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Hygrophila pinnatifida

 

Hygrophila pinnatifida


Hygrophila pinnatifida - Foto per gentile concessione: Katjusa Karlovini

 

Pianta palustre a stelo, a crescita medio-lenta, caratterizzata da un fogliame molto particolare. La sua comparsa nel circuito commerciale delle piante d'acquario è avvenuta molto recentemente, ma a seguito del notevole interesse mostrato subito dall'utenza si sta diffondendo a macchia d'olio tra gli appassionati di tutto il mondo con una velocità impressionante .... e pensare che in natura è una specie piuttosto rara. Si tratta tuttavia di una pianta che, per essere portata al cosiddetto stato di grazia, richiede impegno e competenza, risultando infatti spesso totalmente inadatta a neofiti del plantacquario.

 

Fotogallery Hygrophila pinnatifida

Nome scientifico:

Hygrophila pinnatifida


Nomi comuni:

nessuni segnalato


Famiglia:

Acanthaceae


Origine:

Asia (rinvenibile in India)


Morfologia:

pianta palustre a stelo che, come sempre in questi casi accade, mostra notevoli differenze morfologiche tra forma emersa e forma sommersa. Nel contesto in cui ci troviamo preferiamo però trattare solo la morfologia della forma sommersa.
La pianta ha un aspetto robusto e lo stelo ha una consistenza quasi legnosa. Il fogliame è la vera particolarità di questa specie, ricorda infatti quello delle felci. Le foglie, opposte, peduncolate brevemente e con guaina all'inserzione, presentano lamina lobata fessa (quasi settata), molto allungata, lievemente ovata e dicolore, con nervatura pinnata. La colorazione varia notevolmente in ragione delle condizioni di coltivazione, in particolare della luce, la pagina superiore può andare dal verde smeraldo (in condizioni di luce media) al rosso-violaceo (in condizioni di luce intensa e fertilizzazione sostenuta), con la nervatura principale evidenziata da colorazione marrone-arancio, la pagina inferiore invece presenta in genere una colorazione che varia dal verde oliva al giallo-arancione al rosa-violaceo.
In acquario l'altezza massima dei singoli fusti può raggiungere e superare i 40 cm, mentre le foglie possono raggiungere anche i 25 di lunghezza. L'apparato radicale, piuttosto minuto, presenta gemme stolonifere da cui appunto diparte solitamente un solo stolone strisciante.

 

Hygrophila pinnatifida - Esemplare da poco inserito in acquario e con fogliame che presenta ancora morfologia anfibia - Foto di: Andrea Perotti

Hygrophila pinnatifida - Fogliame sviluppatosi in sommersione sotto illuminazione media - Foto di: Andrea Perotti

Hygrophila pinnatifida - Fogliame sviluppato in sommersione in condizioni di forte illuminazione e fertilizzazione sostenuta - Foto per gentile concessione: Andrea Ongaro

 

La Crescita:

tasso di crescita da lento a medio, a seconda delle condizioni di coltivazione. Si propaga per soloni, con i fusti striscianti che spesso rimangono a vista, ovvero appoggiati sul fondale anzichè interrati, o addirittura a "mezz'acqua".


Valori Acquario:

PH: 6 / 7,5
GH: 3 / 15 °dGH
Temperatura: 20 / 29 °C
Luce: da media a molto forte


Allestimento Acquario:

il potenziale nutritivo del fondo ha poca importanza in quanto la pianta si nutre prevalentemente per via fogliare, può difatti venire utilizzata e collocata anche come epifita, le radici hanno quindi più che altro una funzione di ancoraggio e per attecchire bene è necessario che il fondo sia morbido e poroso. La luce è molto importante per questa specie, soprattutto se volete portarla al suo massimo splendore cromatico, predisponete quindi un impianto di illuminazione adatto al caso, o per lo meno abbiate l'accortezza di posizionare la pianta nel punto meglio illuminato dell'acquario, sotto luce diretta, senza che altre piante più alte la vadano ad ombrare. Consiglio l'erogazione di CO2, ma in modo ben controllato e stabile, quindi acquistate un buon impianto, serio e ben regolabile, evitando metodi alternativi fai da te, magari più economici ma sicuramente meno controllabili e dalla resa meno stabile nel tempo, H. pinnatifida ama infatti condizioni stabili, in assenza delle quali va subito in crisi, ed una erogazione incostante di CO2 si riflette sempre in una sensibile instabilità di pH. A tal proposito sconsiglio di inserire questa pianta in vasche appena allestite, in cui per l'appunto difficilmente troverebbe la necessaria stabilità di condizioni; è una pianta che già di per sè supera lentissimamente e con notevole difficoltà i cambi di habitat e la fase di muta del fogliame susseguente al primo inserimento, per non renderle la vita ancor più difficile è quindi meglio inserirla in acquari ben maturi, in cui si abbiano condizioni sufficientemente stabili.


Fertilizzazione:

pur essendo a crescita abbastanza lenta questa pianta esige comunque una fertilizzazione completa e bilanciata, con costante apporto sia di macro sia di micronutrienti, molto importanti il Ferro (per la colorazione del fogliame, che in carenza di Ferro va subito in clorosi) e soprattutto il Potassio (in sua carenza le foglie si ulcerano e si incurvano notevolmente arricciandosi verso la pagina inferiore).


Posizione In Acquario:

centro-posteriore, a seconda della dimensione dell'acquario. Tenete conto che seppur spesso presenti fogliame minuto al momento dell'acquisto (nei negozi viene solitamente presentata in forma emersa), in acquario la pianta produrrà foglie molto grandi, anche fino a 20 / 25 cm di lunghezza.

 

Un esempio di utilizzo di questa pianta, con posizionamento in un angolo posteriore (layout di Andrea Ongaro)

 

Foto per gentile concessione: Andrea Ongaro

 

Modalità di Riproduzione:

in natura si riproduce nella stagione climaticamente propizia mediante fioritura e susseguente fruttificazione, in acquario è però molto difficile assistere a questo evento, in tale contesto quindi il metodo più rapido per moltiplicare e propagare la pianta è quello per talea, ovvero potandola regolarmente, rimettendo a dimore le talee (parti superiori al punto di taglio), e lasciando interrati i monchini (parti inferiori al punto di taglio), i quali se ben illuminati reagiranno producendo nuovi germogli (nuovi steli). Cimando spesso uno stelo se ne incentiva tra l'altro la produzione di germogli laterali, il che permette alla pianta di infoltirsi producendo piccoli steli laterali che poi eventualmente potranno a loro volta venir potati alla base e messi a dimora nel fondale singolarmente. Vi sconsiglio in acquario di permettere agli steli di H. pinnatifida di superare la superficie, fuoriuscendo quindi dall'acqua con la parte apicale, in quanto da li in poi la pianta concentrerebbe sforzi e nutrienti sulla produzione di fogliame emerso, e la parte sommersa degli steli inizierebbe progressivamente a defogliarsi ed imbruttirsi.


Inserimento in Acquario:

in negozio viene presentata in vasetto idroponico, o addirittura in forma totalmente emersa ... in entrambi i casi sappiate che l'adattamento alla sommersione sarà un percorso lungo e che quindi potrebbero volerci anche più di due mesi prima di vedere finalmente bella e rigoliosa questa pianta nel vostro aquario, all'inizio stenterà parecchio, soprattutto se fate l'errore di inserirla in un acquario appena allestito e che non offre condizioni sufficientemente stabili; se quindi riuscite a procurarvi delle potature da altri appassionati, ovvero talee di esemplari già completamente adattati alla sommersione, è decisamente meglio. Comunque sia eventuali vasetti e materiali riempitivi (lana di roccia, anelli di terracotta, ovatta, etc...) vanno ovviamente eliminati, mettete gli steli a dimora nel fondale singolarmente, a debita distanza gli uni dagli altri (almeno 5 cm), posizionandoli in una zona dell'acquario ben illuminata. Utilizzate per lo scopo delle pinzette specifiche evitando di rovinare eccessivamente la parte basale dei fusti. Questa pianta può essere utilizzata anche come epifita, in tal caso fissatela ad un arredo (legni o rocce) con filo da pesca o di cotone, stando attenti a non stringere troppo il filo onde evitare di lesionare i tessuti.

 

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