari adulti, ma si tratta in questo caso di una differenza incostante all’interno della specie e spesso fonte di errata interpretazione.


Dimensioni massime:

fino a 4,5 cm.


Ciclo vitale:

da 3 a 4,5 anni.


Dimensioni Acquario:

almeno 40 litri netti per un gruppetto di 5 / 6 esemplari, tuttavia il mio consiglio è di allevarli in gruppi numericamente maggiori, almeno una decina di esemplari, in una vasca non inferiore a 70 litri netti.


Valori consigliati per l’acquario d'allevamento:

- PH: 6,0 / 7,5
- GH: 5 / 15 °dGH
- Temperatura: 22 / 28 °C


Allestimento acquario d'allevamento:

ama acquari riccamente piantumati, con nascondigli e zone ombrate, ma che al tempo stesso lascino sufficiente spazio libero per il nuoto nella zona centro anteriore. Non essendo amante della luce intensa e diretta è consigliabile l’inserimento di piante galleggianti ed una filtrazione su moderato quantitativo di torba al fine di conferire all’acqua una leggera ambratura, condizione questa che permette tra l’altro di godere ancor più appieno la livrea di questo bellissimo caracide. Per quanto appena esposto è preferibile evitare fondali di colorazione troppo chiara.


Alimentazione:

specie onnivora che accetta senza alcun problema tutti i più comuni alimenti per pesci d’acquario. In natura la componente proteica è prevalente all’interno della sua dieta (vermi, insetti e loro uova, piccoli crostacei), ragion per cui è importante integrare almeno due o tre somministrazioni settimanali di liofilizzato (ad esempio Artemia e Daphnia) e/o di surgelato (ad esempio Tubifex e Chironomus), solo così otterrete esemplari idonei alla riproduzione nonché sanissimi e superbamente colorati.


Livello di nuoto:

tutti i livelli con preferenza per quello centrale.


Comportamento:

socievole e pacifico, mediamente vivace ma timido se inserito in numero eccessivamente esiguo. Ama infatti vivere in gruppetti non inferiori ai 5 esemplari, meglio se ancor maggiori.


Biocenosi:

pacifico e socievole, ideale per acquari di comunità assieme a coinquilini di pari taglia e temperamento. Evitare l’abbinamento con pesci troppo grossi e/o aggressivi



La Riproduzione


Difficoltà d’ottenimento della riproduzione in cattività:

abbastanza difficoltosa.


Modalità riproduttiva:

specie ovipara.


Maturità sessuale:

non si hanno dati certi in merito


Formazione della coppia:

non forma coppie fisse. I riproduttori mostrano interesse l’un l’altro solo per il tempo necessario a rilascio e fecondazione delle uova.


Alimentazione della coppia:

per stimolarne l’istinto riproduttivo occorre offrire una dieta con forte componente proteica. Se si ha intenzione di tentarne la riproduzione, consiglio nelle 3 / 4 settimane antecedenti al tentativo di offrire ai riproduttori dieta abbondante, quasi esclusivamente composta da larve di zanzara et simili, somministrando gli alimenti via via sempre più frequentemente nell’arco della giornata.


Valori consigliati per l’acquario riproduttivo:

- PH: 6,0 / 7,0
- GH: 5 / 12 °dGH
- Temperatura: 22 / 26 °C
- Capacità minima: 10 litri netti


Allestimento acquario riproduttivo:

filtraggio su torba fino ad ottenere una sensibile ambratura dell’acqua. Il filtraggio orario deve comunque essere ridotto al minimo, con protezioni a maglia fitta sulle bocchette d’aspirazione. Poca luce, ulteriormente schermata da piante galleggianti. Per la disposizione del fondo si può scegliere tra solo biglie di vetro oppure ghiaietto coperto con muschi e piante basse.


Deposizione e Fecondazione:

si consiglia di inserire i riproduttori nella vaschetta in orario serale, in condizioni di scarsa illuminazione, e di lasciare successivamente la vasca il più possibile tranquilla. Se la coppia è interessata la riproduzione in genere avviene alle prime luci dell’alba seguente. Dopo vari corteggiamenti e brevi inseguimenti i due riproduttori si dispongono nel livello di nuoto inferiore in posizione tale da avere le zone anali a contatto, può accadere ad esempio che si dispongano entrambi verticalmente, oppure che il maschio mantenga una posizione statica e corretta e che la femmina si posizioni sotto di lui girata a pancia in su. Nel momento propizio vengono rilasciati in contemporanea i gameti (uova e spermatozoi) i quali subito dopo ricadono verso il fondale finendo per restare incastrati tra gli interstizi delle biglie di vetro, o tra muschi e fogliame (a seconda di come si sia strutturato il fondo della vasca). Può capitare che i due riproduttori non riescano a trovare subito il giusto affiatamento e che la femmina decida di rilasciare le uova comunque ed autonomamente senza approccio riproduttivo da parte del maschio, in tal caso le uova vengono rilasciate in genere sul fondale durante una fase di nuoto lento e radente, successivamente il maschio può prendere due decisioni, o fecondare subito le uova rilasciando direttamente sul punto di deposizione i propri gameti, oppure potrebbe optare per divorarle. Se entro due / tre giorni non avviene la deposizione sconsiglio di insistere oltre, interrompete il tentativo oppure provate a sostituire uno dei due riproduttori.
Le uova deposte oscillano in genere tra 100 e 150 unità, ma non tutte risulteranno fecondate. Avvenuta la deposizione i riproduttori vanno rimossi in quanto potrebbero predare le uova ed i futuri avannotti.



Schiusa e Primi Giorni:

la schiusa avviene dopo circa 24 ore. Appena nate le piccole larve sono ancora alimentate dal sacco vitellino, condizione che gli impedisce di muoversi e che permane in genere per un paio di giorni. Terminato il riassorbimento del sacco vitellino si cominceranno a vedere in giro per la vasca gli avannotti, super affamati. E’ questo il momento in cui occorre iniziare a somministrare alimenti in quanto l’eventuale microfauna presente in vasca risulterà presto insufficiente, soprattutto se, anziché con muschi e piantine, avete allestito il fondo con sole biglie di vetro. Per l’alimentazione dei piccoli avannotti si può optare per rotiferi, infusori e secco specifico per avannotti finemente polverizzato. Dalla seconda / terza settimana si potrà iniziare a somministrare anche Artemia salina.
Nelle prime giornate purtroppo il tasso di mortalità dei piccoli è molto elevato, cercate di assicurare nella vaschetta d’accrescimento condizioni igieniche perfette, evitate accumuli di sporcizia ed effettuate piccoli ma frequenti cambi parziali. In questa fase è meglio non collegare alcun filtro in quanto il dover resistere alla corrente sarebbe uno sforzo eccessivo per gli avannotti e ne causerebbe ulteriore moria, o comparsa di deformazioni alle pinne.

 

 


 

 

Note: si ringrazia Enrico Serena per la concessione all'uso di materiale fotografico di sua proprietà

Ultimo aggiornamento (Sabato 06 Febbraio 2010 00:10)

 

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