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Intervista a Dario Schelfi

 

 

Intervista a: Dario Schelfi

 

Dario Schelfi

 


Dario Schelfi, figura storica del panorama acquariofilo nazionale, soprattutto per quanto concerne il plantacquario. Da molti viene considerato "semplicemente" il fondatore e l'anima trascinante del forum di AquaGarden, ma attenzione... in realtà Dario è anche molto, molto di più...
AquaExperience lo ha intervistato per voi. Buona lettura.


Fotogallery Intervista a Dario Schelfi



1 - Buongiorno Dario, ti ringrazio per avermi concesso questa intervista. Per prima cosa mi piacerebbe tanto conoscere i tuoi inizi...
Quando e con che modalità è nata in te la passione per l'acquariofilia? Sei partito subito con gli acquari di piante, oppure ci sei arrivato poco alla volta? Perdona la mia curiosità, ma è un aspetto di te che non conosco, e mi piacerebbe davvero sapere come hai mosso i tuoi primi passi in questo fantastico hobby, che chiamare soltanto hobby è a parer mio quasi un insulto...

Ciao Andrea e grazie per l'opportunità. E' inusuale per me rilasciare interviste, in genere accade il contrario, ma questa la considero solo una chiacchierata tra vecchi amici in cui proverò a far conoscere quegli aspetti di me e sopratutto del mondo che ci accomuna, ancora poco noti.
Le piante sono sempre state il mio "pallino". Le ho coltivate tutte: dalle cactee alle bromelie, passando per bonsai e piante tropicali "d'appartamento", e poi ancora le rose inglesi di cui sono grande estimatore. Era inevitabile che approdassi all'acquario di piante.
Nacque tutto per caso, con un piccolo acquario ed un Astronotus: Oscar. Mai legame tra un umano ed un pesce fu più forte e profondo. Il passo al Malawi e al Tanganica fu veloce e da lì iniziò tutto. Anubias e Microsorum, Vallisnerie e Cryptocoryne. Col tempo i pesci divennero solo un incidente di percorso ed esplose in me l'esigenza di dedicarmi all'acquario di piante.
Non sapevo nulla delle piante d'acquario ed allora le notizie che si potevano "rubare", erano davvero esigue. Pochi testi, quasi nulla in rete ed allora bisognava sperimentare...
Di queste mie evoluzioni iniziai a parlare in rete. Acquariofacile.it nacque per caso e come tutte le cose genuine che nascono per caso il successo fu immediato. In realtà non immaginavo  che ci fosse una pletora di appassionati pronti ad accomunarsi e invece mi sbagliavo. Il forum si riempì in breve tempo, tanto che Acquariofacile non fu più sufficiente per contenere quella valanga di informazioni che sfrecciavano alla velocità della luce.





2 - Sei stato uno dei primi in Italia a comprendere e sfruttare il grande potenziale rappresentato da internet in merito alla diffusione della cultura acquariofilia. Ci puoi raccontare qualche aneddoto relativo a quel periodo "pionieristico"? A quali progetti "internettiani" presi inizialmente parte?

Allora non c'erano progetti ma solo il desiderio di sapere. Da un piccolissimo forum collegato ad Acquariofacile.it nacque Aquaplanta e con esso una cordata di straordinari personaggi che, con me, si mettevano ogni giorno in discussione. Si restava ore on line e si parlava, si parlava di tutto. I social non esistevano ancora e per condividere era indispensabile il contatto continuo, quasi ravvicinato. Si scambiavano opinioni ed esperienze. I fallimenti più di tutto. E si sperimentava, si provava e riprovava fino a rendere replicabile il risultato ottenuto.
Nella memoria di Aquagarden restano discussioni memorabili sul ciclo dell'azoto, il ferro in acquario, i tubi fluorescenti, i substrati. Siamo stati i primi in molte cose e non perché fossimo i più bravi, ma semplicemente perché abbiamo iniziato per primi e oggi sono fiero di sapere che quelle discussioni hanno contribuito allo sviluppo di una certa conoscenza in campo acquariofilo.
Mi piaceva il contatto con la "gente", quella che sarebbe diventata la "mia gente", il popolo di Aquagarden. Una sorta di dichiarazione d'amore che ancora oggi, dopo quasi vent'anni, dura senza che il tempo sia riuscita a scalfirla.
IT.hobby acquari era un ng in cui stazionavo e poi Acquariolife e Acquariforum, sono stati questi i primi luoghi di incontro con i quali ho capito che dovevo evolvermi, affrontare nuove sfide, ma soprattutto sperimentare e condividere.


Mi chiedi un aneddoto di rilievo… te ne potrei raccontare mille ma probabilmente quello più “importante” riguarda Takashi Amano.
Fui contattato via mail da un fantomatico ufficio stampa del Maestro, mi chiedevano il prezzo di una pagina di Aquagarden per la pubblicazione dell'Aquajournal. Ovviamente non risposi e alle mail successive li mandai al diavolo pensando ad un mitomane. In realtà quello era davvero il responsabile dell'ufficio stampa di Amano. Mi chiamò Andrea Pietrocola, allora amministratore di ADA Europe, spiegandomi l'effettivo interesse che ADA aveva per Aquagarden ed iniziò una serie infinita di trattative che non sfociarono in nulla. Avrei messo a disposizione gratuitamente le pagine richieste a patto che il Maestro intervenisse periodicamente sul forum (tramite la propria traduttrice). Amano non accettò le mie condizioni ed io fui irremovibile ma mi guadagnai il suo rispetto.





3 - Credo di poter affermare che AquaGarden rappresenti il tuo più grande successo in questo campo. Come e quando nacque l'idea di creare un forum tematico rivolto all'acquario di piante? Fece subito breccia nella variegata utenza italiana, oppure si dovette faticare parecchio per farlo emergere? Quali furono le figure che nel primissimo periodo ti affiancarono nel processo di realizzazione di questa tua meravigliosa idea?

L'evoluzione non viene mai pianificata. A volte è la vita che decide per te e bisogna solo seguire gli eventi, fidandosi del proprio istinto, della propria natura, delle proprie attitudini. Ripeto ancora a me stesso che quegli anni furono straordinari. Aquaplanta nacque per caso e poi divenne Aquagarden, da un'idea di Maurizio Nicosia. C'era già un folto gruppo di irriducibili che sentiva forte l'esigenza di "una terra promessa", una specie di isola felice in cui si potesse parlare ad alto livello ma in modo semplice e diretto. Vincenzo Maisto è probabilmente il primo nome che ricordo, con lui è nata un'amicizia forte che ha sfidato il tempo e le distanze e poi Giusi Inversi, sempre presente al mio fianco da vent'anni, e ancora Maurizio Nicosia, Luciano Pozzoni, Andrea Pietrocola, Roberto Moretti, Maurizio Colombini, Claudio Cappelletti, Matteo Vescovi, Domenico Losciale.
Era questa Aquaplanta.
Credo di essere un privilegiato perchè ho avuto modo di conoscere persone davvero straordinarie, profonde, leali, intimamente legate all'acquario di piante. Mentre Aquagarden decollava si radunò un esercito attorno alle nostre discussioni e personaggi come Fabrizio Lattuca e Maurizio Gazzaniga entrarono prepotentemente nel firmamento dell'acquariofilia italiana.

Aquagarden non ha molti meriti se non quello di essere riuscita ad attirare a se personaggi di talento, preparati, che non hanno mai voluto ostentare le proprie doti ma, piuttosto, hanno cercato di trasmettere in maniera semplice ciò che semplice non è.
In quegli anni era importante poter disporre di elementi certi, replicabili, di facile condivisione. Credo che questo abbia decretato il successo di Aquagarden, un successo che dedico sempre a chi, con me, era affamato di sapere. Forse sarebbe bene che i moderni “aquascapers” si ricordassero che molto, tanto, quasi tutto quello che hanno imparato lo devono proprio a questi straordinari studiosi che con grande umiltà si sono prestati alla divulgazione.





4 - Volendo trarre un ipotetico bilancio da tutto il percorso fin qui fatto da AquaGarden, di cosa vai maggiormente orgoglioso? E cosa invece, potendo tornare indietro, non rifaresti?

Sono orgoglioso di quello che lascerò. Dopo di me resterà un solco profondo e non per merito di Dario Schelfi ma grazie a tutti quelli che hanno saputo mettersi in discussione. E sono davvero orgoglioso di tutti: di chi c'era e se n'è andato, di chi mi ha deluso voltandomi le spalle, di chi c'era e c'è ancora e anche di chi ci sarà. Sono orgoglioso quando rubano i miei articoli, le mie foto, le mie idee… come dice Roberto Gervaso, “il plagio è una forma di ammirazione”.
L'Italia è piena di talenti ma essere un talento non basta. Ciò che conta di più è la credibilità e per essere credibile devi essere autorevole. Non occorrono il "like" o i selfie. Quelli si dimenticano dopo un secondo. Ciò che conta davvero è avere una storia da raccontare, radici forti e profonde.
Ho imparato molto in questi venti anni, ho capito tante cose e rifarei tutto, esattamente come ho fatto. Adoro essere imperfetto, un apprendista stregone e, alla soglia dei 52 anni, posso dire che mi è servito tutto: i successi, gli errori, le contraddizioni, gli sfinimenti. Tutto serve se ti aiuta a crescere e ad alimentare l'entusiasmo e quello non è mai mancato.





5 - Con l'avvento dei social network e di tutte le nuove tecnologie legate ai dispositivi mobili, i forum hanno perso parecchi punti, arrivando in molti casi a chiudere i battenti. Ho visto morire per totale mancanza di utenti, numerosi siti e forum che avevano fatto la storia dell'acquariofilia italiana ed internazionale, ed al tempo stesso ho visto nascere come funghi sui social centinaia e centinaia di gruppi, gruppetti, e gruppettini, che hanno portato ad una infinita frammentazione dell'utenza. Il modo di fare informazione è notevolmente mutato, con un calo vertiginoso della qualità dell'informazione stessa a parer mio. Tutto scorre veloce, ma nulla resta. Un sistema che mi pare sempre più privo di senso e di contenuti, sempre più fumo e sempre meno arrosto...
Cosa pensi in merito a questa problematica? Il fenomeno social network dilagherà sempre più, oppure assisteremo in futuro alla rinascita dei forum?

Facebook imploderà. E' solo questione di tempo, quanto meno con riferimento ai gruppi che vogliono fare cultura ad alto livello. Un forum di qualità, ricco di contenuti è un'enciclopedia. E le enciclopedie non passano mai di moda ma devi avere il desiderio di leggerle.
Qualità e quantità non sono due concetti equivalenti, non sono omologhi. I social ti danno visibilità, immediatezza, ma al tempo stesso fanno dimenticare con altrettanta velocità.
Assisto purtroppo a scellerate dimostrazioni che nulla hanno a che fare con la qualità.
Guai a pensare di essere vivi solo perchè fb ti fa sapere che ci sei. Il tuo talento, la tua personalità, il tuo orgoglio, la tua dignità esistono a prescindere, anche senza like o selfie.
I gruppi sono una inevitabile conseguenza dei tempi che viviamo. Per realizzare un portale come Aquagarden, per raggiungere i suoi contenuti, occorrerebbero vent'anni e nessuno è disposto a fermarsi per così tanto tempo. Oggi la parola d'ordine è esserci! A qualunque costo. Ma quella non è più acquariofilia, si chiama ossessione.
Ho sempre puntato sulla qualità, facendo spesso scelte difficili, prendendo a volte decisioni impopolari, ma credo di essere sempre stato fedele al mio obiettivo.
Non ho mai avuto la pretesa di insegnare qualcosa ma ho sempre condiviso tutto, dubbi, successi e fallimenti, ma soprattutto ho condiviso l'entusiasmo.
Vedere la stessa foto su 10 gruppi diversi (formati spesso dalle stesse persone) è solo una forma di presenzialismo e di quel presenzialismo si diventa vittime, si finisce per avere bisogno di quel “like” altrimenti si cade nell'oblio.
Oggi se non sei un aquascaper con duemila condivisioni non sei nessuno e questa è un'arrogante menzogna che va sradicata. Bisogna tornare indietro per provare ad andare avanti. E' per questo che ho chiuso il gruppo fb di Aquagarden, non tolleravo che il lavoro di vent'anni venisse vilipeso dall'ignoranza e dalla stupidità. Sceglierò sempre la qualità. Meglio un forum con un intervento al mese piuttosto che una patetica processione di pagliacci che fanno a gara per dimostrare di essere i primi della classe. Non mi servono gli stemmi, i loghi, i diplomi e non ho bisogno che fb certifichi chi sono. Io so chi sono, da dove vengo e soprattutto dove voglio andare.
Aquagarden ha una storia, fondamenta profonde, ed ogni mese migliaia di utenti ne sfogliano le pagine. E' un pezzo dell'acquariofilia italiana. Non esiste (né esisterà mai) gruppo fb che potrà dire altrettanto.




6 - Parliamo un attimo di aquascaping... So che sei un cultore dell'acquario di piante "old style", ma anche un estimatore della cultura asiatica in merito al Nature Aquarium.
Tu che l'hai conosciuto di persona, credi che il grande Maestro Takashi Amano, sarebbe contento nel vedere la deriva mostrata ultimamente dalle realizzazioni degli aquascapes da contest? Scorrendo le gallery dei più prestigiosi contest internazionali di aquascaping, è evidente che l'importanza della parte vegetale dei layout sembra contare ormai poco o nulla, e che il tutto si giochi sempre più sull'effetto scenico dato da rocce e legni, effimeri virtualismi equilibristici in cui la loctite conta ormai più dei fertilizzanti, e nella cui valutazione si tende a valorizzare soprattutto l'estremizzazione della prospettiva, esaltata al massimo da fotografie sempre più professionali ed elaborate. Che fine faremo???

Per rispondere dovrei scrivere un trattato… Proverò a riassumere.
No. Takashi Amano non sarebbe contento. L'acquario Naturale è un'altra cosa. Prima di essere una foto è un acquario e prima di essere un acquario è un concetto. Amano non era solo un grande acquariofilo e fotografo, era più di ogni altra cosa un naturalista (e si badi bene a non confondere Takashi Amano con ADA). Osservava la natura e la riproduceva, a modo suo. Il fine di una sua creazione non era la foto e neanche un concorso. Il suo rapporto con la natura era molto intimo. Periodicamente “spariva” dal suo quartier generale di Nijgata e si recava in Amazzonia. E restava lì per settimane. Quelli che vediamo oggi nei contest internazionali sono solo meravigliose bellezze effimere. L'acquario in se non ha più alcun peso. Conta solo lo “scatto” finale. Tutto è finalizzato a quello scatto. Gli acquari sono impeccabili, meravigliosi, ma probabilmente privi di vita e soprattutto senza una storia. L'ossessione del piazzamento la fa da padrona, tutto il resto non conta.
I muschi si attaccano con la colla per avere l'immediato risultato, i layout sono sempre più spinti ed improbabili, le architetture sono piene di stratagemmi che ingannano l'occhio dell'osservatore. Tutto per compiacere la giuria.
No, Amano non sarebbe contento. Lui puliva in maniera meticolosa le radici di ogni pianta e lo faceva con grande rispetto per la pianta “se le piante saranno in salute, l'acquario sarà in salute”, ripeteva spesso ai suoi allievi.

Non so che fine faremo. So che fino a quando proveremo a copiare pedissequamente non andremo molto lontano e del resto le classifiche internazionali parlano chiaro. E' raro trovare un italiano tra i primi 10, o tra i primi 20, o tra i primi 50 nel mondo.
Siamo pieni di talenti ma i nostri “aquascapers” sono spesso dei diamanti grezzi che rifiutano di affinarsi per splendere di luce propria.
A volte conta più essere “amico di” che provare a mettersi in discussione senza paracadute.
Ci sono begli esempi di acquari di piante anche fuori dai contest e, paradossalmente, sono quelli meno valorizzati solo perché l'autore non è considerato (da chi non è dato sapere) aquascaper di livello. Questo stato di cose induce inevitabilmente l'autore a distaccarsi, a prendere le distanze, tornando a vivere l'acquariofilia tra le mura domestiche.
Eppure credo che questi acquariofili potrebbero dare molto al nostro hobby, quanto meno provando a fornire nuovi spunti di riflessione e confronto.





7 - Negli ultimi anni ti ho visto cimentarti nell'organizzazione e nella promozione di numerosi workshop e contest live di aquascaping, in occasione delle principali fiere internazionali del settore, nonchè in progetti promozionali in collaborazione con alcuni dei più importanti brand del settore.
Come si sta evolvendo il settore produttivo italiano in merito alla plantacquariofilia ed all'aquascaping? La promozione delle nuove linee produttive (fertilizzanti, fondi, arredi ed accessoristica) mi sembra sempre più strettamente legata all'aquascaping ed agli aquascapers, ma sostanzialmente mi interessa capire una cosa: come l'utenza sta recependo il tutto? E' più la richiesta a dettare l'offerta, o piuttosto l'esatto contrario? Ad oggi come descriveresti l'acquariofilo medio italiano?


Parto dalla fine dicendoti che l'acquariofilo medio è molto preparato. Si aggiorna e si confronta.
Oggi le occasioni di confronto sono moltissime: live, fiere, raduni…

Ho sempre sentito l'esigenza di “uscire” da un forum per fare un salto di qualità.
Aquagarden ha organizzato i mitici MeetUp, dei tour, eventi live, fino a spingersi dove nessuno era mai arrivato: l'editoria. Rosso d'Autore è stata un'esperienza unica e irripetibile.
Tutto questo è stato possibile solo grazie a collaborazioni importanti e, ancora una volta, posso dire di essere stato un privilegiato perché lungo il mio cammino ho avuto la fortuna di incontrare imprenditori attenti e capaci. Maurizio Castaldini di Anubias, Luca Specchio di Aquaplanta & ReefArt, Giorgio Melandri di Hydra, Nicola Gandini di ELOS, Carmine Mazzei di Troplant, Christian Pedone di NaQ Agency. Sono nate collaborazioni importanti e soprattutto amicizie solide.

 

Dario Schelfi durante un allestimento live alla fiera di Piacenza

 

Fare impresa in Italia non è semplice, eppure esistono ancora aziende che non si arrendono, che non abbassano la testa, che investono in ricerca e innovazione e non si limitano a copiare un prodotto. E' questo che fa la differenza. Ma tutto questo necessita di investimenti importanti, di studio e di progettazione, con un inevitabile aumento dei costi.

Forse l'acquariofilo fighetto che compra on line dal sito orientale dovrebbe ricordarselo ogni tanto.
Criticare un'azienda è facile e ancora più facile è criticare la qualità di un prodotto se non si hanno le conoscenze per essere in grado di esprimere un giudizio.
Se uso un fertilizzante e ho alghe in acquario, darò senz'altro la colpa a quel fertilizzante, o a quella plafoniera… Magari sono solo un incapace o un incompetente. E di quel mio fallimento darò notizia su fb screditando quel prodotto che, magari, non sono stato semplicemente capace di usare. Sul forum non puoi mentire perché saresti prima smascherato e poi massacrato. Molto meglio i social. Lì puoi dire tutto ed il contrario di tutto, è un continuo fluire di mezze verità senza alcun riscontro.
Purtroppo preferiamo spendere per una polo griffata o per l'ultimo modello di cellulare ma non accettiamo di spendere per il nostro hobby.
Se un prodotto ti viene regalato a scopo divulgativo ne parli benissimo, ma quando quello stesso prodotto devi acquistarlo allora le cose cambiano e trovi mille difetti...





8 - Puoi svelarci a cosa stai lavorando in questo periodo? C'è qualche progetto in corso d'opera che ci puoi illustrare? Oppure qualche idea che intendi realizzare in futuro, sulla quale poterci dare delle anticipazioni?

L'Aquagarden Cup è il primo progetto immediato. Non è un contest, ma una rassegna fotografica che nasce dall'esigenza di tirare le somme sull'aquagardening e sull'aquascaping italiano.
Non occorre essere bravi, ma autentici.
Andrea Lauria ci ha reso fieri della nostra italianità col suo secondo posto all'AGA presentando uno spettacolare acquario olandese. Quel progetto, quella vasca, non avrebbe avuto chance all'IAPLC per i motivi che abbiamo già evidenziato, eppure quel talento non poteva andare sprecato. E come Andrea ci sono tanti giovani talenti che aspettano soltanto l'occasione per potersi mettere in discussione, non per assecondare una giuria, ma semplicemente per essere se stessi. E' a loro che dedico l'Aquagarden Cup perché è fondamentale sostenere i giovani, chi resta in disparte per timore di non essere all'altezza, ma anche chi vuole semplicemente provare a realizzare un acquario di piante.
Premieremo ovviamente la vasca migliore, ma sarà un riconoscimento simbolico, con il quale vogliamo premiare il talento ed il coraggio.
Con me ci saranno due giudici i cui nomi saranno resi noti solo dopo le valutazioni, a garanzia della massima libertà espressiva per i partecipanti.
Il regolamento è molto semplice e di facile lettura ed è pubblicato sul forum.

 

AquaGarden Cup

 

Sto anche lavorando ad un secondo progetto: l'United Friends of Aquagarden.
Vorrei che fosse la festa dell'acquariofilia italiana. Mi piacerebbe che ci fossimo tutti, tutti quelli che con me hanno iniziato, sudato, sorriso, quelli che non si sono mai arresi, quelli che hanno preso strade diverse, quelli che sono spariti e poi sono ritornati e mi riferisco davvero a tutti. Senza stemmi o cordate di appartenenza. I tempi delle divisioni sono passati, adesso è arrivato quello delle condivisioni. Vorrei abbracciare idealmente tutti quelli che hanno fatto acquariofilia di piante in questi ultimi vent'anni perché credo di dover loro tanto, e vorrei saldare il mio debito con una grande festa all'insegna dell'amicizia.

 

Acquari personali di Dario Schelfi

 

9 - E adesso una provocazione. Dimmi il nome del migliore aquascaper italiano.

Fabio Lorusso, ma solo perché Vincenzo Maisto non “esercita” più :-)





Ok Dario, l'intervista è conclusa. Ti ringrazio, a nome anche dell'intero staff di AquaExperience.it, per la disponibilità e per il tempo che ci hai dedicato.

Grazie a te Andrea ed ad AquaExperience per l'ospitalità e l'opportunità che mi è stata data.

 

 

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Tutte le foto presenti in questo articolo sono state gentilmente concesse al sottoscritto direttamente da Dario Schelfi

 

Per maggiori informazioni lasciamo i link diretti al sito di AquaGarden.it ed al regolamento della rassegna AQUAGARDEN CUP 2017.

 

Link: AquaGarden.it

Link: AquaGarden Cup 2017

 

Vi consigliamo infine di visitare la FotoGallery abbinata a questa intervista, cliccando sull'apposito pulsante posizionato nella parte iniziale dello scritto, ciò vi darà modo di visualizzare queste foto (più altre qui non presenti) in un formato maggiore.

 

 

Andrea Perotti per AquaExperience.it

 

 

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